Friedrich Wilhelm Nietzsche Libri







"Divieni ciò che sei": questa citazione da un'ode di Pindaro ricorre con una frequenza certo non casuale negli scritti nietzschiani, esortazione dell'autore a se stesso, ai destinatari delle sue lettere, al lettore degli aforismi. Prendendo il via da una visione organica dell'uomo, che vede cioè corpo, anima e intelletto in uno stretto rapporto di influenze e dipendenze reciproche, e dalla consapevolezza dell'unicità irripetibile dell'individuo, Nietzsche definisce, quale compito primario del singolo, la realizzazione creativa della propria indole. Decisiva in tal senso è la sperimentazione concreta, atta a verificare le proprie inclinazioni, i propri bisogni fisici e spirituali, le potenzialità e risorse della propria personalità.
La gaia scienza
- 245pagine
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La gaia scienza si è imposta negli ultimi anni all'attenzione degli studiosi come l'opera fondamentale di Nietzsche. Basti pensare che tra la prima e la seconda edizione del libro, dalla struttura assai composita e stratificata, Nietzsche scrisse Cosí parlò Zarathustra e Al di là del bene e del male. Con La gaia scienza, la prima opera filosofica in cui egli ricorre allo strumento espressivo della poesia, già richiamata dall'eco provenzale del titolo, Nietzsche si presenta come filosofo compiutamente teoretico, lontano dai temi piú noti del "superuomo" e della "volontà di potenza". Associare la sapienza alla gaiezza significa infatti sottoporre a critica il concetto moderno di scienza e i suoi taciti presupposti, promuovendo un'indagine sul carattere illusorio delle pratiche e conoscenze con cui l'uomo accede al mondo. Nella sua scienza gaia e per certi versi folle, non aliena dal concetto platonico del filosofare, Nietzsche elabora una nuova gnoseologia scettica che intreccia alla critica della conoscenza il tema moderno della "morte di Dio". Il volume è corredato di un'ampia introduzione e di un apparato di commento e approfondimento.
Se tutta la vita di Nietzsche ha un aspetto voraginoso, questo vale in misura suprema per l’ultimo periodo della sua attività di scrittore. In una effervescenza creativa senza precedenti, ogni testo annuncia un passaggio irreversibile, come se ciò che egli è stato fino a quel momento si preparasse a manifestarsi in una forma nuova. E parte essenziale di questi testi, che devono essere considerati come un corpo unico, sono le ultime lettere, scritte a Torino in un crescendo di euforia prima di perdersi per sempre nel silenzio. Ogni pagina è retta dallo stesso gesto: l’irrompere di una selvaggia teatralità, il presentarsi sulla scena raccogliendo nella forma più intensa tutto il proprio essere. Fino al culmine dei numinosi «biglietti della follia», inviati ad amici e potenti della terra e firmati «Dioniso» o «il Crocifisso», dove sembra riecheggiare l’intera opera di Nietzsche – e palesarsi una pratica a cui tutto il suo precedente pensiero doveva fatalmente condurre.
«Eticità non è nient’altro (e quindi niente più!) che obbedienza ai costumi, di qualunque tipo possano essere; i costumi però sono il modo tradizionale di agire e di valutare. [...] L’uomo libero è privo di etica, perché in tutto vuol dipendere da sé e non da una tradizione». Da questa contrapposizione tra individualità e socialità prendono le mosse 575 pensieri sulla morale, sull’azione dell’uomo e sulla libertà e l’autodeterminazione del singolo. Pubblicata nel 1881, dunque dopo Umano troppo umano e prima di La gaia scienza, Aurora è un’opera composta da aforismi ora articolati e complessi, ora di fulminante e incisiva brevità. «Non esiste alcuna morale unicamente moralizzatrice e ogni eticità, affermando esclusivamente se stessa, uccide troppe forze buone e viene a costare troppo cara all’umanità.» Friedrich Nietzsche
Questo volume comprende i frammenti postumi del periodo che va dall’estate 1872 alla fine del 1874 – fase decisiva nello sviluppo del pensiero nietzscheano, segnata da rotture e bruschi mutamenti di direzione. Dopo l’impetuoso getto della Nascita della tragedia, Nietzsche prepara un secondo grande libro sul mondo greco, questa volta sulla «filosofia nell’epoca tragica». I frammenti postumi rivelano come alle linee della ricostruzione storica si mescoli fin dall’inizio un’indagine radicale sul ruolo dell’individuo conoscente rispetto alla civiltà nonché sulla genesi e i limiti della conoscenza stessa. Specialmente i frammenti del gruppo 19, fra i più rivelatori di tutti i postumi nietzscheani, mostrano la ricchezza del suo pensiero di questi mesi e insieme testimoniano di quali ampie letture scientifiche, filosofiche e linguistiche si nutrisse. L’impossibilità di portar a termine quest’opera è la grande rinuncia dello scrittore filosofico Nietzsche. Di grande importanza, inoltre, sono gli appunti che riguardano i temi delle Considerazioni inattuali, e in particolare quelli centrati sulla figura di Wagner, che permettono finalmente di capire attraverso quali sottili passaggi Nietzsche sia giunto dal «wagnerismo» all’«antiwagnerismo».
