Contiene:Il Contesto, Todo Modo, La scomparsa di Majorana, I pugnalatori, Candido, L'affaire Moro, Nero su nero, Dalle parti degli infedeli, Il teatro della memoria, Cruciverba.
Leonardo Sciascia Libri
Leonardo Sciascia ha narrato la sua unica esperienza siciliana, esplorando le intricate connessioni tra famiglie, partiti politici e la natura insidiosa delle alleanze. Il suo lavoro approfondisce la sottile arte delle favoritismi e delle lealtà che, in ultima analisi, servono gli interessi individuali a scapito del beneficio sociale. Sciascia sostenne in modo convincente che la corruzione pervasiva all'interno della società italiana, storicamente e attualmente, potenzia solo coloro che sono radicati in società segrete, lealtà e establishment politici.







Pubblicato nell’autunno del 1978, mentre ribollivano le polemiche sul caso Moro, e altre suscitandone, a distanza di cinque anni questo libro potrebbe anche esser letto come «opera letteraria». Ma l’autore – come membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla «affaire» – ha continuato a viverlo come «opera di verità» e perciò lo si ripubblica (non più col rischio delle polemiche, ma del silenzio) con l’aggiunta della relazione di minoranza (di assoluta minoranza) presentata in Commissione e al Parlamento. Una relazione che l’autore ha voluto al possibile stringare, nella speranza che abbia la sorte di esser largamente letta: qual di solito non hanno le voluminosissime relazioni che vengono fuori dalle inchieste parlamentari.
Geniální jaderný fyzik z Fermiho týmu, dvaatřicetiletý Ettore Majorana, záhadně zmizel vpředvečer druhé světové války. Brilantní esej-příběh proslulého italského spisovatele o této události je pokusem dokumentárně rekonstruovat drama předcházející Majoranovu zmizení, které nebylo dodnes uspokojivě vysvětleno. Je navíc také strhující literaturou s detektivní zápletkou, již se L. Sciascia s vlastní pozoruhodnou invencí pokouší rozplést. Svou morální naléhavostí pak Sciasciova esej může připomenout protiválečné prózy a dramata Karla Čapka.
Il cavaliere e la morte
- 91pagine
- 4 ore di lettura
Un'associazione subversiva misteriosa, crimini inspiegabili e l'indagine di un commissario di polizia appassionato della xilografia di Dürer, Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo. Questo racconto è uno degli ultimi testi scritti da Sciascia: dietro l'intrigo poliziesco serrato e l'atmosfera opprimente del thriller, si percepisce una profonda disillusione. Lezione: il Diavolo non ha più bisogno di occuparsi del mondo, gli uomini lo fanno per lui e riescono perfettamente in questo compito.
Gli zii di Sicilia
- 247pagine
- 9 ore di lettura
Pubblicato nel 1958 nei Gettoni di Vittorini, poi riproposto nel 1960 con l'aggiunta di un importante racconto – L'antimonio, che è un po' un romanzo interrotto –, Gli zii di Sicilia è la prima apparizione di Sciascia come narratore puro, fabulatore di storie che qui sono della Sicilia e della Spagna. Con voce sommessa e ferma, con una sorta di energia compressa, raccolta in sé, lo Sciascia narratore disegna il suo primo territorio. E subito si riconoscono certi tratti essenziali: l'attenzione alle cose e al dettaglio, il confronto perenne fra la Sicilia e il mondo (il libro si avvia con quell'evento favoleggiato che fu lo sbarco degli Alleati), la lucidità nel cogliere i paradossi, gli inganni e le beffe della Storia.
La corda pazza: Scrittori e cose della Sicilia
- 255pagine
- 9 ore di lettura
Sicilia: «Una terra difficile da governare perché difficile da capire». A questa terra, a tutte le sue «corde» («la seria, la civile, la pazza» scrisse una volta Pirandello), al passato più oscuro come al presente più invadente Sciascia prestò sempre un’attenzione puntuale, appassionata, partecipe e al tempo stesso inflessibile nella descrizione dei mali. E per una volta provò ad articolare tutti questi temi e questi livelli della realtà in un solo libro: questa Corda pazza (1970), che si presenta, rispetto all’isola, «vuote le mani, ma pieni gli occhi del ricordo di lei», come scrisse Ibn Hamdis, poeta arabo-siculo opportunamente citato da Sciascia.
