Georges Simenon Libri
Georges Simenon, maestro della prosa suspense, era rinomato per la sua straordinaria prolificità e la sua acuta capacità di cogliere le complessità della psiche umana. La sua vasta opera, che abbraccia centinaia di titoli, è caratterizzata da una profonda visione della natura umana e da una narrazione magistrale. In particolare, le sue storie poliziesche con l'Ispettore Maigret hanno trasceso le barriere linguistiche e affascinato il cinema e la radio, dimostrando il suo talento nel creare personaggi indimenticabili e trame avvincenti. Oltre ai suoi famosi detective, Simenon ha esplorato le profondità della motivazione e dell'esperienza umana nei suoi romanzi psicologici e nelle opere autobiografiche, consolidando la sua eredità come figura di spicco della letteratura del XX secolo.







Gli Adelphi: Il primogenito dei Ferchaux
- 368pagine
- 13 ore di lettura
Lettera al mio giudice
- 206pagine
- 8 ore di lettura
Una ragazza minuta, pallida, arrampicata su alti tacchi, nella vita di un uomo «senza ombra», la cui esistenza, così normale, si avvicina sempre più al confine con l’inesistenza. E quella donna è l’ombra stessa, qualcosa di oscuro e lancinante al di là di ogni ragione, che conduce tranquillamente alla morte. Una storia carica di intensità, esaltazione e angoscia.
Gli Adelphi - 439: L'angioletto
- 197pagine
- 7 ore di lettura
Anche quando divenne un pittore famoso, Louis Cuchas rimase il bambino dall'occhio limpido e svagato, che sembrava non guardare nulla, ma in realtà osservava molte persone e cose, non quelle che ci si aspettava. Non reagiva alle aggressioni e il suo soprannome era «angioletto». Sin da piccolo, dormiva su un pagliericcio, in una sordida stanza di rue Mouffetard, insieme ai suoi cinque fratelli, ciascuno con un padre diverso. Non si turbava per le scene che vedeva, come quella in cui il fratello maggiore, poco più che undicenne, si rivolse a una bambina di nove anni, né per la madre che girava seminuda o per gli uomini che portava a casa ogni sera. Malattie, fame e squallore non lo disturbavano; al contrario, lo incuriosivano e affascinavano. Assorbiva tutto: i tram, la verruca di una donna, un quarto di bue appeso a un gancio, le espressioni delle facce per strada, i facchini delle Halles. Tutto ciò che un giorno sarebbe finito nei suoi quadri, in larghe pennellate di «colori puri», rifletteva la purezza del suo sguardo e della sua anima, che si era appropriato di ogni dettaglio della vita che lo circondava.
gli Adelphi - 27: L'uomo che guardava passare i treni
- 211pagine
- 8 ore di lettura
Rovinato! Kees Popinga è completamente rovinato, e a comunicarglielo è il suo stesso principale, poco prima di scomparire. Quale migliore occasione per darsi alla fuga e buttarsi alle spalle quarant'anni di noia e mediocrità. Un treno in partenza dalla stazione lo porterà a smettere i panni di cittadino esemplare e a cambiare vita, fino a trovarsi faccia a faccia con il suo destino. Versione integrale - Durata: 7h 18'
Biblioteca Adelphi - 585: Il destino dei Malou
- 200pagine
- 7 ore di lettura
In un nebbioso pomeriggio di novembre, Eugène Malou si suicida davanti alla casa del conte d'Estier, dopo aver chiesto invano un prestito. La piccola città è a conoscenza del suo passato rovinato, rivelato da una campagna di stampa. Malou non lascia nemmeno i fondi per il funerale, scatenando tensioni e rancori tra i familiari, mentre i beni vengono messi all'asta. Alain, il figlio minore, rifiuta di trasferirsi a Parigi con la madre, sospettando che lei non abbia venduto i gioielli per aiutare il padre. Non vuole neppure condividere l'appartamento con la sorella, che vive con un amante sposato. Alain si trova di fronte a una sfida: deve affrontare la realtà e assumersi responsabilità, diventando uomo. Per farlo, intraprende un'inchiesta sulla vita di suo padre, raccogliendo ricordi e testimonianze di chi lo ha conosciuto. Durante questo percorso di scoperta, Alain si imbatte in verità inaspettate e nella vera causa del suicidio di Eugène Malou. Alla fine, sarà orgoglioso di essere un Malou, come suo padre e suo nonno, e solo allora potrà trovare il suo posto nel mondo.
Il piccolo libraio di Archangelsk
- 172pagine
- 7 ore di lettura
'She's gone to Bourges.' It was to protect Gina's reputation that Jonas had told the little lie. She had often gone off with younger men since their wedding. In fact her family, most of the neighbours - they all knew. How could the timid little bookseller forsee the dumb hostility and suspicion, the police inquiries, the ugly discoveries his lie would provoke in the place he called home?
La scala di ferro
- 179pagine
- 7 ore di lettura
Tutto era cominciato con una vertigine e un intenso calore alla gola. Dopo aver consultato vari medici, l'ultimo gli aveva consigliato di tenere un diario delle sue crisi, annotando anche ciò che sua moglie non mangiava. Così, tra le pagine di un libro, iniziò a spiarla, ascoltando le sue telefonate e cercando prove. A volte si sentiva in colpa per i suoi sospetti, considerando quanto si amavano. Altre volte, desiderava afferrarla per le spalle e chiederle la verità, ricordando i quindici anni trascorsi insieme, l'intimità condivisa e il loro letto come universo comune. Ma riuscirà mai a esprimere quella richiesta? In questo romanzo, dall'atmosfera hitchcockiana, l'autore delinea con inquietanti chiaroscuri la figura di una dark lady nella Parigi degli anni Cinquanta.



