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La recita di Bolzano

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  • 264pagine
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«Un gentiluomo di Venezia!» si presenta alla Locanda del Cervo, con abiti stracciati e macchiati di sangue, portando solo il suo pugnale e la sua audacia: è Giacomo Casanova. Dopo la rocambolesca fuga dai Piombi, potrebbe tornare alla sua vita libertina tra le corti d’Europa, ma sorprendentemente si trattiene a Bolzano, una città che gli è «maledettamente estranea». Qui ha un appuntamento con il destino. Casanova, uomo che cerca di placare la propria sete in modi diversi, sta per incontrare l’Unica: l’unica donna che ha amato, capace di offrirgli la pienezza di vita che solo l’amore può dare. Per lei, accetterà un ingaggio bizzarro e difficile: rappresentare, in una sola notte, tutti i furori e i disinganni della passione. Tuttavia, durante la messinscena, accade qualcosa di imprevisto. Giacomo sa bene che «l’Unica rimane tale soltanto finché è ricoperta dai veli misteriosi e dai drappi segreti del desiderio e della nostalgia». Giocato tra melodramma e opera buffa, il racconto, pubblicato a Budapest nel 1940, è la terza variazione romanzesca del grande scrittore ungherese sulla passione amorosa, accanto a Braci e L’Eredità di Eszter.

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La recita di Bolzano, Sándor Márai, Marinella D'Alessandro

Lingua
Pubblicato
2000
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(In brossura)
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Titolo
La recita di Bolzano
Lingua
Italiano
Editore
Adelphi
Pubblicato
2000
Formato
In brossura
Pagine
264
ISBN10
8845915298
ISBN13
9788845915291
Serie
Prima pubblicazione
1940
Titolo originale
Vendégjáték Bolzanóban
Valutazione
3,75 su 5
Descrizione
«Un gentiluomo di Venezia!» si presenta alla Locanda del Cervo, con abiti stracciati e macchiati di sangue, portando solo il suo pugnale e la sua audacia: è Giacomo Casanova. Dopo la rocambolesca fuga dai Piombi, potrebbe tornare alla sua vita libertina tra le corti d’Europa, ma sorprendentemente si trattiene a Bolzano, una città che gli è «maledettamente estranea». Qui ha un appuntamento con il destino. Casanova, uomo che cerca di placare la propria sete in modi diversi, sta per incontrare l’Unica: l’unica donna che ha amato, capace di offrirgli la pienezza di vita che solo l’amore può dare. Per lei, accetterà un ingaggio bizzarro e difficile: rappresentare, in una sola notte, tutti i furori e i disinganni della passione. Tuttavia, durante la messinscena, accade qualcosa di imprevisto. Giacomo sa bene che «l’Unica rimane tale soltanto finché è ricoperta dai veli misteriosi e dai drappi segreti del desiderio e della nostalgia». Giocato tra melodramma e opera buffa, il racconto, pubblicato a Budapest nel 1940, è la terza variazione romanzesca del grande scrittore ungherese sulla passione amorosa, accanto a Braci e L’Eredità di Eszter.