Candido Munafò nasce in una grotta della Sicilia la notte dello sbarco degli americani, nel 1943. E questo romanzo ci fa seguire le vicende della sua vita sino al 1977 in una serie di capitoletti che rimandano a quelli del Candide di Voltaire. La forma del conte philosophique, particolarmente congeniale a Sciascia, gli permette di prendere la giusta distanza - e dà un passo leggero, aereo a questo libro, che per altro è forse il più intimo e segreto fra tutti i suoi romanzi. Le cose sono sempre semplici mormora talvolta Candido. E sarà appunto il suo desiderio di nominare le cose con il loro nome a procurargli varie disavventure. Questo giovane mite, testardo e riflessivo finisce per apparire, agli occhi del mondo, come un piccolo mostro
L'adorabile Stendhal
- 225pagine
- 8 ore di lettura
Ha detto Sciascia, a proposito di adorabile: «Può darsi che questa parola io l’abbia qualche volta scritta, e sicuramente più volte l’ho pensata: ma per una sola donna e per un solo scrittore. E lo scrittore – forse è inutile dirlo – è Stendhal». Sciascia aveva per Stendhal un’ammirazione intima e appassionata (lo leggeva «in continua rotazione», e sempre facendo capo alla Certosa di Parma), imparagonabile a quella che nutriva per altri autori. Un’ammirazione che è anzitutto mimesi, identificazione – e che come tale corre, simile a un fiume sotterraneo, in molti suoi romanzi –, ma che, se si guarda agli scritti qui per la prima volta radunati, ha assunto forme molteplici e inaspettate. Come osserva Massimo Colesanti, Sciascia è stato insieme stendhaliano e stendhalista. Da romanziere ha intuito «le strutture e gli scatti psicologici più riposti» della scrittura di Stendhal, ma, da vero lettore-detective, ha anche indagato «i congegni, le “finzioni”, i trucchi, di cui quella scrittura è costruita», e ha saputo sventare depistaggi e mistificazioni, smascherando Stendhal – e seguendo dunque a ritroso quel percorso, a lui ben caro, che muove dalla cronaca e sboccia nell’invenzione.Gli scritti qui radunati erano dispersi in vari libri di Sciascia, apparsi fra il 1970 e il 1990.
Politisk satire fra 70ernes Italien, hvor korruptionen og magtmisbruget inden for hele retssystemet hudflettes
«Forse è a questa storia minima che io debbo l’attenzione che ho sempre avuto per la grande» scriveva Sciascia a proposito di questo libro. Pubblicato nel 1984 e qui riproposto con l’aggiunta di altre voci, che Sciascia aveva accumulato negli ultimi anni, Occhio di capra è forse la più agile e acuta introduzione alla civiltà siciliana che possiamo leggere. Il fondo è il più ricco e misterioso: la lingua. E Sciascia la indaga amorosamente, riconoscendo nei più bizzarri modi di dire la concrezione di interi racconti, di oscure intuizioni metafisiche, di temi favolistici. Così è nato questo libro, che Sciascia intendeva anche come omaggio, derivante quasi da un eccesso di conoscenza («Ho detto che mi pare di conoscere il paese anche nei suoi silenzi»), a Racalmuto, a quell’«isola nell’isola» dove «si ama più tacere che parlare» e perciò «quando si parla si sa essere precisi, affilati, acuti ed arguti».
Una storia semplice
- 66pagine
- 3 ore di lettura
Diese Kriminalgeschichte aus Sizilien hatte ganz einfach begonnen: ein Anruf bei der Polizei, ein offensichtlicher Selbstmord, klarer Fall. Doch letztlich wurde alles viel komplizierter als es den Anschein hatte ...
