Rabíndranáth Thákur Libri
- ভানুসিংহ







Cura e traduzione di Girolamo Mancuso, le poesie presentate esprimono l’amarezza di una solitudine incolmabile, frutto della perdita della moglie e di due figli da parte di Tagore. Il desiderio di riunirsi con i propri cari nell'Eterno genera una lirica che cerca di riprodurre una realtà ultraterrena, vista come madre e conforto, un rifugio dalla dolorosa condizione esistenziale. In un periodo segnato da conflitti, il culto di Tagore per la poesia emerge come un'alternativa di fede, per recuperare una dimensione più profonda e sentimentale dell'esistenza, concepita come amore. La sua riflessione sulla vita e sull'aldilà è intensa: «Credo che mi fermerò stupito se c’incontreremo in un’altra vita, camminando alla luce d’un mondo remoto...». Rabindranath Tagore, poeta e filosofo indiano, ha portato la spiritualità del suo Paese in Occidente. Nato nel 1861 in una famiglia nobile, trascorse tre anni in Inghilterra a sedici anni. Già celebre in India, la sua fama si diffuse in Europa nel 1913 con le traduzioni in inglese delle raccolte Gitanjali e Il Giardiniere. Riconosciuto da poeti come W. B. Yeats ed Ezra Pound, ricevette il premio Nobel per la letteratura nello stesso anno.
I misteri del Bengala. Storie e racconti di fantasmi
- 173pagine
- 7 ore di lettura
La lotta tra sensibilità e crudeltà, ingenuità ed erotismo, natura e spirito, donna e uomo caratterizza i racconti di Tagore, genio indiano della letteratura tra Otto e Novecento. Le sue opere non solo ritraggono le tensioni universali della grande letteratura, ma le collocano nel contesto di un’India coloniale in transizione verso la modernità. Tagore utilizza spiriti e scheletri parlanti, fantasmi umani e impalpabili, per rappresentare le contraddizioni di un’epoca. L’aura di mistero permea i suoi racconti, evidenziando come l’uomo possa rimanere prigioniero dei propri sogni; come affermava, «l’illusione è la prima apparenza della verità». Le sue storie, popolate da inquietanti creature tra vita e morte, esplorano tormenti amorosi in cui la morte non è sempre l’ultima parola. All’inizio del XX secolo, l’Occidente riconobbe Tagore come il padre nobile dell’India, conferendogli il Premio Nobel per la letteratura nel 1913. La sua opera riflette un’integrazione tra culture: induista, mussulmana e britannica. Tuttavia, dopo un iniziale successo, Tagore è stato spesso dimenticato, relegato a una dimensione spirituale e mistica. Questa recente raccolta, ora tradotta in inglese e francese, riporta alla luce la prosa originale di un maestro, la cui immaginazione si unisce a una straordinaria precisione descrittiva, raggiungendo vette del racconto contemporaneo.
Canti di offerta (Ghitàngioli)
- 178pagine
- 7 ore di lettura
La luce
- 64pagine
- 3 ore di lettura
Novelle preziose
- 292pagine
- 11 ore di lettura
Il giardiniere
- 98pagine
- 4 ore di lettura
Parma, Guanda, 1986, 8vo brossura, cop. ill. colori, pp. 141



