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Simona Costa

    Oscar tutte le opere di Luigi Pirandello - 23: Quaderni di Serafino Gubbio operatore
    Uno, nessuno e centomila - Versione integrale
    Dal naso al cielo
    • In effetti si tratta di personaggi assai strani, con le loro storielle e storiacce assurde. Deliri notturni di un genio premiato con il Nobel.

      Dal naso al cielo
      4,1
    • Da uno specchio, superficie ambigua e inquietante, emerge un giorno per Gengè un volto di sé finora ignorato: un naso inopinatamente in pendenza verso destra. Inizia qui, con una certa parentela con il protagonista del celebre romanzo di Sterne, quel Tristram Shandy dallo "sfortunato naso schiacciato", l'avventura di Vitangelo (Gengè) Moscarda, sdoppiato in un altro se stesso, conosciuto solo dallo sguardo altrui. Un passo più in là, e le cose si complicano: Moscarda non è più alle prese con un solo estraneo, bensì con centomila estranei che convivono in lui, secondo la realtà che gli altri gli danno, "ciascuno a suo modo". Nello sfuggire alle proprie centomila realtà, Gengè si troverà a rinnegare qualunque "forma": la via d'uscita sarà allora l'alienazione totale, non solo da qualsiasi cosa sua, ma perfino da se stesso. Non resterà, dunque, che accertarsi come "nessuno", smarrendo ogni identità e disperdendosi nel mare dell'essere. Con "Uno, nessuno e centomila", romanzo rimasto per lunghi anni in elaborazione tra le carte di Pirandello, giunge al suo limite estremo la scomposizione del personaggio pirandelliano, già comicamente 'nato fuori di chiave', violino e contrabbasso al tempo stesso, perciò incline a sezionare e disgregare tutto, perfino se stesso, in opposte, contraddittorie riflessioni.

      Uno, nessuno e centomila - Versione integrale
      4,1
    • Pubblicato nel 1915 col cinematografico titolo Si gira , riedito nel 1925 come Quaderni di Serafino Gubbio operatore , questo &egrave il romanzo in cui Pirandello si misura pi&ugrave direttamente col suo tempo di rivoluzionarie innovazioni tecnologiche. Romanzo polemico e controcorrente nel clima di una modernolatria dannunziana e futurista, i Quaderni si propongono a difesa di un teatro/vita (crocevia di partecipazioni emotive attori-pubblico), contro un cinema/forma (frigido ripetitore di stereotipati fotogrammi). Minacciato dall'incombente morte dell'arte, l'artista, rifugiatosi in una scrittura-terapia, rivendica un ruolo demistificatore verso la pervasiva e mercificante industria culturale, in grado di asservire alla logica del guadagno le pi&ugrave varie figure di intellettuali. Su toni anticipatori pi&ugrave dell'orrore allucinante di un Fritz Lang che dell'amara ironia di Chaplin, si consuma una moderna discesa agli inferi da cui emerge la persistenza della parola scritta. La struttura riflessiva dei Quaderni , sottolineata nella nuova titolazione, mentre afferma la morte del romanzo ottocentesco - adombrato nella vieta storia di amore e morte presa a mero pretesto di narrazione - apre al nuovo romanzo del Novecento, affidato a scansioni spazio-temporali tutte interiori.

      Oscar tutte le opere di Luigi Pirandello - 23: Quaderni di Serafino Gubbio operatore
      3,8