Michela Murgia Libri
Michela Murgia è stata un'autrice italiana le cui opere hanno spesso esplorato temi di identità, giustizia sociale e prospettive femminili. La sua prosa è nota per la sua profondità intellettuale e il suo audace esame delle norme sociali. Ha indagato i complessi rapporti tra tradizione e modernità, offrendo uno sguardo penetrante sulla società italiana contemporanea. La sua scrittura, caratterizzata da un'analisi ponderata e da una forte bussola morale, ha lasciato un segno indelebile nel panorama letterario.







Stai zitta
- 128pagine
- 5 ore di lettura
Parlare è considerato il gesto più sovversivo per le donne, e in Italia il linguaggio può essere letale. Questa "morte civile" influisce profondamente, poiché le parole ci escludono da spazi pubblici, professioni e dibattiti. Le ingiustizie quotidiane, alimentate da pregiudizi linguistici, minano la nostra identità. Ogni disuguaglianza di diritti subita dalle donne è sostenuta da un linguaggio che la giustifica. Questo si manifesta quando non ci si rivolge a noi con titoli professionali adeguati, quando il nostro lavoro viene sminuito da domande sulla maternità, o quando il nostro cognome viene omesso. Accade quando ci si sente spiegare ciò che già conosciamo, o quando ci viene detto di "calmarci" o di "sorridere" invece di esprimere le nostre opinioni. Il libro funge da strumento per mettere in luce il legame tra le ingiustizie vissute e le parole che ci circondano. La sua ambizione è che, tra dieci anni, le nuove generazioni possano trovare queste frasi obsolete e sorridere, riconoscendo che non vengono più pronunciate.
Dare la vita
- 128pagine
- 5 ore di lettura
Si può essere madri di figlie e figli che si scelgono, e che a loro volta ci hanno scelte? Si può costruire una famiglia senza vincoli di sangue? La risposta è sì. La queerness familiare è ormai una realtà, e affrontarla una necessità politica, come lo è quella di un dialogo lucido e aperto sulla gestazione per altrə, un tema che mette in crisi la presunta radice dell’essere donne. Interrogarci, discutere intorno a questa radice significa sfidare il concetto di normalità e naturalità a cui siamo abituati. Michela Murgia lo ha fatto per anni, nei suoi libri e sui social, e nelle ultime settimane di vita ha raccolto i suoi pensieri per donarci questo pamphlet densissimo e prezioso, in cui ci racconta – partendo dall’esperienza personale – un altro modello di maternità, come si possa dare la vita senza generare biologicamente, come i legami d’anima possano sommarsi ai legami di sangue. Pagine straordinarie che ci permettono di entrare nelle infinite sfaccettature degli affetti e di comprendere come aprire all’altrə non riduce ma amplifica l’amore.
ET Saggi: Lettere dal carcere
- 300pagine
- 11 ore di lettura
"Credi che la corrispondenza mi preme molto: è il solo legame che mi unisce al mondo ed è ciò che rompe di tanto in tanto la mia segregazione e il mio isolamento" scriveva Antonio Gramsci (Ales, 1891 – Roma, 1937) alla cognata Tania nel maggio 1927 dal carcere. Gramsci era stato condannato a 20 anni nel 1926 per ordine del regime fascista. Durante la prigionia scrisse numerose lettere ad amici e familiari, fin quando gli fu concessa la piena libertà il 21 aprile 1937, per gravi problemi di salute che lo portarono alla morte una settimana più tardi. Questa raccolta comprende le lettere scritte tra il 1926 e il 1936, le quali offrono uno sguardo sul mondo intellettuale e privato di un personaggio chiave della storia italiana, tra aneddoti quotidiani e riflessioni morali, tra piccole gioie, come una rosa che fiorisce o un passerottino che si fa imboccare di briciole, e grandi dolori, come la malattia, l'isolamento o le incomprensioni e i rimproveri a coloro da cui Gramsci si sente sempre più abbandonato.