Il mare colore del vino
- 148pagine
- 6 ore di lettura
Così Sciascia volle presentare questo bellissimo libro di racconti, scritti fra il 1959 e il 1972: «... mi pare di aver messo assieme una specie di sommario della mia attività fino ad ora – e da cui vien fuori (e non posso nascondere che ne sono in un certo modo soddisfatto, dentro la mia più generale e continua insoddisfazione) che in questi anni ho continuato per la mia strada, senza guardare né a destra né a sinistra (e cioè guardando a destra e a sinistra), senza incertezze, senza dubbi, senza crisi (e cioè con molte incertezze, con molti dubbi, con profonde crisi); e che tra il primo e l'ultimo di questi racconti si stabilisce come una circolarità: una circolarità che non è quella del cane che si morde la coda». Resta da dire che il tempo trascorso non ha per nulla intaccato, e anzi esalta, la felicità e l'efficacia delle storie qui riunite come in un breve compendio delle molte voci narrative di Sciascia: scoprirle (o riscoprirle) oggi significa anche lasciarsi sorprendere dalla loro sconcertante, amara lucidità. Il mare colore del vino apparve per la prima volta nel 1973.
Secondo Ignazio di Loyola, gli esercizi spirituali sono il miglior modo per adeguarsi alla volontà divina. Ambientato in un eremo-albergo dedicato a tali esercizi, il romanzo di Leonardo Sciascia segue un pittore di successo di quarant'anni, che vi giunge per caso, attratto dalla curiosità. Le sue aspettative vengono soddisfatte. L'eremo, gestito da don Gaetano, un prete erudito e mondano, ospita un annuale «ritiro» di particolare interesse, con la partecipazione di vescovi, cardinali, politici e industriali. Presto emerge che gli esercizi spirituali servono come copertura per traffici e trattative volte a una più lucrosa spartizione del potere. Tuttavia, quando tutto sembra procedere senza intoppi, una serie di delitti inspiegabili sconvolge il piccolo universo concentrato. Sciascia inizia il racconto seguendo i canoni del «giallo», ma lo trasforma in un'opera più ricca e significativa, mantenendo una tensione esemplare. Il romanzo esplora, attraverso allusioni e ironia, la sostanza e l'arroganza del potere, la degenerazione della convivenza civile in un sistema clientelare e mafioso, e l'impossibilità di una giustizia, riflettendo sulla crisi di civiltà attuale.
Il lungo viaggio. Racconto integrale tratto da Il Mare Colore del Vino.
- 61pagine
- 3 ore di lettura
Racconto integrale tratto da Il mare colore de vino.
A ciascuno il suo
- 151pagine
- 6 ore di lettura
Il romanzo dell’oscura, crudele Sicilia. Il dramma di un investigatore lucido che, quanto più indagava, tanto più «nell’equivoco, nell’ambiguità, moralmente e sensualmente si sentiva coinvolto».
Gli Adelphi: Il Consiglio d'Egitto
- 170pagine
- 6 ore di lettura
Abdallah Mohamed ben Olman, ambasciatore del Marocco, si trova a Palermo nel dicembre 1782, per via di una tempesta che ha fatto naufragare la sua nave sulle coste siciliane. È questo il caso che fa nascere, nella mente dell’abate Vella, incaricato di mostrare all’ambasciatore le bellezze di Palermo, un disegno audacissimo: spacciare il manoscritto arabo di una qualsiasi vita del profeta, conservato nell’isola, per uno sconvolgente testo politico, Il Consiglio d’Egitto, che permetterebbe l’abolizione di tutti i privilegi feudali e potrebbe perciò valere da scintilla per un complotto rivoluzionario. Apparso nel 1963, Il Consiglio d’Egitto è in certo modo l’archetipo, e il più celebrato, fra i romanzi-apologhi di Sciascia, dove lo sfondo storico della vicenda si anima fino a diventare una scena allegorica, che in questo caso accenna alla storia tutta della Sicilia.
Gli Adelphi - 249: La scomparsa di Majorana
- 119pagine
- 5 ore di lettura
Dal 26 marzo 1938 si perdono le tracce, fra la partenza e l'arrivo in un viaggio per mare da Palermo a Napoli, del trentunenne fisico siciliano Ettore Majorana, che Fermi non esiterà a definire un genio, della statura di Galileo e di Newton. Suicidio, come gli inquirenti dell'epoca vogliono credere e lasciar credere, o volontaria fuga dal mondo e dai terribili destini che una tale mente può aver letto nel futuro – e nel futuro vicino – della scienza? Su questo interrogativo Sciascia costruisce uno dei suoi libri più belli, di un’intensità di analisi e quasi di immedesimazione nelle motivazioni non dette, nella logica e nell'etica segreta del personaggio, che sfiora l'incandescenza della verità.
