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Margaret Anne Doody

    21 settembre 1939

    Margaret Anne Doody è una professoressa di letteratura che ha contribuito a fondare il programma di dottorato in Letteratura presso l'Università di Notre Dame. È riconosciuta come una pioniera nel genere giallo storico, avendo lanciato la sua serie di detective con Aristotele nel 1978. Le sue opere esplorano ambientazioni antiche, concentrandosi su misteri intellettuali e questioni filosofiche. Doody conferisce profondità e raffinatezza letteraria al genere, attirando lettori che cercano qualcosa di più di semplici trame.

    La memoria: Aristotele e la favola dei due corvi bianchi
    Aristotele e il giavellotto fatale
    Aristotele detective
    Aristotele e il mistero della vita
    Aristotele e i misteri di Eleusi
    Aristotele e la giustizia poetica
    • Aristotele e la giustizia poetica

      • 472pagine
      • 17 ore di lettura

      E' la primavera dell'anno 332 a.C. Le truppe di Alessandro sono alle prese con la conquista della Persia, e il grande condottiero si è impadronito di un enorme tesoro in argento a Persepoli. Prima della sua marcia vittoriosa all'interno dei territori persiani, Alessandro ha distrutto grandi città sulla costa dell'Asia Minore, e il mondo mediterraneo è inquieto, sconvolto dalla guerra, percorso in lungo e in largo da esuli e da prigionieri ridotti in schiavitù. D'altra parte, però, ci si attendono nuove, immense ricchezze. Durante la Notte dei Fantasmi, alla fine dell'Antesteria, la Festa dei Fiori che si celebra in Atene a febbraio, misteriose apparizioni culminano nel rapimento di un'ereditiera. Aristotele e Stefanos si recano in missione a Delfi, per cercare di ritrovare la fanciulla scomparsa. Ma nel loro cammino s'imbattono in festeggiamenti, fuggiaschi, strani enigmi e cadaveri. Il caso dell'ereditiera scomparsa si rivela più complicato di quanto sembrasse in un primo tempo. Alla fine, l'enigma può essere risolto unicamente da Aristotele, e soltanto con l'aiuto dell'Oracolo di Delfi.

      Aristotele e la giustizia poetica
      3,6
    • Aristotele e i misteri di Eleusi

      • 659pagine
      • 24 ore di lettura

      "I misteri di Eleusi" è il quinto romanzo di Aristotele nei panni di uno Sherlock Holmes del IV secolo a.C. E se ogni storia poliziesca si ispira aun'opera dello Stagirita, quest'ultima sembra rimandare forse alla Politica. Ma il ricalco non è solo con la filosofia del grande filosofo, è la vita stessa di Atene e del mondo greco classico in età alessandrina a rivivere nella pagina: il funzionamento pratico della vita pubblica, le procedure ufficiali e i costumi privati, i modi di divertirsi e il mondo degli affari. E soprattutto quel senso sottile di smarrimento generale che dovette aver preso l'uomo greco nell'epoca di svolta in cui Aristotele si trovava a vivere.

      Aristotele e i misteri di Eleusi
      3,5
    • Aristotele e il mistero della vita

      • 599pagine
      • 21 ore di lettura

      Blepiro, reduce di guerra e menomato in battaglia, è accusato dal cugino Kremes di simulare l'infermità per ottenere una pensione di invalidità. Blepiro è un bronzista, e nella sua bottega accoglie "una banda di gente indecente", "una manica di ex schiavi e puttane", e questa compagnia sregolata si attira l'ostilità dei benpensanti e soprattutto le critiche accese di un politico in carriera. Ma c'è un che di esagerato nell'accanimento e il primo tentativo di uccidere Blepiro - una colata di metallo fuso che per fortuna lo ferisce soltanto orrendamente - sembra, ad Aristotele e al suo assistente Stefanos, più il culmine di un complotto mal riuscito che la conseguenza di una campagna d'odio.

      Aristotele e il mistero della vita
      3,5
    • Aristotele detective

      • 449pagine
      • 16 ore di lettura

      Senza Aristotele niente Sherlock Holmes. È questa, verosimilmente, l'idea alla base di questo giallo investigativo. Il metodo del tipo di detective alla Sherlock Holmes - di enumerare indizi, trarne ipotesi, dedurne nuovi particolari, sino alla spiegazione del delitto e la scoperta conseguente del colpevole - non sarebbe stato possibile se non applicando il metodo dimostrativo della logica aristotelica al crimine. Stefanos, un simpatico giovanetto dell'Atene del IV secolo, dunque, guidato dallo Stagirita che non si muove di casa come Nero Wolfe, indaga sull'assassinio di un ricco oligarca, di cui è accusato ingiustamente il cugino, esule per un precedente errore. Al primo omicidio, ne segue un secondo, e tra colpi di scena, travestimenti, testimonianze reperite avventurosamente, Aristotele alla fine scioglie l'enigma e consente al giovane di smascherare il vero assassino. Ma Aristotele detective è qualcosa di più dello stratagemma curioso per un giallo giudiziario e dimostrativo di taglio classico e denso intreccio. È una specie di esperimento. La scrittrice, Margaret Doody, studiosa di letteratura comparata in una università americana, e convinta di una certa ipotesi sulla nascita del genere romanzesco, vi ha voluto provare l'adattabilità del mondo della Grecia antica (ricostruito con fedeltà filologica e storica) alle emozioni, alle psicologie, alle peripezie del romanzo moderno.

