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La primavera del lupo

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  • 295pagine
  • 11 ore di lettura

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Nel marzo del 1945, un gruppo eterogeneo di persone si rifugia nel convento di San Francesco del Deserto, nell’isola di Venezia. Tra di loro ci sono due bambini, Pietro e Dario, con caratteri e educazioni opposte; due anziane sorelle, Maurizia e Ada; e una giovane suora, bella e sospetta, che scrive un diario. Braccati dai nazisti, ricevono aiuto da un pescatore libero e da un frate energico. Durante la fuga, si unisce a loro un disertore tedesco che porta con sé un segreto pericoloso, il cui comportamento brusco cambierà il destino del gruppo. L’inseguimento si svolge sotto lune immense, attraverso boschi bui e luoghi abbandonati, con colpi di scena e incontri con partigiani e fascisti. In questo contesto carico di diffidenza e terrore, emergono anche segni di bontà. La storia di Pietro e Dario diventa così una fuga dalla guerra e dalla sua violenza, mentre la lingua dell’infanzia, capace di accogliere e divertire, si oppone all’odio e alla paura che dominano il mondo.

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La primavera del lupo, Andrea Molesini

Lingua
Pubblicato
2013
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(In brossura)
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Titolo
La primavera del lupo
Lingua
Italiano
Editore
Sellerio
Pubblicato
2013
Formato
In brossura
Pagine
295
ISBN10
8838930546
ISBN13
9788838930546
Serie
Tag
Descrizione
Nel marzo del 1945, un gruppo eterogeneo di persone si rifugia nel convento di San Francesco del Deserto, nell’isola di Venezia. Tra di loro ci sono due bambini, Pietro e Dario, con caratteri e educazioni opposte; due anziane sorelle, Maurizia e Ada; e una giovane suora, bella e sospetta, che scrive un diario. Braccati dai nazisti, ricevono aiuto da un pescatore libero e da un frate energico. Durante la fuga, si unisce a loro un disertore tedesco che porta con sé un segreto pericoloso, il cui comportamento brusco cambierà il destino del gruppo. L’inseguimento si svolge sotto lune immense, attraverso boschi bui e luoghi abbandonati, con colpi di scena e incontri con partigiani e fascisti. In questo contesto carico di diffidenza e terrore, emergono anche segni di bontà. La storia di Pietro e Dario diventa così una fuga dalla guerra e dalla sua violenza, mentre la lingua dell’infanzia, capace di accogliere e divertire, si oppone all’odio e alla paura che dominano il mondo.