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Matteo Codignola

    Per qualcuno può essere lo spazio
    Con Chatwin
    Follia
    La versione di Barney
    Napoli '44
    La collana dei casi: Napoli '44
    • La collana dei casi: Napoli '44

      • 244pagine
      • 9 ore di lettura

      Nel 1943, il giovane ufficiale inglese Norman Lewis arriva a Napoli, trovandosi immerso in una città segnata dalla guerra, dove la prostituzione e l'inventiva per sopravvivere si intrecciano. Assegnato a funzioni di polizia, osserva quotidianamente le turbolenze e i raggiri che si celano tra i vicoli e il porto. Comprendendo l'importanza di documentare ciò che vede, Lewis utilizza la sua abilità di muoversi inosservato per esplorare una Napoli trasformata in un vasto mercato nero. Mentre i suoi colleghi elaborano piani stravaganti, lui si concentra su scene che sembrano normali, come donne che mungono capre tra le macerie, statue di santi erette per fermare l'eruzione del Vesuvio, e professionisti in miseria che impersonano aristocratici ai funerali. I suoi appunti di quel periodo si trasformano in un'opera che offre uno sguardo sobrio e preciso su una realtà incredibilmente caotica. Pubblicato nel 1978, il libro è stato definito uno dei dieci testi imprescindibili sulla seconda guerra mondiale, offrendo un'esperienza unica sia per il lettore che per l'autore.

      La collana dei casi: Napoli '44
      4,4
    • Napoli '44

      • 244pagine
      • 9 ore di lettura

      La Napoli turbolenta delle segnorine e dei militari alleati, degli sciuscià e del mercato nero, nel diario di un giovane ufficiale inglese che non sapeva ancora di essere un formidabile memorialista.

      Napoli '44
      4,3
    • La versione di Barney

      • 490pagine
      • 18 ore di lettura

      Approdato a una tarda, linguacciuta, rissosa età, Barney Panofsky impugna la penna per difendersi dall'accusa di omicidio, e da altre calunnie non meno incresciose, diffuse dal suo arcinemico Terry McIver. Così, fra quattro dita di whisky e una boccata di Montecristo, Barney ripercorre la vita allegramente dissipata e profondamente scorretta che dal quartiere ebraico di Montreal lo ha portato nella Parigi dei primi anni Cinquanta e poi di nuovo in Canada, a trasformare le idee rastrellate nella giovinezza in "sitcom" decisamente popolari e altrettanto redditizie.

      La versione di Barney
      4,3
    • Follia

      • 294pagine
      • 11 ore di lettura

      «Le storie d’amore contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni». Inghilterra, 1959. Dall’interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre, con apparente distacco, il caso clinico più perturbante che abbia incontrato nella sua carriera – la passione letale fra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra dell’ospedale, e Edgar Stark, un artista detenuto per un uxoricidio particolarmente efferato. È una vicenda cupa e tormentosa, che fin dalle prime righe esercita su di noi una malìa talmente forte da risultare quasi incomprensibile – finché lentamente non ne emergono le ragioni nascoste. Il fatto è che in questo straordinario romanzo neogotico McGrath ci scalza dalla posizione abituale, e confortevole, di lettori, chiedendoci di adottare il punto di vista molto più scabroso di chi conduce una forma singolarmente perversa di indagine: il lavoro analitico. Eppure qualcosa, forse una tensione che a poco a poco diventa insopportabile, ci avverte che i conti non tornano, e che l’inevitabile, scandalosa e beffarda verità sarà molto diversa da quella che eravamo stati costretti a immaginare.

      Follia
      4,1
    • Con Chatwin

      • 278pagine
      • 10 ore di lettura

      Un libro su Chatwin inevitabilmente si popola di personaggi eccentrici, battute memorabili e improvvise passioni per luoghi e idee. Questo ritratto, scritto da Susannah Clapp, editor, amica e confidente di Chatwin, inaugura una serie di studi biografici senza risultare rituale o agiografico. La sindrome di Stoccolma che spesso lega il biografo al suo soggetto si dissolve in un racconto diretto e privo di reverenza. Clapp sembra accendere una candid camera, mostrando Chatwin al lavoro mentre perfeziona il suo celebre stile, che ha reso "In Patagonia" una leggenda della letteratura contemporanea. Il libro esplora la sua vita attraverso incontri decisivi, bruschi addii e ritorni scenografici, riflettendo la sua esistenza frenetica. Vengono messi in luce i suoi mestieri ufficiali, come giornalista e collezionista, e le sue vocazioni meno conosciute, tra cui seduttore e cuoco. Nonostante la ricca polifonia di ricordi e gossip, Clapp riesce a mantenere intatto il mistero dello scrittore e la sua inconfondibile ossessione per uno stile che trasforma ogni azione, dall’acquisto di un taccuino alla pianificazione di un viaggio, in un «Bruce».

      Con Chatwin
      3,5
    • Per qualcuno può essere lo spazio

      • 204pagine
      • 8 ore di lettura

      Le carte, i disegni, le fotografie di Ettore Sottsass formano uno sterminato continente fisico e mentale – qualcosa come quei caotici storyboard che rendono le pareti preparatorie di alcuni registi più appassionanti del film che ne deriva, o quelle di alcuni poliziotti più interessanti della soluzione del caso. Questo libro rappresenta un inizio di esplorazione degli anni Quaranta-Cinquanta, periodo in cui Sottsass cercava una sua strada nell'unico modo che sembrava essergli congeniale: percorrerle tutte. Accompagnandolo nei primi passi, il lettore sarà sorpreso di trovare un catalogo minuzioso dei colori reperibili negli scompartimenti dei treni americani, un racconto di guerra nei Balcani, un ritratto di Spazzapan (il pittore cui Sottsass sosteneva di dovere tutto), o l'abbozzo di un manifesto artistico. Ma la sorpresa principale sarà scoprirsi, solo dopo qualche pagina, vittima per contagio della sindrome Sottsass, e del suo sintomo più prezioso: un'infinita, e indefinibile, curiosità per tutto.

      Per qualcuno può essere lo spazio