Sette Racconti. Italienische Lektüre für das 4. Lernjahr
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Alberto Moravia è stato uno dei principali romanzieri italiani del XX secolo, le cui opere esplorano la sessualità moderna, l'alienazione sociale e l'esistenzialismo. Il suo stile, caratterizzato da un'accuratezza fattuale, fredda e precisa, spesso raffigura il malessere della borghesia, inserito in un'elevata consapevolezza sociale e culturale. Credeva che gli scrittori dovessero assumere una posizione morale per rappresentare la realtà, ma anche che, in ultima analisi, uno scrittore sopravvive nonostante le proprie convinzioni.







"Specchio fedelissimo di una strenua, ininterrotta passione tramutatesi in una fede - si chiami questa passione letteratura o romanzo" (E. Siciliano), Vita di Moravia è una autobiografia in forma di intervista: lo scrittore sollecitato dell'incalzare delle domande di Alain Elkann, lentamente dipana il filo della memoria e rievoca la propria vicenda di letterato, di narratore, sempre attento alla realtà che lo circonda, pronto a tradurre il vissuto nella favola romanzesca. Dagli anni Dieci alla fine degli anni Ottanta - attraverso la rievocazione dell'infanzia e dell'adolescenza difficile, delle prime prove narrative e dei sempre crescenti successi - si delinea la storia di uno scrittore che diviene protagonista della scena letteraria internazionale e testimone tra i più lucidi del nostro tempo. E l'interlocutore non è soltanto un amico, un complice. Alain Elkann entrando nel meccanismo del gioco letterario costringe Moravia ad arrendersi alla narrazione.
Alle diese neun handfest zupackenden Erzählungen habeneinen Ich-Erzähler. Alberto Moravia, der Meister des italienischen “psychologischen Realismus”, schlüpft jedesmal in eine andere Rolle. Er ist nacheinander- ein Schuhmacher, dem die Ehefrau durchgebrannt ist und der dadurch eine Bewusstseinsspaltung erleidet- der Onkel eines empfindsamen Schulmädchens, das amLeben verzagt; weswegen?- der Hausmeister eines Mietshauses, in dem oben ein romantisch humanistischer Professor wohnt;- der nichtsnutzige (aber ganz nette) Sohn einer alles verzeihenden Mutter- ein Junge, den die Angst vor einem elterlich verordneten Landaufenthalt über den Kopf wächst;- ein stadtstreichender Hochstapler und Schmarotzer, dessen witziger Trick ein einziges Mal danebengeht- ein Vater von viel zu vielen Kindern und Ehemann einer elementar mütterlichen Frau,- ein junger Friseur, der mit seinem Seniorpartner und Schwager wegen einer jungen Nachbarin aneinandergerät;- ein Kellner (später Lastwagenfahrer), der ein Landmädchen auf einsamer Höhe bemerkt.Der so vielfältige Ich-Erzähler und alle Gestalten, die er darstellt, sind “Kleine Leute” in Rom: eine Gesellschaft, von der die Rom-Touristen wenig oder nichts wissen und die doch, bei aller Armseligkeit, erstaunlich viel Verstand und Herz zum Vorschein kommen lässt.Italienischer Originaltext und deutsche Übersetzung stehen in Paralleldruck einander gegenüber. Texte für Könner.
I "Nuovi racconti romani" di Alberto Moravia sono stati scritti tra il 1954 e il 1959 e costituiscono la naturale continuazione del dicorso avviato con i precedenti "Racconti romani", considerati dalla critica centrali nella produzione moraviana. Anche nei "Nuovi racconti romani" il mito proletario influisce non soltanto sulla visione del mondo, ma anche sulla scrittura che è leggermente "romanesca" come appunto il linguaggio corrente di Roma che non è più affatto dialettale come ai tempi dei Belli, ma appena velato da un superstite accento locale. La vastissima compagine di questi racconti, una vera e propria commedia umana, può apparire anche come una puntigliosa verifica della disfatta che insidia i propositi della vita.
È una raccolta di racconti legati da un clima di attesa e sospensione: la scoperta giovanile della sessualità, rito di passaggio spesso sofferto e torbido che viene magistralmente trattato nel famoso racconto: "Il vassoio davanti alla porta".