Piccola Biblioteca - 279: Morte dell'Inquisitore
- 117pagine
- 5 ore di lettura
Morte dell’inquisitore (1964) occupa un luogo del tutto a parte nell’opera di Leonardo Sciascia. La ragione ne fu data dall’autore stesso: «è un libro non finito, che non finirò mai, che sono sempre tentato di riscrivere e che non riscrivo aspettando di scoprire ancora qualcosa». Un libro, dunque, fondato su un mistero non del tutto svelato, forse non del tutto svelabile. E inoltre il libro dove Sciascia ha disegnato la figura di un suo antenato ideale, l’eretico Diego La Matina («personaggio che non doveva più lasciarmi»). Il tema dell’Inquisizione, infine, rimane (e rimarrà sempre) quanto mai delicato, perché – come scrisse Sciascia stesso con memorabile efficacia – «appena si dà di tocco all’Inquisizione, molti galantuomini si sentono chiamare per nome, cognome e numero di tessera del partito cui sono iscritti». Parole che ci fanno intendere, come meglio non si potrebbe, l’attualità immediata che questo libro ha per noi e confermano un’altra annotazione di Sciascia: «Mi sono interessato all’Inquisizione poiché questa è lungi dal non esistere più nel mondo».
Il giorno della civetta
- 137pagine
- 5 ore di lettura
Il primo e il più grande fra i romanzi che raccontano la mafia.
A Palermo, verso la fine degli Anni Trenta, «un crimine atroce e folle, di cui è protagonista un personaggio vinto quanto quelli di Verga e sgradevole quanto quelli di Pirandello». La macchina giudiziaria si muove – e sin dall’inizio aleggia sul processo l’ombra della condanna a morte. In Italia «si dorme con le porte aperte»: era questa una delle più sinistre massime del regime, che molto teneva a sottolineare, in mancanza della libertà, il proprio culto dell’ordine. Ma, trasportata a Palermo, «città irredimibile», quella massima assume subito altri significati. Qui «aperte sicuramente restavano le porte della follia». E, controparte della follia, qui regna una vischiosità di rapporti che inficia ogni gesto, ogni parola. Eppure, proprio qui si profila un personaggio che rappresenta l’opposto: il «piccolo giudice» che, trovatosi fra le mani quel delicato processo dove le autorità tenevano ad applicare la pena di morte, quale prova della loro fermezza morale, testardamente si oppone, soltanto perché ha un’idea netta e precisa della Legge. In queste pagine, che vibrano di un occulto furore, Sciascia ci fa avvicinare ancora una volta, e più che mai, al cuore nero e opulento della Sicilia, scenario e humus di una vicenda che «assurge a significare la pena del vivere, lo squallore e l’indegnità di quegli anni, la negazione della giustizia».
In un tempo, come l'attuale, di dolorosi e talvolta dilaniati assilli giudiziari e processuali, forse nessun testo può risultare all'ordine del giorno meglio di queste scarne e terribili pagine della Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni. E' vero che si trattava in quel caso di sventurati innocenti. Argomento, la ricostruzione giuridico-normativa del processo svoltosi nel 1630, durante la peste che fa da tragico fondale dei Promessi sposi, contro due incolpati di "unzione". Destinata dapprima a formare un capitolo del romanzo, ne fu poi avulsa e fu pubblicata come appendice all'edizione del capolavoro del 1840.
Prendendo spunto da diversi fatti di cronaca, l'autore denuncia le aberrazioni del sistema giudiziario, anticipando con lucida intelligenza i temi dell'attuale dibattito politico.
