La gaia scienza
- 245pagine
- 9 ore di lettura
Friedrich Nietzsche fu un filosofo tedesco che sfidò le fondamenta del cristianesimo e della morale tradizionale. Il suo lavoro si concentrò sul potenziamento della salute individuale e culturale, enfatizzando la vita, la creatività, il potere e le realtà del mondo che abitiamo. Centrale nella sua filosofia è l'idea dell'“affermazione della vita”, che implica un onesto esame di tutte le dottrine che prosciugano le energie vitali espansive, per quanto socialmente diffuse possano essere tali opinioni. La filosofia rivitalizzante di Nietzsche ha ispirato figure di spicco in tutti i campi culturali.







«Eticità non è nient’altro (e quindi niente più!) che obbedienza ai costumi, di qualunque tipo possano essere; i costumi però sono il modo tradizionale di agire e di valutare. [...] L’uomo libero è privo di etica, perché in tutto vuol dipendere da sé e non da una tradizione». Da questa contrapposizione tra individualità e socialità prendono le mosse 575 pensieri sulla morale, sull’azione dell’uomo e sulla libertà e l’autodeterminazione del singolo. Pubblicata nel 1881, dunque dopo Umano troppo umano e prima di La gaia scienza, Aurora è un’opera composta da aforismi ora articolati e complessi, ora di fulminante e incisiva brevità. «Non esiste alcuna morale unicamente moralizzatrice e ogni eticità, affermando esclusivamente se stessa, uccide troppe forze buone e viene a costare troppo cara all’umanità.» Friedrich Nietzsche
"Dedicato alla memoria di Voltaire nell'anniversario della sua morte avvenuta il 30 maggio 1778" volle scrivere Nietzsche sul frontespizio della prima edizione di Umano, troppo umano, quasi a sottolineare il carattere "illuministico" di questa sua opera. Scritto tra il 1876 e il 1879, il libro, nella sua forma definitiva, comprende due volumi, nel secondo dei quali Nietzsche raccolse Opinioni e detti diversi e II viandante e la sua ombra, già pubblicati separatamente. Circola in quest'opera, che rifiuta la tentazione metafisica e le sue cristallizzazioni dogmatiche di un conoscere separato dalla vita, una sorta di sottile e spregiudicata ebbrezza intellettuale che cattura il lettore per la ritmica felicità espressiva, perfettamente aderente al gusto della conquista interiore.
L'opera intende sostenere che il cosiddetto "dover essere", inteso come valoreideale, svincolato dalla realtà effettuale e dalla storia, è essenzialmenteimpostura, menzogna. In quest'opera il nichilismo dell'autore si scagliacontro una morale che si ostina a conservare in vita ciò che la storia ha giàcondannato. Pertanto la morale e il Cristianesimo sono connessi per Nietzschecon la malattia e la decadenza.
Un antico profeta persiano, che aveva visto nella lotta tra il Bene e il Male l'asse attorno a cui ruotano le umane vicende, torna in un mondo moralmente lacerato per porre riparo al suo fatale errore. Zarathustra diventa così profeta della saggezza dionisiaca, che è gioiosa accettazione della vita in ogni suo aspetto, e affronta una difficile esperienza tra gli uomini, deciso a redimerli e soprattutto a liberarli dalla morale cristiana. In un crescendo di prediche dissacratorie e parabole alla rovescia, di eccessi e furori, l'azione tragica giunge al suo culmine nell' incontro tra il protagonista e gli uomini superiori, patetiche figure di sofferenti che simboleggiano un'umanità inadeguata a comprendere la dottrina di Zarathustra e i suoi dirompenti contenuti, dalla morte di dio, al superuomo, all'eterno ritorno di tutte le cose. E nell'attesa fiduciosa di un'umanità migliore si chiude l'opera in cui Nietzsche ha più profondamente fuso saggezza filosofica e illuminazione poetica.
"Ecce homo" é la grande biografia di Federico Nietzsche, il testo con cui egli si presenta una volta per tutte al suo popolo di lettori: nell'inoltrarsi dell'autunno del 1888, egli decide di dar vita in una sola settimana al libro conclusivo della sua opera, con cui fornisce una spiegazione anche degli altri testi.