Le bref retour d'un fils... La déchéance d'un " homme d'honneur "... Un bon repas apprécié tardivement... Un enfant qui se refuse à dormir... Une fille qui montre qu'elle vaut plus qu'un garçon... Un curieux personnage plus soucieux de son orthographe que la morale... La confession du fils au chevet du père mourant... Est surpris qui voulait surprendre...
"La ciociara" è la storia delle avventure di una madre e una figlia, costrette dal caso a passare un anno nelle prossimità del fronte del Garigliano tra il 1943 e il 1944. Ma "La ciociara" è anche soprattutto la descrizione di due atti di violenza, l'uno collettivo e l'altro individuale, la guerra e lo stupro. Dopo la guerra e dopo lo stupro né un paese né una donna sono più quello che erano prima. Un cambiamento profondo è avvenuto, un passaggio si è verificato da uno strato di innocenza e integrità a un altro di nuova e amara consapevolezza. D'altra parte tutte le guerre che penetrano profondamente nel territorio di un paese e colpiscono le popolazioni civili sono stupri. "La ciociara" non è un libro di guerra nel senso tradizionale del termine; è un romanzo in cui è narrata l'esperienza umana di quella violenza profanatoria che è la guerra.
A Bawdy Moravia Masterpiece Federico, balding, paunchy scriptwriter is trying to crack the big time in Italian movies. But he has a few enemies to cope with - and one very big enemy in particular: his gigantic, demanding 'manhood', which he wryly dubs Federicus Rex. Rico and Federicus Rex are in continual conflict, Rico believing that abstinence makes the mind grow stronger, his remarkable member contradicting in a most forthright and obvious way. Together the two of them bounce through a series of hilarious, Decameron-like sexual misadventures...
Protagonista è uno scrittore di sceneggiature i cui rapporti con la moglie si illuminano e si complicano a contatto con il mondo della produzione cinematografica, della carriera e del successo. Questo libro muove da un dato positivo, un caso di fedeltà matrimoniale, per chiarirne tutta la natura di illusione, di reale sconfitta e profonda, moderna contraddizione. "...E' nel 'disprezzo' che la problematica centrale di Moravia trova la sua summa più precisa e complessa, quasi una unitaria enciclopedia della sua varia tematica." (Edoardo Sanguinetti)
LA SEGRETEZZA E IL SILENZIO sono la seconda natura di Marcello Clerici, il protagonista de Il conformista, un romanzo che ha reso Alberto Moravia uno degli scrittori più letti del dopoguerra. Clerici è un uomo che ha tutto sotto controllo: una moglie che lo ama, colleghi che lo rispettano e il potere nascosto derivante dal suo lavoro segreto per la polizia politica italiana durante gli anni di Mussolini. Tuttavia, viene incaricato di uccidere il suo ex professore, ora in esilio, per dimostrare la sua lealtà allo stato fascista, e si innamora di una donna strana e affascinante; la sua vita viene stravolta - e con essa il cuore corrotto del fascismo. Moravia equilibra l'ascesa del fascismo italiano con i bisogni psicologici del suo protagonista, per il quale la conformità diventa un'ossessione in una vita segnata da trascuratezza genitoriale, un desiderio di impegnarsi in atti crudeli e una forma di bellezza maschile che, con grande disagio di Clerici, attrae altri uomini.
I 'Racconti romani' di Alberto Moravia si riallacciano a una tradizione iniziata dal Belli con la sua opera monumentale e poi continuata da poeti e narratori romani come Pascarella, Trilussa e altri. Anche qui ritroviamo un personaggio anonimo del popolo o della piccola borghesia romana, che parla in prima persona, raccontando i suoi casi e quelli della sua gente. Il linguaggio non è più il dialetto stretto belliano o quello temperato di Trilussa, ma un italiano qua e là colorito da parole e locuzioni romanesche. La città e il popolo di Roma sono naturalmente molto cambiati da un secolo a questa parte - qui viene descritta la Roma moderna e un po' stralunata del primo decennio del dopoguerra; una Roma libera e insieme alienata; molteplice, vitale e insieme deturpata, piena di incontri, di imprevisti, di avventure, ma anche di rassegnazioni e di angosce.
Considerato come il cardine di una ideale trilogia iniziatasi con i memorabili "Indifferenti" e conclusa con "La vita interiore", "La noia" (1960) ci offre un ritratto profondo e spietato di un individuo senza strutture, senza appoggi, alienato dalla vita sociale. E' una storia di crisi, di fallimenti, di delusioni. Analizzata nei suoi tre aspetti, di artista, di uomo, di amante, il protagonista finisce per scontrarsi inevitabilmente con la realtà; una realtà che in modo tautologico si nega, perché a conclusione di ogni tentativo (ad esempio di raggiungere la donna amata) si erge sempre lo stesso assioma: la realtà è la realtà.
