Peter L. Berger è stato un sociologo di fama internazionale, celebrato per il suo lavoro sulla costruzione sociale della realtà. La sua scrittura esplorava come la società plasma le nostre percezioni e come la religione e la cultura influenzano la vita sociale. L'approccio di Berger è stato caratterizzato dallo sforzo di collegare la sociologia teorica con le questioni pratiche della fede e dell'esperienza umana. I suoi contributi rimangono influenti per coloro che sono interessati all'interazione tra società, cultura e credenza.
Ciò che noi percepiamo come "reale" varia da società a società ed è prodotto, trasmesso e conservato tramite processi sociali che la sociologia della conoscenza si incarica di indagare. Questa problematica viene esaminata nei suoi due aspetti simmetrici e complementari: l'esteriorizzazione, ovvero la trasformazione dell'attività umana in una realtà sociale oggettiva attraverso l'istituzionalizzazione; l'interiorizzazione, ovvero la reintroduzione del mondo sociale oggettivo nella coscienza del soggetto attraverso la socializzazione.
La dimensione comica evoca sempre un mondo distinto da quello ordinario, operante secondo regole differenti. Il comico rappresenta quindi una sospensione della quotidianità che apre squarci verso una realtà trascendente. Mio padre, accanito raccontatore di barzellette, mi incoraggiò a intraprendere quest'arte più o meno nel periodo in cui andavo all'asilo... Prima o poi questo libro doveva essere scritto». Quasi scusandosi, Berger spiega l'origine del suo ultimo, singolare, lavoro. In particolare, egli si scusa con i librai, immaginandone le angosce nel decidere dove collocare il volume: nello scaffale dell'umorismo, della religione o della sociologia? Senza contare che la parte sulla comicità ebraica potrebbe suggerire la sezione Ebraismo, la difesa di Oscar Wilde la sezione Omosessualità. Ma qual è la tesi di fondo? La dimensione comica evoca sempre un mondo distinto da quello ordinario, operante secondo regole differenti: il comico rappresenta- possiamo dire- una sospensione della quotidianità che apre squarci verso una realtà «trascendente». Tutto congiura, tra le pagine, a insinuare l'idea che se un paradiso esiste dev'essere un luogo dove si ride, dove approderanno gli scampati all'inferno della mancanza di humour e al purgatorio della seriosità. Solo un «grande vecchio» poteva regalarci un libro come questo: egli stesso confessa di essersi risolto a scriverlo sentendosi vicino alla soglia della senilità. Ma a noi piace immaginarlo come questa lettura ci invita a fare: allegramente ispirato da giovanile curiosità, un luterano-zen che ama le barzellette yiddish, il cabaret e il sorriso di Buddha.
Offers an account of the role of knowledge in society aimed to stimulate both
discussion and investigations. This book presents an analysis of knowledge in
everyday life in the context of a theory of society as a dialectical process
between objective and subjective reality.
An absorbing and original examination that brilliantly argues that religion is a product of the society from which it springs—featuring illustrations drawn from a variety of primitive, ancient, and contemporary religions. In this book, Berger that religion is the "sacred canopy" which every human society builds over its world to give it meaning, expanding on theories of knowledge that he first explored (with Thomas Luckmann) in The Social Construction of Reality.
Alternate cover for ISBN: 0385065299 This lucid book presents the discipline of sociology to both the general reader and the student. Viewing sociology in the humanist tradition, Berger points out its affinity to history and philosophy, as well as its need for scientific procedures.
This report is the result of years of cooperation between the Club of Rome and the Bertelsmann Science Foundation. It gives a better understanding of the limits to social cohesion and the increasing role of intermediate institutions or of individual leaders in the mediation of normative conflicts.