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Michel Foucault

    15 ottobre 1926 – 25 giugno 1984

    Michel Foucault fu un filosofo e storico delle idee francese, il cui lavoro si concentrò su studi critici delle istituzioni sociali e dei sistemi di potere. Esplorò la relazione tra conoscenza e potere, esaminando i discorsi che plasmano la nostra comprensione della medicina, della psichiatria e del sistema carcerario. La sua metodologia, influenzata da Nietzsche, mirava a scoprire le radici storiche dei nostri moderni sistemi di pensiero. L'influenza di Foucault nei circoli accademici rimane profonda.

    Michel Foucault
    Storia della sessualità 1. La volontà di sapere
    BUR La Scala. Saggi: L'archeologia del sapere
    Storia della sessualità - 2: L'uso dei piaceri
    Storia della sessualità - 3: La cura di sé
    Sorvegliare e punire. Nascita della prigione
    Il coraggio della verità
    • Il coraggio della verità

      Il governo di sé e degli altri. Corso al Collège de France, 1983-1984

      • 368pagine
      • 13 ore di lettura

      Quello del 1984 è l'ultimo corso tenuto da Michel Foucault al Collège de France. Già malato, comincia le lezioni solo a febbraio per terminarle alla fine di marzo. Muore pochi mesi dopo, il 25 giugno. Queste circostanze gettano una luce particolare sul corso, che si è portati a leggere come una sorta di testamento spirituale, dove il tema della morte ricorre frequentemente. Il corso prosegue e radicalizza le analisi condotte l'anno precedente. Anche qui, la domanda centrale ruota intorno alla funzione del "dire-il-vero" e al ruolo che la verità riveste nell'ambito della politica e dei rapporti di potere. Si tratta in sostanza di stabilire, nell'ambito della democrazia, un certo numero di condizioni etiche che sono irriducibili alle regole formali del consenso ma che fanno appello alla dimensione morale individuale: il coraggio di fronte al pericolo e la coerenza.

      Il coraggio della verità
      4,7
    • "Si imprigiona chi ruba, si imprigiona chi violenta, si imprigiona anche chi uccide. Da dove viene questa strana pratica, e la singolare pretesa di rinchiudere per correggere, avanzata dai codici moderni? Forse una vecchia eredità delle segrete medievali? Una nuova tecnologia, piuttosto: la messa a punto, tra il XVI e il XIX secolo, di tutto un insieme di procedure per incasellare, controllare, misurare, addestrare gli individui, per renderli docili e utili nello stesso tempo. Sorveglianza, esercizio, manovre, annotazioni, file e posti, classificazioni, esami, registrazioni. Tutto un sistema per assoggettare i corpi, per dominare le molteplicità umane e manipolare le loro forze, si era sviluppato nel corso dei secoli classici negli ospedali, nell'esercito, nelle scuole, nei collegi, nelle fabbriche: la disciplina. Il XVIII secolo ha senza dubbio inventato la libertà, ma ha dato loro una base profonda e solida, la società disciplinare, da cui dipendiamo ancora oggi".

      Sorvegliare e punire. Nascita della prigione
      4,5
    • Per parlare di sessualità Foucault ha ricostruito i percorsi del "soggetto desiderante", risalendo dall'epoca moderna fino all'antichità classica ("L'uso dei piaceri") e procedendo poi ai primi due secoli della nostra era nel mondo greco-romano ("La cura di sé"). In questo periodo storico, forse per la prima volta si affermano preoccupazioni e valori individualistici, un'attenzione nuova al privato, una moralità personale autonoma, ormai sganciata dalla sfera pubblica e non ancora inserita in una visione totalizzante del divino e della relazione dell'uomo a esso. Questo libro attraversa con intelligenza e originalità i documenti di un'epoca eccezionalmente fertile: dalla trattazione dei sogni a sfondo sessuale di Artemidoro, ai trattati di medicina di Galeno, alla meditazione di Epitteto, Marco Aurelio, Seneca. "La cura di sé" è il terzo volume di quella "Storia della sessualità" di cui Michel Foucault aveva esposto ne "La volontà di sapere" il progetto iniziale: comprendere come, nelle società occidentali moderne, si sia costituito qualcosa di simile a una "esperienza della sessualità", una nozione ormai a noi familiare e che tuttavia è apparsa solamente all'inizio del diciannovesimo secolo.

      Storia della sessualità - 3: La cura di sé
      4,4
    • L'uso dei piaceri è il secondo volume di quella Storia della sessualità di cui Michel Foucault aveva esposto ne La volontà di sapere il progetto iniziale: comprendere come, nelle società occidentali moderne, si era costituito qualcosa di simile a una 'esperienza' della 'sessualità', nozione familiare e tuttavia apparsa solamente all'inizio del diciannovesimo secolo. Parlare di sessualità come di un'esperienza storicamente singolare ha richiesto di ricostruire i percorsi del 'soggetto desiderante', risalendo dall'epoca moderna fino all'Antichità classica. L'uso dei piaceri, appunto, entra nel vivo della rappresentazione delle pratiche e delle teorie sessuali nella città greca, e dà così concreto avvio a un'opera storiografica dall'ambizione assolutamente unica: non più indagine parziale o settoriale sui problemi della sessualità, essa presenta globalmente la genealogia dell'esperienza più ignota, anche quando più esibita, della nostra cultura e della nostra storia, offrendoci al contempo una sorta di specchio delle radici più remote e cancellate della logica degli odierni comportamenti sessuali.

      Storia della sessualità - 2: L'uso dei piaceri
      4,3
    • BUR La Scala. Saggi: L'archeologia del sapere

      Una metodologia per la storia della cultura

      • 274pagine
      • 10 ore di lettura

      Liberare il pensiero e la storia delle idee dalla soggezione nei confronti dell’uomo, dalla sua esperienza, dalla sua soggettività. “In pratica — scrive Foucault — si tratta di descrivere dei discorsi. Non dei libri, non delle teorie, ma degli insiemi che si presentano attraverso il tempo, come la medicina o l’economia politica o la biologia.” Parte da qui, dallo studio dei meccanismi che regolano la formazione dei discorsi, la grande ricerca che Foucault ha avviato su come funzionano le procedure di controllo sull’uomo, e su come “volontà di verità” e potere siano strettamente correlati.

      BUR La Scala. Saggi: L'archeologia del sapere
      4,2