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Friedrich Schiller

    10 novembre 1759 – 9 maggio 1805

    Johann Christoph Friedrich von Schiller fu un poeta, filosofo, storico e drammaturgo tedesco, la cui opera definì il periodo del Classicismo di Weimar. È celebrato per le sue profonde intuizioni filosofiche e il suo appassionato stile drammatico, che esplora temi di libertà, ideali e natura umana. I suoi scritti, spesso intrisi di ideali illuministi, sono caratterizzati dalla loro potenza retorica e dai loro messaggi etici. La poesia e le opere teatrali di Schiller continuano a risuonare nei lettori per la loro profondità emotiva e il loro rigore intellettuale.

    Friedrich Schiller
    Aesthetica - 34: Del sublime
    Italienisch Wörterbuch
    I masnadieri
    I masnadieri. Don Carlos. Maria Stuarda
    Wallenstein
    Del sublime
    • I masnadieri. Don Carlos. Maria Stuarda

      • 504pagine
      • 18 ore di lettura

      L'opera di Schiller fu per tutto l'Ottocento la vera opera "classica" della letteratura tedesca, veicolo dei valori positivi della borghesia in ascesa che ne fece il "suo" autore. Altrettanto importante fu la sua influenza sulla letteratura di tutta l'Europa, da Coleridge e Carlyle a Constant e Puskin; e fu infine fecondissimo anche il suo rapporto con la musica, dall'inno "Alla gioia", musicato da Beethoven nel finale della Nona Sinfonia alle numerose opere che Verdi trasse dai suoi drammi. Nei testi qui raccolti emergono i temi principali del teatro schilleriano: l'attacco alle istituzioni sociali del suo tempo, il passaggio dalla rivendicazione della libertà politica alla coscienza della più impegnativa libertà morale d'ogni individuo, lo scontro inesorabile del mondo reale e di quello ideale.

      I masnadieri. Don Carlos. Maria Stuarda
      3,5
    • In una nuova traduzione il dramma che costituì l'esordio letterario del giovane Schiller riscuotendo subito uno strepitoso successo. Una violenta denuncia delle istituzioni politiche e sociali del tempo del più grande drammaturgo tedesco.

      I masnadieri
      3,5
    • Wallensteins Tod

      ein Trauerspiel in fünf Aufzügen

      • 136pagine
      • 5 ore di lettura

      Die Wallenstein-Trilogie ist Schillers bedeutendstes Geschichtsdrama. Schon während der Arbeit an der "Geschichte des 30jährigen Krieges" (1791) fasste Schiller den Plan einer dramatischen Bearbeitung. Die Fertigstellung erfolgte 1799. Schiller hielt sich im Wesentlichen an die geschichtlichen Tatsachen. Eine der Hauptfiguren allerdings - Max, der Sohn Piccolominis - ist frei erfunden. Ihm, dem Idealisten, steht der Realist Wallenstein gegenüber. Es geht Schiller in dieser Trilogie um die Darstellung der Willensfreiheit. Die Einführung in den gesamten Stoff erfolgt in "Wallensteins Lager". Im zweiten Teil beginnt das Intrigenspiel, das schließlich im dritten Teil der Trilogie zu Wallensteins Ermordung führt. Der Anhang von Heft 37 bringt Auszüge aus Schillers Briefen an Goethe, Körner und v. Humboldt, die Bemerkungen Schillers zum "Wallenstein" enthalten. In Heft 38 werden Abschnitte aus Schillers Schrift "Über das Erhabene" gebracht, die 1801 nach Vollendung des "Wallenstein" erschienen ist. Schiller setzt sich dort mit der Willensfreiheit auseinander. Beide Hefte enthalten außerdem ausführliche Anmerkungen.

      Wallensteins Tod
      5,0