Nella semplicità dello schema della narrazione breve si inserisce una lucida analisi introspettiva che porta Moravia a farsi interprete delle difficoltà psicologiche e morali in cui si dibatte l'uomo moderno. Personaggi che agiscono come macchine, come automi appunto: è il tema sottile che lega questa serie di racconti.
Prose degli anni venti e trenta che appartengono al periodo degli Indifferenti; racconti surrealisti nella vena dei Sogni del pigro; una sequenza unitaria di racconti che Moravia intendeva pubblicare con il titolo La fortuna di vivere e fu abbandonata dopo gli eventi del 1943.
"Gli indifferenti! Potrebbe essere un titolo storico. Dopo i crepuscolari, i frammentisti, i calligrafi, potremmo avere il gruppo degli indifferenti. E sarebbero i giovani di vent'anni..."Così scriveva nel 1929 sul Corriere della Sera l'illustre critico Giuseppe Antonio Borgese, recensendo il romanzo di un esordiente: Alberto Moravia.Quando Moravia aveva cominciato a scrivere il suo capolavoro giovanile nel 1925, non aveva ancora compito i diciott'anni. Veniva fuori da una lunga degenza in sanatorio e nelle pagine che componeva con lentezza perché era molto depole metteva qualcosa di più delle semplici velleità letterarie di un infatuato di Rimbaud e Dostoevskij. Intorno a lui l'Italia, su cui Mussolini aveva proclamato la dittatura, stava dimenticando lo scoppio d'indignazione e di ribellione suscitato nel 1924 dal delitto Matteotti e scivolava verso il consenso, i plebisciti plebiscitari per il fascismo. Il giovane Moravia non si interessava di politica, ma il suo ritratto di un ventenne di allora nello sfacelo di una famiglia borghese e dell'intero paese doveva restare memorabile. Il ventenne Michele Ardengo non ha certo smesso di soffrire per la sua indifferenza nel 1929.
Il romanzo breve 'Agostino' fu il capolavoro che consentì di conquistare i riconoscimenti della critica e del pubblico. 'Agostino' è la storia di un'iniziazione sessuale. Da una parte, un ragazzo di tredici anni che è ancora un bambino; dall'altra la madre, vedova, ma ancora fiorente e desiderosa di vivere. Durante una vacanza al mare i rapporti tra il figlio e la madre si guastano, si corrompono d'inquietudine. Per il ragazzo sarà necessario approdare a un'autentica crisi, una lacerazione che gli consentirà di ripartire poi a ricomporre il mondo, a farsi una ragione della vita. Con 'Agostino', ritorno alla narrativa vera e propria dopo evasioni e sfoghi surrealisti e satirici, Moravia conquistò il suo primo premio letterario.
L'amore coniugale è la storia di un uomo che cerca al tempo stesso di essere buon marito e buon scrittore, finendo col fallire entrambi gli obiettivi: il fallimento erotico-sentimentale da un lato e il fallimento letterario dall'altro. Il contrasto tra vita affettiva e vita culturale è affrontato in tutta la sua crudezza, con la tipica capacità di Moravia di raccontare, senza reticenze, e di fare emergere un discorso civile e morale. Pubblicato per la prima volta nel 1949, è tra i più vivi e impegnati di Moravia.
Agostino, offeso dalla madre, che la presenza di un corteggiatore rende impaziente, si unisce a una banda di ragazzini del popolo, dominata da Saro, un equivoco cinquantenne. Da questi ragazzi inizia a conoscere la natura dei rapporti fra i sessi e decide di andare in un bordello. Questo tentativo di approcciare al sesso, gli è però frustrato e Agostino si trova in una situazione di incertezza a metà tra l'infanzia e l'età adulta.
