Natalia Ginzburg Libri
Natalia Ginzburg è stata un'autrice italiana la cui opera ha esplorato le relazioni familiari e il panorama politico dell'era fascista e della Seconda Guerra Mondiale. Ha indagato questioni filosofiche attraverso i suoi romanzi, racconti e saggi, ottenendo riconoscimenti per il suo stile distintivo. La sua prosa è caratterizzata da un acuto sguardo sulla natura umana e sulle complessità delle connessioni interpersonali. Gli scritti di Ginzburg continuano a risuonare con i lettori per la loro onestà e le profonde riflessioni sulla vita.







Valentino
- 175pagine
- 7 ore di lettura
So there is no one to whom I can speak the words that most need to be spoken, about the events which most closely concern our family and what has happened to us; I have to keep them bottled up inside me and there are times when they threaten to choke me.Valentino is the spoiled child of doting parents who have no doubt he will be 'a man of consequence'. His sisters, however, see him for what he truly lazy, apathetic, self-absorbed and far more interested in partying than applying himself to his studies at medical school. His parents' dreams begin to unravel when, out of the blue, Valentino becomes engaged to the wealthy yet strikingly ugly Maddalena. The family is scandalised by his choice of bride – and suspicious of his motives.In Valentino , class, social expectations, wealth and marriage come under Natalia Ginzburg's forensic scrutiny, her unflinching moral realism and her keen psychological insight resulting in a work of quiet devastation.
A differenza delle altre due madri della letteratura italiana del Novecento, Elsa Morante e Anna Maria Ortese, che arredano una “stanza tutta per sé” nei sortilegi affabulatori dell’immaginazione, Natalia Ginzburg resta sempre ben ancorata a «un posto dove tutto è chiaro, inesorabile e reale» (Vita immaginaria), invadendo di continuo l’orizzonte nel quale il canone dominante maschile è più forte e inattaccabile. Malgrado abbia preso le mosse da un territorio che poteva ricordare toni e accenti pavesiani, il realismo della narrazione ginzburghiana trova una strada molto personale, perché scopre una via per dare respiro a quel «piccolo spazio di realtà» in suo possesso, provando a far crescere da quelle «piccolissime porzioni di verità» distillata dalla sua esperienza «un ricco suolo di verità sulla terra». In tale direzione Ginzburg si serve di altri due elementi che definiscono il suo stile e che percorrono in modo trasversale forme e generi da lei sperimentati: una “poetica degli oggetti”, che lega la scrittura all’hic et nunc del proprio tempo, e una tensione morale, forza opposta a quella, che apre dentro l’orizzonte del presente una breccia verso il dover essere, se non del migliore dei mondi possibili, almeno di un universo differente dallo scenario opaco dell’oggi.
Il senso delle storie familiari, la presenza dei vecchi, e il venir su dei giovani, quel loro crescere dolorosamente, diversi da come ci si sarebbe aspettato, e l'allacciarsi e il mutare degli amori, delle amicizie, delle simpatie e delle antipatie, tutte queste cose che la narrativa ha quasi dimenticato, Natalia Ginzburg è forse oggi la sola ad esprimerle, con un amore esclusivo e un'assorta ostinazione possibili soltanto per i beni che si sentono incostuditi, soggetti ad essere devastati e persi. E tutto con quel suo modo di raccontare spoglio, fedele al rigore delle notazioni oggettive, delle battute di dialogo, delle cadenze delle frasi. Della taciturna ragazza che scrive in prima persona, soffriamo le speranze e le delusioni cosí, senza una riga di commento o giudizio o introspezione.
