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Sándor Márai

    11 aprile 1900 – 21 febbraio 1989

    Sándor Márai è stato uno scrittore e giornalista ungherese celebrato per il suo stile realista preciso e chiaro. Le sue opere, prevalentemente romanzi, approfondiscono temi di nostalgia per mondi perduti e critiche ai regimi politici. La voce distintiva di Márai e la sua capacità di cogliere le complessità dell'identità dell'Europa centrale lo affermano come una figura significativa della letteratura del XX secolo, con i suoi scritti apprezzati per profondità e rilevanza duratura.

    Sándor Márai
    Sindbad torna a casa
    La sorella
    Biblioteca Adelphi - 525: Liberazione
    Biblioteca Adelphi - 358: Le braci
    Le braci
    La donna giusta
    • Dopo quarantun anni, due uomini, che da giovani sono stati inseparabili, tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l'altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null'altro contava per loro. Perché? Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare: "una forza che brucia il tessuto della vita come una radiazione maligna, ma al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione". Tutto converge verso un "duello senza spade" ma ben più crudele. Tra loro, nell'ombra il fantasma di una donna.

      Le braci
      4,0
    • Biblioteca Adelphi - 358: Le braci

      • 181pagine
      • 7 ore di lettura

      Come un Roth o uno Schnitzler allo stato incandescente: così ci appare oggi, fin dalle prime pagine, questo superbo romanzo. Ma anche, si potrebbe aggiungere, come una sequenza di scene viste attraverso l’obiettivo di Max Ophüls. Quanto all’autore, Sándor Márai fu uno di quei grandi a cui accadde, per un certo tratto della loro vita, di essere famosi e che i cataclismi politici finirono poi per relegare ai margini. Questo libro riaffiora dunque dall’oblio – con il gesto imperioso di qualcosa che non si potrà più dimenticare. Dopo quarantun anni, due uomini, che da giovani sono stati inseparabili (una di quelle amicizie maschili non meno intense del rapporto fra due gemelli monozigoti), tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l’altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null’altro contava, per loro. Perché? Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare: «una forza che brucia il tessuto della vita come una radiazione maligna, ma al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione». Tutto converge verso un «duello senza spade» – e ben più crudele. Tra loro, nell’ombra, il fantasma di una donna. E il lettore sente la tensione salire, riga dopo riga, fino all’insostenibile, mentre scorre una prosa incalzante, nitida, senza scampo. Le braci fu pubblicato per la prima volta nel 1942.

      Biblioteca Adelphi - 358: Le braci
      3,9
    • Biblioteca Adelphi - 525: Liberazione

      • 162pagine
      • 6 ore di lettura

      Dicembre 1944. L'armata rossa ha circondato Budapest. La vigilia di Natale, Erzsébet, una ragazza di venticinque anni in fuga sotto falsa identità, trova un nascondiglio per il padre, un celebre scienziato ricercato dai fascisti. Lo nasconde, insieme ad altre cinque persone, in una cantina angusta. Erzsébet scende nello scantinato del suo palazzo, dove si rifugiano anche gli abitanti dei palazzi vicini. Rimarranno lì per quattro settimane, mentre sopra di loro infuriano i combattimenti. In questo mondo sotterraneo, caratterizzato da tensioni crescenti e un'aria insopportabile, Erzsébet attende la "liberazione", convinta che l'arrivo dei russi cambierà tutto. Nella notte tra il 18 e il 19 gennaio, vede apparire il primo soldato russo, ma l'incontro non corrisponde alle sue aspettative. Con questo racconto, l'autore offre una testimonianza intensa dell'orrore vissuto dalla città durante l'assedio, bombardata dagli Alleati e colpita dai rastrellamenti. Anche quando scrive le ultime righe nel settembre del 1945, non ha più illusioni sul regime che l'armata rossa ha instaurato nel suo Paese.

      Biblioteca Adelphi - 525: Liberazione
      3,9
    • La recita di Bolzano

      • 264pagine
      • 10 ore di lettura

      «Un gentiluomo di Venezia!» si presenta alla Locanda del Cervo, con abiti stracciati e macchiati di sangue, portando solo il suo pugnale e la sua audacia: è Giacomo Casanova. Dopo la rocambolesca fuga dai Piombi, potrebbe tornare alla sua vita libertina tra le corti d’Europa, ma sorprendentemente si trattiene a Bolzano, una città che gli è «maledettamente estranea». Qui ha un appuntamento con il destino. Casanova, uomo che cerca di placare la propria sete in modi diversi, sta per incontrare l’Unica: l’unica donna che ha amato, capace di offrirgli la pienezza di vita che solo l’amore può dare. Per lei, accetterà un ingaggio bizzarro e difficile: rappresentare, in una sola notte, tutti i furori e i disinganni della passione. Tuttavia, durante la messinscena, accade qualcosa di imprevisto. Giacomo sa bene che «l’Unica rimane tale soltanto finché è ricoperta dai veli misteriosi e dai drappi segreti del desiderio e della nostalgia». Giocato tra melodramma e opera buffa, il racconto, pubblicato a Budapest nel 1940, è la terza variazione romanzesca del grande scrittore ungherese sulla passione amorosa, accanto a Braci e L’Eredità di Eszter.

      La recita di Bolzano
      3,8
    • Gli Adelphi - 305: Divorzio a Buda

      • 200pagine
      • 7 ore di lettura

      Un triangolo amoroso intessuto di passioni negate, di silenzi e di impossibili confessioni. Il romanzo che Márai scrisse pochi anni prima delle Braci e che del capolavoro a venire ha già tutta la magistrale, implacabile, bruciante esattezza.

      Gli Adelphi - 305: Divorzio a Buda
      3,7
    • Biblioteca Adelphi - 511: L'isola

      • 174pagine
      • 7 ore di lettura

      Il professor Victor Henrik Askenasi, in viaggio da Parigi verso la Grecia, si ferma a Dubrovnik (allora Ragusa) per un appuntamento con il destino. Qui cerca la risposta a una domanda che lo tormenta da tempo, la stessa che lo ha spinto a lasciare sua moglie, i suoi studi e la sua cattedra di greco antico per vivere con una ballerina russa. Sebbene la situazione sembri banale e sconveniente, Askenasi ha sempre cercato in ogni donna, compresa l'affascinante Eliz, quella risposta. Tuttavia, anche lei, con la sua sensualità e impudicizia, non è stata in grado di fornirgliela; Eliz rappresentava solo un'indicazione, non la meta. In un caldo pomeriggio di maggio, quando decide di bussare alla porta di una sconosciuta che lo ha provocato con uno sguardo, Askenasi avverte che la risposta è vicina. È giunto il momento di oltrepassare un limite, oltre il quale si cela l'oscurità del crimine e della follia, o forse la verità.

      Biblioteca Adelphi - 511: L'isola
      3,3