L'esistenza quotidiana scorre ripetitiva e abitudinaria per Dodo, un bell'uomo sui 35 anni, ex sessantottino, per suo padre, un anziano "barone" universitario, per Silvia, moglie di Dodo, di ambigua e sfuggente sensualità. Sulla loro vita, sui loro complessi, passa lo sguardo attento e impietoso di Dodo attore prima che spettatore di se stesso. Spinto dall'imperativo intellettuale di osservare per conoscere, Dodo spia ciò che accade con lo sguardo gelido dello scienziato che segue le trasformazioni della materia. Così questo "indifferente" degli anni '80, ossessionato dal nucleare, assediato dall'Eros e dalle sue perversioni, osserva la realtà con distacco, selezionando ciò che accade con la mente e rifiutandolo con i sentimenti.
Edito nel 1948, questo breve romanzo riprende, ampliandola e approfondendola, l'avventura già narrata in Agostino, la guarigione, cioè, attraverso l'iniziazione sessuale, di un adolescente incapace di trovare un vitale equilibrio tra sé e l'ambiente, tra le sue aspirazioni e la realtà. Per risolvere il conflitto causato dalla sua incapacità di adattamento, Luca, il protagonista, ricorre a una continua e sistematica disubbidienza ai doveri, agli affetti, ai piaceri, fino al rifiuto della vita stessa. Sarà l'esperienza suprema dell'adolescenza, l'incontro con l'altro sesso, a sottrarlo a questo incantesimo negativo indicandogli una alternativa più gioiosa e vitale.
"La donna leopardo" appartiene alla serie dei romanzi moraviani a respiro breve, come "Agostino", "La Disubbidienza", "L'Amore coniugale". È la storia, volutamente priva di soluzione, di un tradimento amoroso, di una sofferenza voyeuristica e di una dolente incapacità di comprensione, e segna uno dei punti più alti della meditazione esistenziale di Moravia: la vita non si conosce e noi non la conosciamo. Pubblicato nel 1991, "La donna leopardo" è ascrivibile a quello che Cecchi definiva "il Moravia migliore".
In un tempo, come l'attuale, di dolorosi e talvolta dilaniati assilli giudiziari e processuali, forse nessun testo può risultare all'ordine del giorno meglio di queste scarne e terribili pagine della Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni. E' vero che si trattava in quel caso di sventurati innocenti. Argomento, la ricostruzione giuridico-normativa del processo svoltosi nel 1630, durante la peste che fa da tragico fondale dei Promessi sposi, contro due incolpati di "unzione". Destinata dapprima a formare un capitolo del romanzo, ne fu poi avulsa e fu pubblicata come appendice all'edizione del capolavoro del 1840.
Storia di Nino fu pubblicato alcuni anni fa col titolo L'innocenza, troppo programmatico secondo Dario Bellezza, a rileggerlo oggi. "La storia di Nino" scrive Moravia "è insieme semplice ed emblematica. Mantenuto fino a quindici anni in un buon collegio da tre misteriose zie che abitano a Roma, d'improvviso ne deve sloggiare perché ha finito gli studi... Nino sbarca a Roma, va difilato all'antico palazzo nel quale vivono le zie, ma non le trova, il palazzo è chiuso e sprangato. Disperato, va a suonare (dopo una lunga e impaurita perplessità) alla porta di un convento lì vicino. A questo punto cominciano le avventure di specie omosessuale dalle quali Nìno si desta dopo un periodo di tempo indeterminato... in una casa di gente ricca, in un letto sconosciuto, tra le braccia dì una donna che gli si presenta come madre e lo chiama figlio... Nino si rende conto quasi con stupore che la tanto sognata e sospirata atmosfera familiare, con una madre, un padre, una casa, eccetera, non glì piace affatto. Aveva sognato tutte queste cose perché era orfano, solo e derelitto; ma appena le ottiene, le scopre false e illusorie..." Al romanzo Storia di Nino, Dario Bellezza ha aggiunto quattro racconti inediti, per testimoniare la stravagante vocazione narrativa di un poeta...
This collection of erotic short stories examines human desire and explores the boundaries between reality and fantasy. The stories explore Freudian obsessions, the innocence of youth, frustration and man's addiction to success. The author has also written The Woman of Rome.
Lucio, mladý spisovatel a překladatel Heinricha von Kleista, cítí v sobě blíže neurčené zoufalství a marnost; uvažuje dokonce o sebevraždě. V letovisku na Capri se seznámí s Němkou Beate, manželkou nacisty, jakousi ženou dvou tváří: její chladnou podobu Lucio platonicky zbožňuje, tou erotickou se nechá svádět. Tento vztah, stále kolísající mezi skutečností a snem, mezi láskou a smrtí, hrdina popisuje, analyzuje a řeší až do konečné tragédie. Podstatnou roli hraje také doba děje: rok 1934, kdy v Itálii vládne fašismus a v Německu právě probíhá dramatická noc dlouhých nožů. Komorní psychologicko-filozofický román je plný psychoanalytických úvah, literárních reminiscencí i zvláštních absurdních situací, do nichž je čtenář obratně vtahován, aby se stal jejich zaujatým pozorovatelem či překvapeným účastníkem.