Incontri con il cinema: Leonardo Sciascia
- 283pagine
- 10 ore di lettura
Leonardo Sciascia-Mario Dell'Arco. Il "regnicolo" e il "quarto grande". Carteggio (1949-1974)
- 207pagine
- 8 ore di lettura
Tre racconti
Il lungo viaggio - Il mare colore del vino - L'esame. Lektüre mit digitalen Extras
- 48pagine
- 2 ore di lettura
Das Buch enthält drei Erzählungen von Leornardo Sciascia, der im deutschsprachigen Raum vor allem durch seine Werke über die Mafia bekannt geworden ist. Il lungo viaggio erzählt vom Verlassen der Heimat. In Il mare colore del vino gibt ein temperamentvolles Mädchen Anlass zum Gespräch zwischen ihrer sizilianischen Familie und einem norditalienischen Ingenieur. L’esame handelt von Ursachen für Emigration und ihren Folgen.
La Vie quotidienne de la Mafia de 1950 à nos jours
- 312pagine
- 11 ore di lettura
Rare Book
Der Fall Majorana
- 122pagine
- 5 ore di lettura
Ein Sizilianer von festen Prinzipien
Tod des Inquisitors u. Der Mann mit der Sturmmaske
Leonardo Sciascia wurde 1921 in Racalmuto als Sohn eines autoritären Schwefelgrubenverwalters geboren; das Gymnasium unterforderte ihn, sowohl als Schüler als auch als Lehrer. Herauskam ein großer einer der bedeutendsten Schriftsteller, Publizisten der 2. Hälfte des 20. Jahrhunderts, ein großer europäischer Aufklä stets Sizilien und den Mikrokosmos Racalmuto als Metapher der Welt vor Augen.
Salz, Messer und Brot
- 224pagine
- 8 ore di lettura
1956 erschienen, nun erstmals auf Deutsch: eine Geschichte Siziliens, blutig, tragisch und burlesk, dargestellt von einem der größten italienischen Schriftsteller des 20. Jahrhunderts. In „Salz, Messer und Brot“ erzählt Sciascia finstere und groteske Geschichten, die alle an einem einzigen, halb fiktiven, halb realen Ort spielen. Man begreift, warum Sciascia durch dieses erste Buch schlagartig berühmt wurde. Es enthält bereits alle Qualitäten seines späteren Werks: die genaue Beobachtung einer begrenzten Wirklichkeit, die Schaffung von Figuren anhand einiger weniger Charakteristiken, die ruhige Kühnheit im Benennen himmelschreiender sozialer Zustände, die knappe, dadurch umso effektvollere Prosa.
Mein Sizilien
- 139pagine
- 5 ore di lettura
Wie kann man Sizilianer sein? Auf die alte Frage gibt es eine alte Antwort: Nur unter Schwierigkeiten. Leonardo Sciascia, selbst Sizilianer, untersucht diese Schwierigkeiten. Ob es wahr ist, dass die Sizilianer eher gerissen denn vorsichtig und zugleich so furchtsam wie verwegen seien. Ob der sizilianische Don Giovanni überhaupt Frauen im Sinn hat. Ob die Sizilianer sich je regieren ließen, und ob man das überhaupt könne. In den hier erstmals übersetzten Miniaturen gibt Sciascia kenntnisreiche Auskünfte. Er zeigt uns die unübertroffene Schönheit »seiner« Insel: Zerklüftete Küsten, verstreute Dörfer am Ätna, das hochmütige Palermo, die Orte Tomasi di Lampedusas. Und er plaudert die kleinen Geschichten innerhalb der großen Geschichten aus – wie das Schicksal jener Stadt, die Mussolini gründete, die aber Phantom blieb.
Candido, aneb, Sen sněný na Sicílii
- 168pagine
- 6 ore di lettura
Román Candido (1977) se svým titulem prezentuje jako remake Voltairova románu z roku 1759 Candide aneb o optimismu. Leonardo Sciascia tu reprízuje slavnou Voltairovu postavu: prosťáčka Candida, „divocha“ plného idealistické důvěry v náš svět jako „nejlepší z možných světů“ – důvěry, jež se v konfrontaci se skutečností postupně rozkládá.Candido, Sicilan jako Sciascia, a tedy dítě velmi specifické kulturní zóny se specifickým morálním kodexem a specifickými vzorci chování, prochází v této travestii třemi desetiletími italského poválečného vývoje a zažívá podobně jako Voltairův hrdina nekonečnou sérii rozčarování. Vyústění této pouti však není tragické: Sciasciův Candido se v závěru románu distancuje od všech ideologických mýtů a napříště se hodlá nechat unášet iracionalitou životního pohybu – tím, čemu staří Řekové říkali bios a eros – a být ve svém metafyzickém sobectví prostě šťastný.
