Jack McEvoy fa il reporter di nera. La morte è il suo mestiere. Ma questa volta la morte gli porta una storia che non avrebbe mai voluto scrivere e un mistero che vuole risolvere a tutti i costi. Là fuori, in agguato, c'è un serial killer astuto e feroce, un perverso assassino, un meticoloso discepolo del male. E il suo biglietto da visita è un verso di Edgar Allan Poe.
Sulle colline di Hollywood, in fondo a una strada sterrata viene ritrovata una Rolls. Nel baule il cadavere di Tony Aliso, produttore cinematografico di quart’ordine, un uomo ambiguo la cui morte turba ben poco gli animi. Tutto fa pensare che si tratti di un delitto di mafia, le modalità dell’omicidio, la posizione del corpo, il portafogli ancora nella tasca della vittima. Ma Harry Bosch, detective della polizia di Los Angeles, sa che le apparenze spesso ingannano. Mentre la sua vita privata va in pezzi, le indagini lo costringono a spostarsi da Hollywood a Las Vegas, la grande Disneyland del deserto, tra casinò e squillo di lusso, giocatori disperati e criminali astuti, tra piste che si intrecciano e finiscono fatalmente in un vicolo cieco. Travolto da una girandola di sentimenti che gli scavano il cuore, Bosch sa che dovrà spingersi al di là di ogni evidenza, di ogni certezza...
I quattro cantoni , pubblicato nel 1952, inizia con una situazione insolita: un'affascinante sconosciuta offre 350 dollari ad Archie Goodwin, il fedele aiutante di Nero Wolfe, per poter essere ospitata presso l'abitazione del detective, senza fornire alcuna spiegazione. Si tratta in realtà di una giovane ereditiera che, come regalo di compleanno, sta per ricevere un lascito di ben otto milioni di dollari. Peccato che non riesca ad arrivare viva fino al giorno fatidico. E peccato che, quando si scopre il suo cadavere, i sospetti di omicidio si concentrino proprio su Archie. La sua unica speranza di cavarsela è quella di ricorrere al fiuto del suo infallibile principale.
Howard Elias, un importante avvocato di colore, viene trovato ucciso in una funicolare di Los Angeles alla vigilia di un processo esplosivo. Le sue invettive nei confronti della polizia cittadina, accusata di razzismo e di brutalità, gli hanno procurato un'enorme popolarità e l'odio feroce di quasi tutti gli agenti. A capo delle indagini viene messo Harry Bosch, un detective con una marcia in più. Bosch sa che i primi ad essere sospettati dell'omicidio saranno gli agenti e mentre indaga deve fare i conti con il proprio matrimonio sull'orlo del fallimento e il suicidio di un compagno di squadra.
Il Fabbricante di bambole: sceglieva le sue vittime nei quartieri malfamati di Los Angeles, le strangolava e le truccava come fossero bambole sorridenti. La polizia aveva cercato di catturarlo e, alla fine, Bosch se l'era trovato di fronte. L'uomo, disturbato nel sonno, aveva infilato una mano sotto il cuscino e Bosch gli aveva sparato, uccidendolo. Quattro anni dopo, Bosch si trova in un'aula di tribunale in un ruolo per lui insolito: quello dell'accusato nel processo per omicidio intentatogli dalla vedova. Ma quando viene informato del ritrovamento di un nuovo cadavere, quello di una bionda sepolta sotto una colata di cemento e truccata come le undici vittime del Fabbricante di bambole, non può non chiedersi se l'uomo che ha ucciso non fosse innocente.
In un motel di periferia viene rinvenuto il cadavere di un poliziotto. Si è sparato alla testa con un fucile a canna doppia e ha lasciato un biglietto d’addio. Sembra un caso semplice, ma Harry Bosch, detective della divisione Hollywood a Los Angeles, non è convinto. Calexico Moore, il presunto suicida, stava indagando sul traffico di una nuova droga, il “ghiaccio nero”, e Bosch sapeva che non aveva alcun motivo di togliersi la vita. Deciso ad andare fino in fondo, Bosch si fa mandare in Messico per continuare l’indagine iniziata da Moore. Quello che scopre sollevando la cortina dietro cui si celano le attività criminali del boss Humberto Zarrillo, il “papa” di Mexicali, è un mistero complesso, un caso che ha inizio in un tempo lontano e si porta dietro qualche scheletro di troppo. Ma Bosch non molla la presa, e, a rischio della vita, scoprirà che non sempre le cose sono quelle che sembrano e che può capitare che i colpevoli siano anche innocenti e viceversa.
Terry McCaleb lavorava per l’FBI, era considerato uno dei più bravi a tracciare i profili dei peggiori criminali, un esperto lucido e distaccato. Ma il trapianto cardiaco ha interrotto la sua carriera. Convalescente, ora è costretto a una vita tranquilla e ha un solo desiderio: restaurare la barca che era stata di suo padre, attraccata nel porto di Los Angeles. Non può correre, non può guidare, non può fare nulla. E non capisce perché quella donna salita sulla sua barca senza alcun invito sia così ostinata nel chiedere il suo aiuto. Sua sorella Gloria è stata uccisa in un minimarket di periferia, apparentemente senza alcuna ragione: nessuna ombra nel suo passato, nessuna giustificazione per un gesto tanto efferato. E per quanto i soccorsi siano giunti rapidissimi, per lei non cè stato nulla da fare. Non capisce perché proprio lui dovrebbe indagare su un caso che la polizia ha già deciso di archiviare come l’ennesima rapina finita male. Ma nonostante le sue condizioni di salute ancora precarie, non riesce a tirarsi indietro. Perché con quella donna McCaleb ben presto scopre di avere un debito di sangue.
Cassie Black ha trentadue anni: gli ultimi sei anni li ha passati in galera dopo un colpo in un casinò di Las Vegas in cui ha perso la vita Max, il suo grande amore, specializzato come lei nello svaligiare i "pollastri" delle loro vincite. Ora è in libertà vigilata e lavora. Sei anni prima ha dovuto rinunciare a sua figlia, che è stata data in adozione, ma il pensiero della bambina la perseguita e Cassie non si arrende all'idea di averla perduta. Soprattutto adesso che, con il trasferimento della famiglia adottiva, teme di vederla sparire per sempre. Cassie sa cosa deve fare, ma per farlo ha bisogno di soldi...