Šest desítek povídek význačného italského neorealisty vypráví s humornou účastí o všedních i podivných osudech římských maloměšťáčků, řemeslníčků, drobných spekulantů a vyšinutých existencí, vegetujících na okraji společnosti. Několik těchto povídek bylo zpracováno filmově.
V Tridsiatich troch ženách nastavil zrkadlo ženám z najzámožnejších vrstiev, ženám presýteným, znudeným z nedostatku akejkoľvek činnosti, silne zaťaženým pocitom odcudzenia, vyplývajúcim zákonite z rozkladu všetkých ľudských hodnôt. A odtiaľ je už iba krôčik k morálnej narušenosti,skazenosti, k negatívnym dôsledkom konzumnej spoločnosti, ktoré vyúsťujú až v samovražde a vražde. (Kniha je první částí trilogie o ženách: Il paradiso - Un'altra vita - Boh, zbylé dvě části v češtině ani slovenštině nikdy nevyšly).
De onverschilligen verhaalt drie dagen uit het leven van een gezin in Rome dat erin slaagt de indruk te wekken welgesteld te zijn, terwijl het aan de rand van de armoede leeft. De onderlinge verhoudingen worden gekenmerkt door een gebrek aan communicatie, het onvermogen zich te uiten, egoïsme en berekening. Als de familieleden zich langzaam bewust worden van zichzelf en hun omstandigheden, worden ze apathisch en zijn ze niet meer tot handelen in staat. Hun leven verwordt tot wanhoop, escapisme, paniek. Onderhuids is de roman een scherpe aanval op de Italiaanse middenklasse aan de vooravond van het fascisme, en De onverschilligen veroorzaakte in het kleingeestige Italië van de jaren twintig en dertig dan ook een schandaal. De boeken van Alberto Moravia, ook De onverschilligen, waren tijdens het fascistische regime verboden.
Szaharai tévutakon, Rituális tánc az éjszakai őserdőben, Krokodilvadászaton, Látogatás egy szultánnál. Vendégségben egy varázslónál. Gróf Teleki Sámuel nyomában – ilyen, kedvcsináló alcímek is hirdethetnék ezt a könyvet, Alberto Moravia afrikai útirajzainak gyűjteményét, De ilyenek is: Defoe és Joseph Conrad, Mark Twain és a Grimm testvérek nyomában. Moraviát mindig, minden egyformán és egyszerre foglalkoztatja. Számára természetes, hogy a Zaire folyón hajózva Conrad naplóját olvassa; az Afrika szívében kalandozó értelmiségi számára az úti élmények befogadása, illetve az élmények feldolgozása, a kulturális „hasznosítás” úgyszólván egyidejű művelet. Hápogó lelkendezésnek vagy fölényes, európai legyintésnek ezekben az útirajzokban nincs nyoma. Szigorú pontosságukon legfeljebb a Moraviánál oly szokatlan meghatottság ejt néha-néha csorbát: a sivatag-óceánok, tengernyi szavannák és kútmély dzsungelek időtlenségéből egyszer s mindenkorra kirekesztett ember szomorúsága. https://moly.hu/konyvek/alberto-morav...
Francesca da Rimini; Ako predtým, lepšie ako predtým; Muž a žena; Svet je taký, aký je
Alberto Moravia ist ein Meister des Voyeurismus und enthüllt verborgene Details des Lebens. In der Erzählung "Höhlen" bemerkt der Leser das Zucken einer Ehefrau, während in der Titelerzählung ein Dieb einer intimen Szene beiwohnt und das Stehlen vergisst. Diese kurzen Episoden vermitteln eine eindringliche Dramatik.
