Quando alla festa in casa Capuleti, Romeo incrocia lo sguardo della dolce Giulietta, i due ragazzi capiscono che le loro strade sono intrecciate per sempre da un intenso e profondo amore. Quello che ancora, però, non sanno è che le loro famiglie sono in lotta da sempre e il loro sentimento verrà ostacolato da tutti...
Nel mondo della letteratura, dello spettacolo, della canzone, sono pochi quelli che non si riconoscano debitori a Shakespeare. Si sa che Shakespeare scriveva con una fluidità rapida e leggera, eppure può ben insegnarci a maturare di significato l'ormai vieta espressione "T'amo". "T'amo" cessa di essere una frase per diventare il motivo della nostra vita, il canto dell'usignolo non troncato dal verso dell'allodola, il "giorno nella notte", quello in cui "finisce il mondo", che "senza peso si innalza leggero".
Alice Allevi, giovane specializzanda in medicina legale, ha imparato a resistere a molte pressioni, inclusa quella di supervisionare un'altra specializzanda, nonostante le sue difficoltà nel gestire se stessa. La sua vita sentimentale è altrettanto complessa, oscillando tra due uomini affascinanti ma opposti: Arthur, l’Innominabile, e Claudio, il carismatico medico legale. Inoltre, Alice si ritrova a collaborare segretamente con il commissario Calligaris nelle sue indagini, il quale ripone in lei una fiducia che lei stessa non ha. Durante l'estate più calda a Roma, un caso inquietante la coinvolge: il ritrovamento dello scheletro di un giovane attore scomparso anni prima, ora rivelatosi vittima di omicidio. Questo evento segna l'inizio di un'indagine complessa, in cui Alice deve confrontarsi con una serie di personaggi che, sebbene appaiano sinceri, nascondono segreti inconfessabili. Alice è consapevole che nessun segreto è eterno e che chi non riesce a controllarli rischia di esserne sopraffatto, portando a un finale tragico e crudele.
Testo inglese a fronteGrazie alla complessità e flessibilità della struttura, alla ricchezza dei toni, alla varietà dei personaggi, la commedia pulsa di una incantevole vitalità. Nella velocità straordinaria di una lingua spiritosa, ironica, frizzante, il mondo di Messina brilla per sofisticazione e varietà. Articolato e ricco è quel mondo, anche di ombre. C'è il principe e c'è il servo, il fool, il clown, il nobile, il cortigiano, il villain, il buono e il cattivo, il giusto e lo sciocco, tutti vicini, tutti insieme, nella stessa sarabanda. Molteplici le voci e i toni. E perfetto l'incastro... Tanto per fare un esempio, se è vero che c'è in commedia un carattere melanconico, come il saturnino Don John, a equilibrare la bilancia zodiacale degli umori, ecco Beatrice, nata, come lei stessa annuncia, sotto una stella ballerina. Della danza delle stelle Beatrice ripete il passo nell'allegria che sprizza da lei da tutti i pori, ma soprattutto trionfa nella lingua. I battibecchi tra lei e Benedick sono la fonte principale della vitalità comica della commedia. Dà gusto assistere all'esuberanza inventiva, all'iperbole scherzosa dei due giocolieri. Non a caso il re Carlo assegnò un nuovo titolo alla commedia: Beatrice e Benedick. Così la chiamò, assumendo a trama principale, quella che è in verità la trama secondaria.
Lear, re di Britannia ha tre figlie tra cui vorrebbe dividere il regno, ma Cordelia, la minore, viene diseredata e va sposa al re di Francia. Il regno è diviso tra Gonerilla, moglie del duca d'Albany, e Regana, moglie del duca di Cornovaglia. Le due scacciano il padre dal regno e in sua difesa giunge con l'esercito francese Cordelia che però viene catturata e uccisa per ordine di Edmondo, usurpatore della contea di Gloucester. Lear muore di dolore, Gonerilla, innamorata di Edmondo, uccide la sorella e trama l'assassinio del marito. Scoperta, si uccide e il regno della Britannia sarà del duca d'Albany.
Traduzione di Maria Antonietta Marelli. L’autore di questi versi non è il consumato professionista della scena, ma un amante ferito che apre il suo cuore per confidare le sue pene: lo struggimento del desiderio, l’amarezza del rifiuto, l’oltraggio del tradimento, il veleno della gelosia. Nei Sonetti, di cui questo volume offre una ricca selezione, Shakespeare compone un personale canzoniere in cui chiunque abbia conosciuto le gioie e i tormenti dell’amore può specchiarsi e riconoscersi. Ma da poeta qual è non rinuncia a interrogarsi sul potere dell’arte di fronte alla fugacità della vita: può la parola descrivere la Bellezza e strapparla alla furia devastatrice del Tempo? La risposta sono questi versi che da soli basterebbero ad assicurare l’immortalità al più grande drammaturgo di tutti i tempi