Le Goff, prolifico medievalista di fama internazionale, è considerato un principale erede e continuatore della Scuola delle Annales. Il suo lavoro si dedica profondamente all'antropologia storica dell'Europa occidentale durante il periodo medievale. Le Goff contestò in particolare il termine stesso "Medioevo" e la sua cronologia, sottolineando i successi e le variazioni interne di quest'epoca, specialmente richiamando l'attenzione sul Rinascimento del XII secolo.
Un affresco d'insieme dell'età medievale in cui vengono delineate le principali figure: il monaco, il cavaliere, il contadino, il cittadino, l'intellettuale, l'artista, il mercante, la donna, il santo, l'emarginato.
Il periodo compreso tra XII e XIV secolo vede l'affermarsi, travagliato e contrastato, di un personaggio della vita culturale e sociale assolutamente nuovo nel panorama occidentale: la figura del chierico, vero e proprio intellettuale medievale che "fa il mestiere di pensare e di trasmettere il proprio pensiero mediante l'insegnamento" e che per questo "stile professionale" si differenzia sia dagli esponenti della cultura monastica sia dagli umanisti Rinascimentali. Artigiano della cultura, il chierico medievale fa parte degli strati sociali emergenti del tardo Medioevo e di questi condivide e a volte anticipa la mentalità, i conflitti con la morale della tradizione, i problemi stessi dell'organizzazione del proprio lavoro. È a queste caratteristiche che si deve l'interesse portato da Jacques Le Goff al fenomeno storico-culturale. Maestro di quella «storia totale» che in Francia ha dato i più cospicui risultati, l'autore restituisce un mondo di persone viventi e non idealizzazioni evanescenti e mette a fuoco «dal basso» la storia culturale del periodo in questione: come l'intellettuale studia, scrive e traduce i libri, ma anche quale sia la sua religiosità, quali le sue concezioni dell'amore.
in collaborazione con Nicolas Truong Perché il corpo nel Medioevo? Perché il corpo ha una storia. La concezione del corpo, il suo spazio nella società, la sua presenza nell'immaginario e nella realtà, nella vita quotidiana e nei momenti salienti hanno subito mutamenti in tutte le società storiche. Quale trasformazione è intercorsa dalla ginnastica e dallo sport dell'antichità greco-romana all'ascetismo monastico e allo spirito cavalleresco del Medioevo! Ebbene, dove si ha una trasformazione nel tempo, vi è storia. La storia del corpo nel Medioevo è dunque parte essenziale della sua storia globale.
La storia di un'illusione e di un fallimento: la ricerca di una lingua unica e perfetta, capace di affratellare tutti gli europei. Un sogno perseguito tenacemente, dal VI secolo dopo Cristo a oggi, attraverso i più diversi codici e linguaggi: dalla matematica al computer, dalla magia all'astrologia, dall'esperanto ai moderni ibridi tra le diverse lingue. Ancora una volta Umberto Eco offre ai lettori la propria capacità di spaziare nei più diversi campi del sapere (dalla filosofia alla letteratura, dalla matematica alle scienze) con felice vena narrativa.
I primi coloni raggiunsero l'Islanda dalla Scandinavia e dalla Britannia vichinga alla metà del IX secolo e qui diedero vita a uno stato libero, indipendente e non gerarchico, che costituisce un unicum nella storia europea. Le strutture sociali, economiche, politiche e giuridiche, infatti, per quanto ispirate a quelle delle zone d'origine, dovettero essere modellate su una realtà geografica del tutto nuova, difficile e affascinante, e durarono con minime evoluzioni fino alla conquista norvegese del 1260, dando vita a una civiltà rurale, con una stupefacente cultura del diritto e un forte senso dell'onore. In questo libro, che il grande medievista Le Goff ha definito "splendido e affascinante", l'autore indaga l'Islanda indipendente in modo globale, facendo ricorso a molteplici tipologie di fonti, da quelle giuridiche a quelle archeologiche, e in particolare analizza le splendide saghe, capolavori letterari dai quali è possibile ricavare la più esatta descrizione di quello che voleva dire vivere nella "terra dei ghiacci" tra IX e XIII secolo.
La forza creatrice dei secoli tra il X e il XIII è all'origine di molte delle innovazioni tipiche del mondo in cui viviamo: dalla nascita della città all'affermarsi di un nuovo modo di trasmettere il sapere e di studiare, legato alle università; al tempo stesso, nuove tecniche vengono allora messe in opera e "si fanno strada nuovi atteggiamenti nei confronti del tempo, del denaro, del lavoro, della famiglia". Caratteristica dell'attività storiografica di Le Goff è proprio la capacità di tendere a una visione del passato che ce lo ripresenti al di là degli schemi che irrigidiscono e isolano solo taluni fenomeni. Lo studioso francese pensa che tale impostazione sia particolarmente necessaria per un'epoca e una società che forse più di ogni altra hanno sentito l'esigenza di una vita totalitaria. In questo modo ci troviamo davanti a una grande lezione di storia, che ci mostra nelle loro profonde interdipendenze i vari atteggiamenti degli uomini.
Aspetti tanto avvincenti quanto poco trattati del Medioevo, che ne forniscono un quadro particolarmente vicino alle sensibilità contemporanee. Le fate, i draghi e gli altri esseri inquietanti che affollavano la fantasia popolare. I modi quotidiani in cui l'uomo si comportava: l'alimentazione, l'abbigliamento, le paure, l'emarginazione dei "diversi". Jacques Le Goff (1924) è tra i massimi storici del Medioevo.
Canonized in 1297 as Saint Louis, King Louis IX of France (1214-1270) was the
central figure of Christendom in the thirteenth century. He ruled when France
was at the height of power; he commanded the largest army in Europe and
controlled the wealthiest kingdom. This title describes the... číst celé
In this outstanding and celebrated biography, the distinguished medievalist
Jacques Le Goff paints a fascinating picture of the life of Francis of Assisi.
This Routledge Classics edition includes a new Foreword by Sean L. Field.