Einmal in Sizilien
- 144pagine
- 6 ore di lettura
Wer Sizilien kennenlernen möchte, wer seinen Zauber ebenso wie seine dunkle Vergangenheit verstehen will, muss Leonardo Sciascia lesen.Archaisch ist diese Welt, schön und doch verwirrend. Selbst das gleißende Licht des Südens vermag in die dunklen Verflechtungen kaum einzudringen.Sein Leben lang hat Leonardo Sciascia wieder und wieder über seine Geburtsinsel geschrieben: über brutale Gutsherren, ausgebeutete Arbeiter in den Schwefel- und Salzminen, über habgierigen Adel, die Armut von Kindern, die um die Schulspeisung betteln, über Honoratioren, die sich immer wieder etwas Neues einfallen lassen, um die Bauern auszupressen, und deren einzige Hinterlassenschaft auf Erden die Mulde im Sessel des Clubs ist.Die faschistische Vergangenheit hat dieses Leben ebenso geprägt wie die Machenschaften der Mafia. Präzise und schnörkellos schreibt der Schullehrer Sciascia seine Beobachtungen auf – und malt dabei ein faszinierendes Bild, das uns in seinem Facettenreichtum diese Welt ein gutes Stück näherbringt.
La tante d'Amérique
- 84pagine
- 3 ore di lettura
En Sicile, à la fin de la Seconde Guerre mondiale, un jeune garçon assiste au débarquement américain dans son petit village de Catane. Mais il est surtout le témoin d’un débarquement autrement plus décisif, au sein de sa famille celui-là : celui de sa «tante dAmérique», avec son cortège de dollars et de marchandises made in USA… Mêlant avec brio la grande et la petite histoire, le récit cocasse d’une période mouvementée à travers un regard d’enfant.
Portes obertes
- 110pagine
- 4 ore di lettura
Todo modo oder das Spiel um die Macht
- 126pagine
- 5 ore di lettura
Sizilianische Verwandtschaft
- 238pagine
- 9 ore di lettura
Tote auf Bestellung. Der Tag der Eule. Tote Richter reden nicht. Mafia-Romane
- 431pagine
- 16 ore di lettura
Der Abbe als Fälscher.
- 140pagine
- 5 ore di lettura
Das Hexengericht
- 251pagine
- 9 ore di lettura
Der Ritter und der Tod
- 170pagine
- 6 ore di lettura
Mafia, Waffen, Drogen, Staat – Ein Kriminalroman in allerbester Sciascia-Manier: hochliterarisch, hochspannend und dabei ein glänzendes Porträts der sizilianischen Gesellschaft. Leonardo Sciascia war nicht nur der Erste, der überhaupt die Mafia in seinen Romanen thematisierte. Was seine Krimis so außergewöhnlich macht, ist seine intime Kenntnis des Staats und dessen Verstrickung mit dem Verbrechen, die er als Parlamentsabgeordneter gewonnen hat. Da ruft ein Mann in der Questura an und möchte den Polizeipräsidenten sprechen, da er etwas Ungeheuerliches entdeckt habe. Aber es ist Samstagabend, das Fest des heiligen Josef steht vor der Tür, da kann die Sache schon ein wenig warten – findet der Kommissar. Aber als sein untergebener Brigadiere am nächsten Tag doch auf dem Landsitz des Anrufers vorbeischaut, sitzt dieser erschossen an seinem Schreibtisch. Offenbar hat er seinem Mörder selbst die Tür geöffnet …
Das Gesetz des Schweigens
- 431pagine
- 16 ore di lettura
Die drei berühmtesten Romane (Tag der Eule, Jedem das Seine, Der Zusammenhang) des großen italienischen Autors in einem Band - beängstigend aktuell und spannend wie am ersten Tag. Die Hilflosigkeit der Gerechten und die Verstrickung auch angesehener Bürger in die Machenschaften der Mafia, ja, deren Allgegenwart im sizilianischen Leben - dies sind die Themen, die Sciascia in seinem Werk mit großer Leidenschaft verfolgt und die die thematische Klammer für diese drei Romane bilden. Europäische Tradition und aufklärerische Vernunft kennzeichnen das literarische Werk des Sizilianers Leonardo Sciascia. Frankfurter Allgemeine Zeitung