Accabadora
- 163pagine
- 6 ore di lettura
Maria's life in the home of Bonaria Urrai is a mystery to the people of Soreni. The old woman and the girl walk through the village, attracting malicious gossip, yet the truth is simple: Tzia Bonaria has taken Maria in, intending to raise her as her heir in exchange for care in her old age. As the fourth daughter of a widowed mother, Maria has always seen herself as "the last," so she is surprised by the respect and attention from the village seamstress, who offers her a home and a future without wanting anything in return. "Suddenly, it felt as if it had always been this way, soul and thread, a less guilty way of being mother and daughter." However, there’s something enigmatic about the old woman in black, an aura of mystery and a shadow of fear that flickers in the eyes of those who meet her. Maria senses night outings that she doesn’t understand and a wisdom about life and death that seems ancient. What the villagers know, but Maria does not, is that Tzia Bonaria not only sews clothes and comforts souls but also possesses knowledge of spells and curses. When necessary, she enters homes to deliver a merciful death, performing the final, loving act of the accabadora, the last mother.
Morgana
Storie di ragazze che tua madre non approverebbe
Controcorrente, strane, pericolose, esagerate, difficili da collocare. E rivoluzionarie. Sono dieci donne raccontate in questo libro, battezzate da una madrina d'eccezione, la Morgana del ciclo arturiano. Moana Pozzi, Santa Caterina, Grace Jones, le sorelle Brontë, Moira Orfei, Tonya Harding, Marina Abramovic, Shirley Temple, Vivienne Westwood, Zaha Hadid. Morgana non è un catalogo di donne esemplari; al contrario, sono streghe per le donne stesse, irriducibili agli schemi della donna emancipata e femminista. Il nemico simbolico di questa antologia è la "sindrome di Ginger Rogers", l'idea che le donne debbano fare tutto ciò che fanno gli uomini, ma all'indietro e sui tacchi a spillo. In questa narrazione non c'è posto per la dimensione oscura, aggressiva e egoistica che appartiene alle donne quanto agli uomini. Le Morgane di questo libro smontano il pregiudizio della natura gentile e sacrificale del femminile. Le loro storie sono educative e disegnano parabole individuali, spostando i margini del possibile per tutte le donne. In queste pagine si nasconde una speranza: ogni volta che la società ridefinisce la libertà femminile, arriva una Morgana a spostare i confini, finché non diventeranno la stessa cosa.
«Essere democratici è una fatica immane. Significa fare i conti con la complessità, fornire al maggior numero di persone possibile gli strumenti per decodificare e interpretare il presente, garantire spazi e modalità di partecipazione a chiunque voglia servirsene per migliorare lo stare insieme. Inoltre non a tutti interessa essere democratici. A dire il vero, se guardiamo all'Italia di oggi, sembra che non interessi piú a nessuno, tanto meno alla politica. Allora perché continuiamo a perdere tempo con la democrazia quando possiamo prendere una scorciatoia più rapida e sicura? Il fascismo non è un sistema collaudato che garantisce una migliore gestione dello Stato, meno costosa, più veloce ed efficiente?» Dando prova di un'incredibile capacità dialettica, Michela Murgia usa sapientemente la provocazione, il paradosso e l'ironia per invitarci ad alzare la guardia contro i pesanti relitti del passato che inquinano il presente. E ci mette davanti a uno specchio, costringendoci a guardare negli occhi la parte più nera che alberga in ciascuno di noi.
La chiesa è ancora oggi, in Italia, il fattore decisivo nella costruzione dell'immagine della donna. Partendo sempre da casi concreti, citando parabole del Vangelo e pubblicità televisive, icone sacre e icone fashion, encicliche e titoli di giornali femminili, questo libro dimostra che la formazione cattolica di base continua a legittimare la gerarchia tra i sessi, anche in ambiti apparentemente distanti dalla matrice religiosa. Anche tra chi credente non è. Con la consapevolezza delle antiche ferite femminili e la competenza della persona di fede, ma senza mai pretendere di dare facili risposte, Michela Murgia riesce nell'impresa di svelare la trama invisibile che ci lega, credenti e non credenti, nella stessa mistificazione dei rapporti tra uomo e donna.