Prólogo de Piero GelliTraducción de Fernando González GarcíaPoeta de las Cenizas es un texto autobiográfico brutal, descarnado, episódico, en el que vemos a Pasolini recorrer momentos importantes de su pasado, ganglios vitales de su el Friuli de Casarsa, la madre, la muerte del hermano, la relación con el padre, la fuga a Roma, las primeras publicaciones, los acontecimientos que el lector italiano de entonces conocía bien, o por estar diseminados en muchas obras, o por pertenecer a la crónica diaria. Además de ello, el autor explica su compleja relación con la poesía y el cine, reflexionando sobre obras tan fundamentales en la creación contemporánea como Teorema.Poeta de las cenizas se convierte así en un intenso retrato de Pasolini, de su voluntad de enfrentarse al poder en todas sus formas, y también en un largo poema de asombrosa modernidad.Cuando el 2 de noviembre de 1975 el cuerpo destrozado de Pasolini fue hallado en el hidropuerto de Ostia, al horror y al dolor por esa muerte, rápidamente convertida en simbólica por mitografías literarias y religiosas, le siguió una especie de sorpresa, de turbación, de vacío para todos los que, de distintas maneras y por motivos diferentes, habían recorrido su propia existencia cultural reflejándose en aquella presencia dominante, ineludible, en el escándalo con el que aparecía en el candelero y en el que inevitablemente moría.
Eine Auswahl aus über dreihundert Erzählungen, die Moravia als legitimen Nachfahr der italienischen Novellisten zeigt: Was zählt, ist die Liebe. Wie gewinnt man sie, wie verteidigt man sie, wie geht sie verloren? Am aufregendsten sind Moravias Paarbildungen: Wie und wodurch werden gerade diese Frau und dieser Mann ein Paar? Durch Blicke, Reden, Arbeit, ein gemeinsames Bad oder ein gemeinsames Bett? Und wie verhalten sich dabei, ach, die Frauen? Auf wenigen Seiten vermag Moravia Schicksale zu erzählen, drastisch, und dennoch lebendig, unsentimental, fast heiter. Ein Erzähler, der nicht nur als Mann, sondern auch als Frau auftritt und jedes Mal förmlich in seinen Figuren verschwindet – ein Voyeur von innen.
Rodné město Řím, jeho život a obyvatelé, drobní každodenní lidé, poskytli dnes nejúspěšnějšímu z italských spisovatelů látku k dlouhé řadě povídek, z nichž je tu čtenáři předkládán výběr. Stejně jako autorovy velké romány i jeho povídky upoutají vyprávěčským uměním, hlubokou analýzou psychologických a citových stavů hrdinů i věrnou kresbou prostředí a rozmanitých pramenů, z nichž prýští lidské radosti i strasti.
En 1961, Alberto Moravia entreprend un voyage en Inde en compagnie d'Elsa Morante, sa femme, et de leur ami Pier Paolo Pasolini. De ce voyage, la littérature gardera deux livres complémentaires et éblouissants : L'Odeur de l'Inde, de Pier Paolo Pasolini, et Une certaine idée de l'Inde, d'Alberto Moravia. Ce qui saisit Moravia c'est, par-delà la violence du choc culturel, la force d'un pays en train de relever un défi social audacieux. Analysant les causes de l'extrême pauvreté, il s'en entretient avec Nehru, devant lequel il ose dénoncer le système des castes. Enfin, il décrit avec une grande élégance l'immensité et la douceur des paysages
Hned první stránky románu Lhostejní nás ex abrupto uvádějí do prostředí a děje: vstupujeme do salónu honosné buržoazní vily někde v Římě, kde spolu konverzují matka Mariagrazia, stará, snobská, zmalovaná a omezená ženština, její milenec Leo, vychytralý a cynický obchodník hrající sina zachránce rodiny, dcera Karla a syn Michal, útrpně prožívající stále stejně plynoucí dny a pociťující lhostejnost vůči všemu okolo. Později se ke společnosti přidává ještě matčina přítelkyně Líza, bývalá Leonova milenka, na kterou Mariagrazia chorobně žárlí. Onoho večera se začínají sbíhat nitky dlouhodobých strategií a tužeb jednotlivých postav.
Rozsáhlá psychologická novela sleduje problémy pětatřicetiletého profesora literatury, zatíženého oidipovským komplexem.
Alberto Moravias provozierender, weltberühmter Erstlingsroman über den erotischen Reigen einer Familie. Die psychologische Charakterstudie einer ganzen Epoche hat bis heute nichts von ihrer Aktualität eingebüßt. Eines von 12 bisher vergriffenen Meisterwerken aus der ZEIT Bibliothek der verschwundenen Bücher.