Le piccole virtù
- 126pagine
- 5 ore di lettura
Questa raccolta di saggi e articoli, scritti in vari anni dalla Ginzburg, affinano e migliorano il suo stile, dimostrando le straordinarie capacità comunicative dell'autrice. Questo libro, pubblicato tra due grandi opere come Le voci della sera e Lessico famigliare , non risulta ridimensionato dall'accostamento con le due opere più celebri della scrittice. Le piccole virtù presenta abbozzi, riflessioni e constatazioni della realtà che circondava la Ginzburg: l'ambiente londinese dove viveva, il suo rapporto con il secondo marito, tra passione e incomprensione, episodi rievocati di un'infanzia e una giovinezza trascorsa da tempo ma mai dimenticate. Il titolo della raccolta, di carattere antifrastico, chiarifica che, per l'autrice, le piccole virtù, che consistono soprattutto in un'ostentato perbenismo e in una bonomia di maniera, sconsiderata e semplicistica, sono le principali cause di incomprensione, semplicioneria, stupidità, dolori e sofferenze. Il tutto ci viene presentato nel consueto stile diretto, immediato ma sapientemente evocativo, con cui la Ginzburg manifestava una dote di ingenuità che riesce ad arrivare al nocciolo delle vicende e dei problemi. Questo stile è capace, con pochi tratteggi, di rievocare atmosfere e ambienti, non solo fisici, ma soprattutto mentali, e questa ingenuo candore misto a acuta ponderatezza riescono a dare a quest'opera il tocco di maestria che tramuta una raccolta di saggi in un grande lavoro artistico.
Lessico famigliare è il libro di Natalia Ginzburg che ha avuto maggiori e più duraturi riflessi nella critica e nei lettori. La chiave di questo straordinario romanzo è delineata già nel titolo. Famigliare, perché racconta la storia di una famiglia ebraica e antifascista, i Levi, a Torino tra gli anni Trenta e i Cinquanta del Novecento. E Lessico perché le strade della memoria passano attraverso il ricordo di frasi, modi di dire, espressioni gergali. Scrive la Ginzburg: "Noi siamo cinque fratelli. Abitiamo in città diverse, alcuni di noi stanno all'estero: e non ci scriviamo spesso. Quando c'incontriamo, possiamo essere, l'uno con l'altro, indifferenti, o distratti. Ma basta, fra noi, una parola. Basta una parola, una frase, una di quelle frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte, nel tempo della nostra infanzia. Ci basta dire 'Non siamo venuti a Bergamo per fare campagna' o 'De cosa spussa l'acido cloridrico', per ritrovare a un tratto i nostri antichi rapporti, e la nostra infanzia e giovinezza, legata indissolubilmente a quelle frasi, a quelle parole". In appendice la Cronistoria di "Lessico famigliare" a cura di Domenico Scarpa e uno scritto di Cesare Garboli. Introduzione di Cesare Sagre.
La commedia ci introduce nel piccolo mondo della gente comune : la giovane Giuliana, che è venuta a Roma per diventare attrice, incontra dopo diverse disavventure Pietro, un giovane e ricco avvocato. Questi la sposa per "allegria", come lui dice, e non per "pietà", come invece suggerisce Giuliana. Una fortuna per una ragazza provera e senza istruzione sposare un uomo ricco e giovane !
«Ho tentato di rimettere insieme la storia della famiglia Manzoni; volevo ricostruirla, ricomporla, allinearla ordinatamente nel tempo. Avevo delle lettere e dei libri. Non volevo esprimere commenti, ma limitarmi a una nuda e semplice successione di fatti. Volevo che i fatti parlassero da sé. Volevo che le lettere, accorate o fredde, cerimoniose o schiette, palesemente menzognere o indubitabilmente sincere, parlassero da sé [...]. Il protagonista di questa lunga storia famigliare, non volevo fosse Alessandro Manzoni. Una storia famigliare non ha un protagonista; ognuno dei suoi membri è di volta in volta illuminato e risospinto nell'ombra. Non volevo che egli avesse più spazio degli altri; volevo che fosse visto di profilo e di scorcio, e mescolato in mezzo agli altri, confuso nel polverio della vita giornaliera. E tuttavia egli domina la scena; è il capo-famiglia; e gli altri certo non hanno la sua grandezza. E d'altronde egli appare piú degli altri strano, tortuoso, complesso...» (Natalia Ginzburg)
16 ottobre 1943
- 82pagine
- 3 ore di lettura
Questo breve scritto, ormai considerato un classico della letteratura post-clandestina, racconta della retata nazista nel Ghetto di Roma, che nel volgere di una mattina si concluse con la deportazione di mille ebrei. Lettori e critici lo hanno giustamente accostato ai primi capitoli della "Storia della Colonna Infame" per la qualità dello stile che si accompagna al valore documentario. Con una prefazione di Natalia Ginzburg.
Super ET: Diario
L'alloggio segreto, 12 giugno 1942-1. agosto 1944 - Edizione italiana a cura di Frediano Sessi - Prefazione di Eraldo Affinati - Con uno scritto di Natalia Ginzburg
- 360pagine
- 13 ore di lettura



