Poesie d'amore
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Cura e traduzione di Girolamo Mancuso, le poesie presentate esprimono l’amarezza di una solitudine incolmabile, frutto della perdita della moglie e di due figli da parte di Tagore. Il desiderio di riunirsi con i propri cari nell'Eterno genera una lirica che cerca di riprodurre una realtà ultraterrena, vista come madre e conforto, un rifugio dalla dolorosa condizione esistenziale. In un periodo segnato da conflitti, il culto di Tagore per la poesia emerge come un'alternativa di fede, per recuperare una dimensione più profonda e sentimentale dell'esistenza, concepita come amore. La sua riflessione sulla vita e sull'aldilà è intensa: «Credo che mi fermerò stupito se c’incontreremo in un’altra vita, camminando alla luce d’un mondo remoto...». Rabindranath Tagore, poeta e filosofo indiano, ha portato la spiritualità del suo Paese in Occidente. Nato nel 1861 in una famiglia nobile, trascorse tre anni in Inghilterra a sedici anni. Già celebre in India, la sua fama si diffuse in Europa nel 1913 con le traduzioni in inglese delle raccolte Gitanjali e Il Giardiniere. Riconosciuto da poeti come W. B. Yeats ed Ezra Pound, ricevette il premio Nobel per la letteratura nello stesso anno.










