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Dino Buzzati

    16 ottobre 1906 – 28 gennaio 1972

    Dino Buzzati è stato uno scrittore italiano la cui opera oscilla spesso tra realtà e fantasia. I suoi racconti e romanzi esplorano temi esistenziali come l'attesa, la solitudine e la ricerca di significato in un mondo assurdo. Lo stile distintivo di Buzzati, che fonde urgenza e una quieta inquietudine, lascia un'impressione profonda nel lettore. La sua prosa è caratterizzata da un'atmosfera inquietante e da immagini suggestive che evocano un senso di disagio.

    Dino Buzzati
    Il deserto dei Tartari
    La boutique del mistero
    Le Lettere anonime ed altre storie
    Siamo spiacenti di
    Il meglio dei racconti
    I capolavori
    • I capolavori

      • 1075pagine
      • 38 ore di lettura

      Sono raccolte in questo volume tre opere tra le più significative della produzione di Dino Buzzati: i romanzi Il deserto dei Tartari (1940) e Un amore (1963), oltre alla celebre "auto-antologia" Sessanta racconti (1958). Testi molto diversi per tipologia e tematiche, che riportano in vita il mondo allegorico ed esistenziale dello scrittore, in cui il senso della prova è sfida con l'ignoto e con il destino. Tre tappe fondamentali nel percorso dell'autore, che, tra i tanti capolavori, ben esemplificano la coerenza e la varietà di una parabola artistica che - come ha scritto Giulio Carnazzi - "si presenta con un'insolita ricchezza di illuminazioni: sulla vita e la morte, sulle magie che scorrono nel tessuto delle nostre abitudini quotidiane."

      I capolavori
      4,4
    • Il meglio dei racconti

      • 355pagine
      • 13 ore di lettura

      Svolgimenti inattesi e finali imprevedibili, sorprese e invenzioni fantastiche in una narrazione pervasa di simboli e allegorie che trasformano vicende apparentemente minimali in rappresentazioni dell'universale condizione umana. L'arte di Dino Buzzati, spesso avvicinata a quella di Hoffmann, Poe e soprattutto Kafka, rappresenta una trasfigurazione potente e vigorosa della realtà e dell'angoscia dell'uomo, sublimata in atmosfere di suggestione metafisica. Come autore di racconti, Buzzati è un maestro tra i più cari al pubblico dei lettori. Con le sue trame fantasiose, le sue immersioni nei misteri della vita quotidiana e i suoi personaggi così strani eppure così veri, Dino Buzzati consegue sempre, racconto dopo racconto, quello che è il suo scopo dichiarato: "divertire e commuovere" il lettore, distoglierlo cioè dai pensieri di sempre attirandolo nel suo mondo incantato per coinvolgerlo emotivamente, sorprenderlo e anche spaventarlo.

      Il meglio dei racconti
      4,3
    • Le Lettere anonime ed altre storie

      • 160pagine
      • 6 ore di lettura

      Le bref retour d'un fils... La déchéance d'un " homme d'honneur "... Un bon repas apprécié tardivement... Un enfant qui se refuse à dormir... Une fille qui montre qu'elle vaut plus qu'un garçon... Un curieux personnage plus soucieux de son orthographe que la morale... La confession du fils au chevet du père mourant... Est surpris qui voulait surprendre...

      Le Lettere anonime ed altre storie
      3,5
    • La boutique del mistero

      • 208pagine
      • 8 ore di lettura

      La boutique del mistero è una raccolta di trentuno racconti pubblicati in diversi volumi e ordinati dallo stesso autore nelle speranza di far conoscere il meglio di quanto ho scritto. Il racconto di Buzzati è un momento di indagine profonda, un'esplorazione emozionante in un'atmosfera magica. Poche volte, nella letteratura italiana, uno scrittore ha indagato così a fondo il mistero che corconda l'uomo contemporaneo, le debolezze e i paradossi che lo caratterizzano, la sua solitudine, le sue esperienze. In quest'ottica offre al lettore la possibilità di sperimentare la finezza di stile di uno dei più grandi autori italiani del Novecento, nelle cui pagine coesistono allegorie inquietanti, spunti surreali, invenzioni fantastiche e dati di cronaca, o presunti tali, che sembrano rimandare a possibili realtà metafisiche.

