Bookbot

Orhan Pamuk

    7 giugno 1952

    Orhan Pamuk è celebrato come un narratore di Istanbul, città che ha plasmato la sua prima scrittura e ispirato i suoi successivi saggi autobiografici. La sua opera approfondisce frequentemente temi complessi di identità, l'intersezione tra culture occidentali e orientali e gli scontri culturali, il tutto intessuto in narrazioni avvincenti. Lo stile di Pamuk è noto per la sua natura sperimentale, la profonda psicologia dei personaggi e la magistrale rappresentazione del passato e del presente della Turchia. La sua importanza letteraria risiede nella sua capacità di connettere l'esperienza personale con verità umane universali, offrendo ai lettori una prospettiva unica sulle complessità della vita moderna.

    Orhan Pamuk
    Il castello bianco
    Neve
    Le notti della peste
    Istanbul
    Altri colori
    La stranezza che ho nella testa
    • Altri colori

      • 523pagine
      • 19 ore di lettura

      Alla fine degli anni Novanta, un terremoto devastò Istanbul, causando oltre trentamila morti. Pamuk decise di esplorare la sua città per prestare soccorso alle vittime e osservare le conseguenze del sisma. Questo evento è solo l'ultimo di una serie di disastri che hanno colpito Istanbul nel corso dei secoli: incendi, assedi e invasioni hanno continuamente ridisegnato il volto della città. Camminando tra le macerie e osservando i palazzi distrutti, Pamuk vive l'angoscia di una possibile nuova scossa e fa una scoperta sorprendente: le diverse epoche e culture che hanno abitato Istanbul non si sono sostituite, ma si sovrappongono come strati geologici di rovine. Il romanziere si immerge in questo territorio complesso, opponendo alla devastazione del tempo e della storia il gesto riparatore della scrittura. Questo gesto è un movimento, quello di chi scende in strada e diventa testimone oculare, per poi tornare alla scrivania, armato solo della propria immaginazione. Pamuk esprime la necessità di rimanere solo a fantasticare, in una solitudine che è sia desiderata che subita, rivelando la sua fedeltà alla scrittura. Così, alla forza distruttrice del tempo e dell'umanità, lo scrittore oppone la potenza solitaria e necessaria della letteratura.

      Altri colori
      4,0
    • Istanbul

      • 388pagine
      • 14 ore di lettura

      Orhan Pamuk racconta di aver sempre creduto che a Istanbul ci fosse un altro bambino identico a lui, un altro Orhan. In un gioco di specchi, Istanbul guarda verso l'Europa in cerca di una città invisibile, libera dalla miseria e dalla decadenza, che conservi un'identità orientale ma racchiuda le qualità dell'Occidente. Nella sua visione, tutto si raddoppia: gli abitanti del Corno d'Oro cercano conferme nel giudizio degli occidentali, affascinati dai miraggi dell'esotismo. La tristezza che pervade Istanbul, lo hüzün, è una «condizione della mente» assimilata con orgoglio, derivante dal declino dell'impero ottomano e dai sogni delusi della Turchia moderna. Essa si nutre di dettagli come le sirene dei battelli nella nebbia, i gabbiani sotto la pioggia e le folle che tornano a casa dopo partite di calcio, sempre sconfitte. Questa tristezza è anche bellezza, come scriveva Ahmet Rasim, e gli scrittori celebrano questa magia malinconica, forse per il senso di colpa verso un'Istanbul occidentalizzata. Pamuk ama la città della sua infanzia, «una fotografia in bianco e nero», e i vecchi film e disegni sono i mezzi più evocativi per rappresentarla. Così, il destino di Istanbul diventa il carattere del suo narratore, rendendo la città una storia di vocazione.

