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Dammi!

Song for Lovers

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  • 210pagine
  • 8 ore di lettura

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Una ragazza della periferia russa scrive Dammi! Song for Lovers , e diventa famosa in pochi mesi. I critici si dividono: per alcuni è una nipotina di Hemingway e Salinger, per altri esprime solo il «degrado giovanile». Protagonisti sono gli «under 21» della immensa Russia, sfuggiti a qualsiasi tentativo di esplorazione, cosí diversi e al tempo stesso cosí simili ai loro coetanei occidentali. Amore, musica, droga, sesso, esami, e un sacco di botte. E la guerra in Cecenia. La Denezkina scrive le loro storie con un linguaggio fresco e tagliente, tra il gergale e l'osceno, e un'innocenza venata di nichilismo. Con ironia e intelligenza, senza un solo giudizio né un grido di protesta, la giovanissima scrittrice ci porta nei sobborghi popolati di barboni e alcolizzati, nelle stanzette stipate in caseggiati per mille appartamentini, nei pub dove scorre acida birra russa. Un mondo con l'incubo perenne della Cecenia - che produce invalidi di mente e di corpo -, ma anche intriso di musica, sesso e amore.

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Dammi!, Irina Děněžkinа, Mario Caramitti

Lingua
Pubblicato
2003
Rilegatura
(In brossura),
Condizioni del libro
In buone condizioni
Prezzo
1,99 €

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2,5
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Titolo
Dammi!
Sottotitolo
Song for Lovers
Lingua
Italiano
Editore
Einaudi
Pubblicato
2003
Formato
In brossura
Pagine
210
ISBN10
8806165046
ISBN13
9788806165048
Serie
Categoria
Prima pubblicazione
2002
Titolo originale
Дай мне! (Daj mne)
Valutazione
2,5 su 5
Descrizione
Una ragazza della periferia russa scrive Dammi! Song for Lovers , e diventa famosa in pochi mesi. I critici si dividono: per alcuni è una nipotina di Hemingway e Salinger, per altri esprime solo il «degrado giovanile». Protagonisti sono gli «under 21» della immensa Russia, sfuggiti a qualsiasi tentativo di esplorazione, cosí diversi e al tempo stesso cosí simili ai loro coetanei occidentali. Amore, musica, droga, sesso, esami, e un sacco di botte. E la guerra in Cecenia. La Denezkina scrive le loro storie con un linguaggio fresco e tagliente, tra il gergale e l'osceno, e un'innocenza venata di nichilismo. Con ironia e intelligenza, senza un solo giudizio né un grido di protesta, la giovanissima scrittrice ci porta nei sobborghi popolati di barboni e alcolizzati, nelle stanzette stipate in caseggiati per mille appartamentini, nei pub dove scorre acida birra russa. Un mondo con l'incubo perenne della Cecenia - che produce invalidi di mente e di corpo -, ma anche intriso di musica, sesso e amore.