      Aristotele detective
      3,4
    • Aristotele e il giavellotto fatale

      • 84pagine
      • 3 ore di lettura

      Un'opinione di Sciascia sarebbe commento perfetto a questo racconto: il giallo è la gabbia dello scrittore. Poiché costringe alla geometrica precisione, a una competenza quasi da laboratorio scientifico, a una consequenzialità logica, che finiscono coll'essere, quasi più della fantasia, la vera qualità del giallista. Margaret Doody è perfettamente imprigionata nei suoi intrecci, che sembrano appartenere al genere cosiddetto da «camera chiusa» (cioè un mistero così intricato da apparire un caso insolubile che solo l'acutezza raziocinativa dell'investigatore riesce a sciogliere). E, quasi a renderne più angusta la gabbia, li ambienta in una Attica classica, di totale fedeltà storico-filologica, e ne fa protagonista un Aristotele in tutto aderente alla sua personalità e alla sua filosofia. Questo secondo «Aristotele detective» si svolge dentro una palestra della antica Atene dove un ragazzo è stato ucciso da un giavellotto. Sembra un impossibile incidente, e appare scontato chi sia il giovane, e frastornato, colpevole. Infatti non è un incidente, e il colpevole vero non è quello. Aristotele lo capisce grazie alla sua logica deduttiva e lo spiega applicando al mistero la sua fisica dei luoghi naturali

      Aristotele e il giavellotto fatale
      3,2
    • World's Classics: The Wanderer

      • 957pagine
      • 34 ore di lettura

      The Wanderer or Female Difficulties is the tale of a penniless emigree from revolutionary France trying to earn her living in England while guarding her own secrets. Combining the best elements of the gothic and historical novels, this newly appreciated work is an extraordinary piece of Romantic fiction. Burney's tough comedy offers a satiric view of complacent middle-class insularity that echoes Godwin and Wollstonecraft's attacks on the English social structure. The problems of the new feminism and of the old anti-feminism are explored in the relationship between the heroine and her English patroness and rival, the Wollstonecraftian Elinor Joddrel, and the racism inherent within both the French and British empires is exposed when the emigree disguises herself as a black woman.

      World's Classics: The Wanderer
      3,9
    • Poison in Athens

      • 320pagine
      • 12 ore di lettura

      It is the autumn of 330 BC, and three law cases are exciting Athens. Ergokles' case against the wealthy Orthoboulos for malicious wounding seems to come out well for the dignified man, but shortly afterwards he is found dead of poison, evidently hemlock. His second wife is accused of the crime, and her trial for poisoning sets Athens at odds, as sympathies divide. Her stepson is her greatest enemy, and seems sure that she has done the deed, but there are other candidates. Meanwhile, the most beautiful woman in Athens, Phryne, is accused of impiety, a charge that can carry the death penalty. Stephanos, in treating himself to brother visits as she tries to recover not only from his wound but from having killed a man, gets close to danger, and his position as a witness could damage his prospects of marriage. Misogyny, political wrath, and lack of judgment bring affairs to a boiling point, stimulating Aristotle to intervene lest the trial of the stepmother break Athens into fragments. He endeavours to solve the mystery with the help of Stephanos, and also with his assistant Theophrastos, who has made a special study of plant and thus of poisons-

      Poison in Athens
      3,6
    • La storia della giovane e bella Pamela insidiata dal suo ricco padrone e che si conclude felicemente nel matrimonio assomiglia molto alla trama delle favole. Ma il romanzo di Richardson era intensamente innovativo rispetto alla letteratura e alla morale del tempo: la sua eroina ne usciva vittoriosa scavalcando tutte le profonde e insormontabili differenze di classe, e questo creava non pochi problemi ai benpensanti dell'epoca. Pamela è consapevole della propria inferiorità, eppure crede fermamente nel valore della virtù e la difende contro tutte le tentazioni dell'amore e del denaro. Il lettore però non può fare a meno di chiedersi se dietro tanta umiltà e castità non si nasconda anche una calcolata consapevolezza delle proprie capacità e una voglia di mettersi in mostra cercando l'approvazione incondizionata del pubblico.

      Pamela
      2,8
    • Mord im alten Athen

      • 368pagine
      • 13 ore di lettura

      Nach dem Tod seines Vaters muss Stephanos mit nur zweiundzwanzig Jahren die Verantwortung für die Familie übernehmen. Schlaflos wandert er im Morgengrauen durch die Straßen Athens, bis er die lauten Klageschreie eines Sklaven hört: »Man hat den Herrn getötet! Man hat den Herrn getötet!« Dem Lärm folgend, betritt er eine Villa, wo sich schon einige Schaulustige um die Leiche des Boutades versammeln, ein reicher und ehrbarer Bürger. Offenbar wurde er mit Pfeil und Bogen erschossen – nicht gerade eine typische Waffe für das antike Griechenland. Der Verdacht fällt ausgerechnet auf Stephanos Cousin Philemon, den er nicht mehr gesehen hat, seit der junge Mann für einen Mord in einer Tavernenschlägerei schuldig gesprochen und für mehrere Jahre ins Exil verbannt wurde. Ein Irrtum? Eine tragische Verwechslung? Stephanos, das neue Oberhaupt der Familie, muss herausfinden, was wirklich geschehen ist, und Philemon vor Gericht verteidigen. Verzweifelt wendet der junge Mann sich an seinen Lehrer und Mentor, den Philosophen Aristoteles.

      Mord im alten Athen