Schwarz auf Schwarz
- 293pagine
- 11 ore di lettura
Quando il libro apparve nel 1979, suscitò ampio dibattito, soprattutto per le osservazioni di Sciascia sulla realtà pubblica italiana, descritta come un paese «senza verità», dal caso del bandito Giuliano all'affare Moro. Leggendolo oggi, emerge chiaramente un'altra dimensione: Sciascia vi ha racchiuso riflessioni fondamentali sul suo approccio alla scrittura e alla letteratura. Qui, la letteratura è definita come un «sistema di “oggetti eterni”» che brillano e si eclissano alla luce della verità. Queste parole, unite a quelle che affermano che la letteratura rappresenta la forma più pura della verità, rivelano come ciò che era personale e intimo per Sciascia si intrecciasse con gli eventi della cronaca. Il libro, frutto di dieci anni di lavoro tra il 1969 e il 1979, è guidato da un imperativo di chiarezza e nettezza, risultando indispensabile per comprendere Sciascia, in particolare il suo ultimo periodo. Il titolo stesso risponde in modo parodistico alle accuse di pessimismo che lo colpirono, offrendo «la nera scrittura sulla nera pagina della realtà».
Zbierka poviedok z pera talianskeho znalca Sicílie a Sicílčanov More vínovej farby (1973; Dlhá cesta, More vínovej farby, Skúška, Džuffa, Filológia, Spoločenská hra, Otázka svedomia, Apokryfy o prípade Crowley, Wester á la cosa nostra, Proces, Eufrosina) a novela Todo modo (1974).
Italský spisovatel zachytil na pozadí detektivního příběhu morální profil společnosti v malém městě na Sicílii. Vraždy dvou vážených občanů v městečku se ujímá na svou pěst profesor na gymnasiu...
Svazek obsahuje dva romány (Egyptská rada, 1963; Todo modo, 1974), v nichž autor analyzuje společnost rodné Sicílie. První, zpracovávající autentickou historii z konce 18. století, se rozvíjí kolem bezcenného arabského kodexu, vydávaného za sbírku důležitých listin z normanské doby. Druhý román, tentokrát odehrávající se v současnosti, vypráví o podivných duchovních cvičeních kněze-kapitalisty.
Dvě povídky soudobého italského spisovatele. Obě se odehrávají na Sicílii v dobách rychle se měnící politické situace, první (Vzácní hosté, 1958) v bouřlivých letech 1848–1860 a druhá (Tetička z Ameriky, 1958) na konci druhé světové války a těsně po ní. Výsměchem stíhají politické a názorové chameleonství a vypočítavé chytračení, ať už jsou zobecněny v požitkářském baronovi anebo ke všemu ochotnému fašistovi.
Místy detektivními rysy značený příběh ze současné Sicílie, kde mafie, násilnická organizace ve službách kapitalismu a reakce, všemi silami brzdí pokrok. Vyšetřováním dvou vražd na sicilské vesnici se odhalí nejen metody a způsoby banditské činnosti mafie, ale i její spojení s nejvyššími místy, neboť stopy vedou až k členu vlády.
Todo modo oder Das Spiel um die Macht. Roman.
- 134pagine
- 5 ore di lettura
Tote Richter reden nicht. Roman
- 134pagine
- 5 ore di lettura
La obra pictórica completa de Antonello de Mesina
- 108pagine
- 4 ore di lettura
Célok és eszközök ; [Mindenkinek a magáét] ; [Majorana eltűnése]
- 344pagine
- 13 ore di lettura































































![Célok és eszközök ; [Mindenkinek a magáét] ; [Majorana eltűnése]](https://rezised-images.knhbt.cz/1920x1920/62563471.jpg)