      La boutique del mistero
      4,2
    • Giovanni Drogo, un sottotenente, viene mandato in una lontana fortezza. A nord della fortezza c'e il deserto da cui si attende un'invasione dei tartari. Ma l'invasione, sempre annunciata, non avviene e l'addestramento, i turni di guardia, l'organizzazione militare, appaiono cerimoniali senza senso. Quando Drogo torna in citta per una promozione, si accorge di aver perso ogni contatto con il mondo e che ormai la sua unica ragione di vita e l'inutile attesa del nemico. Tornato alla fortezza, si ammala e proprio allora accade l'evento tanto aspettato: i tartari avanzano dal deserto. Nell'emozione e nella confusione del momento, senza che lui possa prendere parte ai preparativi di difesa, Drogo muore, dimenticato da tutti.

      Il deserto dei Tartari
      4,1
    • In questa favola Buzzati fonde ballata popolare, invenzione fantastica e riflessione morale sulla vita di oggi e di ieri, per raccontare la parabola degli orsi che, dopo aver sperimentato la vita di città, decidono di tornare sulle loro montagne. E ripensa in forma "leggera" i grandi temi a lui cari: la semplicità della vita in montagna, il senso dell'attesa, l'ambiguità insita nel male come nel bene, rivivendo l'eterna storia dell'umanità, chiamata a ritrovare le proprie origini.

      La famosa invasione degli orsi in Sicilia
      3,9
    • Una fiaba stupenda in cui si racconta della guerra tra il Granduca di Sicilia e Re Leonzio, sovrano degli orsi. Una guerra in cui saranno coinvolti il sanguinario Gatto Mammone, gli spettri di Rocca Demona e i cinghiali volanti di Molfetta, fino alla vittoria che insedierà Leonzio sul trono di una Sicilia remotissima e fantastica. Ma se pensate che la storia finisca qui, vi sbagliate...

      Oscar Junior: La famosa invasione degli orsi in Sicilia
      3,9
    • "È che tutti vivono così, come se da un'ora all'altra dovesse arrivare qualcuno; non l'assalto di un nemico, ma qualcuno, sconosciuto, non si può dire chi." È proprio Bàrnabo, giovane guardiaboschi, a provare per primo, tra i personaggi di Buzzati, il sentimento dell'attesa, a spiare, nelle lunghe giornate, la luce che sorge e scolora sulle montagne, a sperimentare cosa significhi attendere, non tanto un cosa o un chi, semplicemente attendere. Ed è ancora Bàrnabo a inaugurare l'esperienza del tempo come strano regista della vita, con i suoi segni discreti, leggeri e sbadati, ma irrevocabili. Bàrnabo delle montagne non è solo l'opera prima di Buzzati, ma è soprattutto la prova rivelatrice di quel favolismo morale che distinguerà la quasi totalità della sua produzione, ponendola a capostipite di tutta una linea narrativa del sogno, dell'incubo, dell'altrove.

      Scrittori del Novecento - 1416: Bàrnabo delle montagne
      3,8
    • Un amore

      • 262pagine
      • 10 ore di lettura

      Il protagonista di 'Un amore' ha atteso troppo, senza saperlo - è rimasto nell'intimo un giovane, crede che il sentimento sia ancora capace di tutti i miracoli. Mentre lei, giovanissima d'anni, ha assorbito invece la cinica spregiudicatezza, la stanchezza morale di un'epoca. L'amore dell'uomo, un vero amore, è destinato così a smarrirsi nella menzogna, come in un labirinto. Ma anche dai meandri di questo amore assurdo si leva, limpido, il canto di Buzzati. La sua Milano è il ritratto della metropoli, e insieme il simbolo della babele d'ogni tempo, con i suoi inferni vecchi e nuovi, i suoi falansteri giganteschi, certe sue piazzette, certi suoi grovigli di vicoli, certi angoli segreti.

      Un amore
      3,9