Willa Muir fu una romanziera, saggista e traduttrice scozzese che esplorò temi femministi e tradusse opere tedesche significative. I suoi saggi offrono una profonda indagine sulla condizione femminile, caratterizzati da rigore intellettuale e acuta perspicacia. Oltre alla sua scrittura originale, le traduzioni di Muir, inclusi quelle di Franz Kafka, hanno portato la vitale letteratura europea a nuovi pubblici. La sua eredità risiede in questa potente combinazione di pensiero femminista e dedicata traduzione letteraria.
The Usurpers, was based on the diaries Willa Muir kept in Prague in the period
1945-1948, when her husband was the Director the British Institute there.
Under the guise of Utopians in Slavomania, it offers acute, humorous and
sometimes acerbic observations on relations among the British and between them
and their Czech allies and opponents.
Franz Kafka's enigmatic, deadpan, and deeply pessimistic stories are central to literary modernism. In 'The Metamorphosis', the estrangement of everyday life becomes corporealized when Gregor Samsa wakes up as a giant bug and wonders how he is going to get to work on time. Kafka inverts the implied degradation of a man's transformation into an animal in 'A Report of the Academy', an ape's address to a group of scientists.
„Als Gregor Samsa eines Morgens aus unruhigen Träumen erwachte, fand er sich in seinem Bett zu einem ungeheueren Ungeziefer verwandelt. Er lag auf seinem panzerartig harten Rücken und sah, wenn er den Kopf ein wenig hob, seinen gewölbten, braunen, von bogenförmigen Versteifungen geteilten Bauch, auf dessen Höhe sich die Bettdecke, zum gänzlichen Niedergleiten bereit, kaum noch erhalten konnte. Seine vielen, im Vergleich zu seinem sonstigen Umfang kläglich dünnen Beine flimmerten ihm hilflos vor den Augen.“ In diese Ausgabe der berühmten Kafka-Erzählung wurde auch die Rückverwandlung des Gregor Samsa, die im Prager Tagblatt erschienene Fortsetzung der Erzählung aus der Feder des früh an Kehlkopftuberkulose verstorbenen Karl Brand (1895–1917), eines Bekannten Kafkas, mitabgedruckt.
Scritto intorno al 1922 e pubblicato postumo da Max Brod nel 1926, "Il castello" è l'ultimo romanzo di Franz Kafka. L'agrimensore K., "emergendo da un vuoto di antefatti o di preistoria personale simile a un banco di nebbia", come scrive Italo Alighiero Chiusano nell'introduzione, arriva in un villaggio sormontato da un castello. K. è lì per esercitare la propria professione, ma ciò gli è impedito dall'ostilità degli abitanti e dagli ostacoli frapposti dalla burocrazia del Castello, sfuggente e inafferrabile per la sua meticolosa e arbitraria complessità.
Josef K., condannato a morte per una colpa inesistente, è vittima del suo tempo. Sostiene interrogatori, cerca avvocati e testimoni, soltanto per riuscire a giustificare il suo delitto di "esistere". Ma come sempre avviene nella prosa di Kafka, la concretezza incisiva delle situazioni produce, su personaggi assolutamente astratti, il dispiegarsi di una tragedia di portata cosmica. E allora tribunale è il mondo stesso, tutto quello che esiste al di fuori di Josef K. è processo: non resta che attendere l'esecuzione di una condanna da altri pronunciata.