      Istanbul
      3,8
    • Neve

      • 468pagine
      • 17 ore di lettura

      A Kars, al confine tra Turchia, Armenia e Georgia, alcune giovani ragazze si suicidano, apparentemente costrette a togliersi il velo all'università. Il poeta Ka, esule turco in Germania, è inviato a Kars per un reportage e inizia a indagare, lacerato dal confronto tra Occidente e Islam. La neve cade incessantemente, mentre la città, un miscuglio di etnie e fazioni politiche, è segnata da tensioni tra turchi, curdi, georgiani, nazionalisti laici e integralisti religiosi, con la presenza della polizia segreta, dell'esercito e dei terroristi islamici. Durante la sua indagine, Ka rivede Ipek, una bella compagna di università di cui si innamora, sognando di portarla con sé in Germania. Per realizzare questo sogno, è disposto a tutto. La situazione si complica quando una compagnia teatrale mette in scena un dramma degli anni Venti a favore della laicità, in cui una donna brucia il chador in pubblico. Durante lo spettacolo, una protesta di studenti di un liceo religioso sfocia in violenza. Ka, coinvolto suo malgrado, si trova in una posizione confusa, incapace di rispondere alla domanda sulla fede. Pur affermando di aver ritrovato Allah a Kars, la sua vera ricerca è quella della felicità, in un contesto di conflitto tra culture.

      Neve
      3,6
    • Il castello bianco

      • 172pagine
      • 7 ore di lettura

      Il ventenne gentiluomo veneziano, appassionato di astronomia e matematica, e l'astrologo turco si assomigliano come fossero fratelli gemelli. Si guardano con sospetto ma per anni vivono a stretto contatto impegnati nelle più svariate ricerche scientifiche: studiano i fuochi d'artificio, progettano orologi e discutono d'astronomia, biologia e ingegneria. Insieme riescono a debellare un'epidemia di peste. Trascorrono molto tempo raccontandosi la propria vita. Il sultano Maometto IV (1648-87) affida loro la costruzione di una potente macchina da guerra, ma durante la disastrosa guerra in Polonia il marchingegno non funziona. L'unione si spezza e solo uno dei due "gemelli" tornerà in Turchia... Ma quale? Un romanzo che è metafora del legame tra Oriente e Occidente.

      Il castello bianco
      3,6
    • Orhan Pamuk: Orange

      • 184pagine
      • 7 ore di lettura

      The streetscapes of Istanbul as photographed by Nobel prize-winning novelist Orhan Pamuk in an exquisitely printed clothbound edition The dominant color in Orhan Pamuk's new book of photographs is orange. When the Nobel-Prize-winning novelist is finished with the day's writing, he takes his camera and wanders through Istanbul's various neighborhoods, visiting the backstreets of his town, areas without tourists, spaces that seem neglected and forgotten, spaces with a particular light. This is the orange light of Istanbul's windows and streetlamps that Pamuk knows so well from his childhood--from the Istanbul of 50 years ago, as he mentions in his introduction. But Pamuk also observes that the homely, cosy orange light is slowly being replaced by a new, bright and icy white light from new lightbulbs. His photographs from the backstreets of Istanbul record and preserve the cosy effect of this old, disappearing orange light, as well as the recognition of this new white vision. Whether reflected in well-trodden snow, concentrated as a glaring ball atop a lamppost or subtly present as a diffuse haze, orange literally and aesthetically gives shape to Pamuk's pictures, which reveal to us the unseen corners of his home city.

      Orhan Pamuk: Orange
      3,8
    • In an old mansion in Cennethisar, a former fishing village near Istanbul, an old widow Fatma awaits the annual summer visit of her grandchildren. She has lived in the village for decades, ever since her husband, an idealistic young doctor, first arrived to serve the poor fishermen. Now mostly bedridden, she is attended by her faithful servant Recep, a dwarf and the doctor's illegitimate son. Under the creeping shadow of right-wing nationalism and political revolution, they share memories, and grievances, of the early years, before their home became a high-class resort.Her visiting grandchildren are Faruk, a dissipated failed historian; his sensitive leftist sister, Nilgun, has yet to discover the real-life consequences of highminded politics; and Metin, a high school student drawn to the fast life of the nouveaux riches, who dreams of going to America. But it is Recep's nephew Hassan, a high-school dropout, lately fallen in with right-wing nationalism, who will draw this family into the revolution and the growing political cataclysm issuing from Turkey's tumultuous century-long struggle for modernity. By turns deeply moving, hilarious, and terrifying, Silent House pulses with the energy of a great writer's early work even as it offers beguiling evidence of the mature genius for which Orhan Pamuk, winner of the Nobel Prize in 2006, would later be world renowned.

      Silent house
      4,0
    • The black book

      • 466pagine
      • 17 ore di lettura

      Tells the story of Galip, an Istanbul lawyer whose wife has vanished. Playing the part of private investigator, he soon finds himself descending deeper and deeper into an extraordinary mystery.

      The black book
      3,9