Bookbot

Luisa Nera

    La fanciulla è morta
    L'ultima corsa per Woodstock
    • L'ultima corsa per Woodstock

      • 356pagine
      • 13 ore di lettura

      Con Colin Dexter, siamo ai vertici del poliziesco, un autore di stampo classico paragonabile a Ruth Rendell e P. D. James. L'ambientazione è tipicamente inglese, con pub e sobborghi verdi, ma è intrisa di violenza e passioni sordide. La razionalità del puzzle è limpida, priva di effetti appariscenti, e l'enigma non nasce da trovate cervellotiche, ma dalle sorprese della vita quotidiana. L'umanità dei personaggi e il loro retroterra culturale emergono attraverso un filo di ironia, a volte amara e malinconica, che coinvolge i lettori. I romanzi di Dexter rappresentano un interessante rinnovamento del giallo inglese tradizionale. L’ispettore E. Morse e il sergente Lewis fanno il loro esordio in una serie che comprende più di dieci casi. La loro interazione è immediata, con Morse che chiede a Lewis se sta perdendo tempo e il sergente che risponde con nonchalance. Lewis apprende presto a considerare utili all'inchiesta le eccentricità di Morse, come i cruciverba e la passione per Wagner. L’occhio di Morse scruta la vita altrui, mentre la sua indagine su Sylvia Kaye, scomparsa e ritrovata brutalmente uccisa, si complica. Inizialmente sicuro, Morse si trova a fronteggiare trabocchetti e false piste, convincendosi che il suo "libro delle risposte" potrebbe contenere un errore.

      L'ultima corsa per Woodstock
    • La fanciulla è morta

      • 368pagine
      • 13 ore di lettura

      «Era come se a un drammaturgo inesperto fosse stata affidata una trama che prevedeva un omicidio, e quello si fosse buttato a scrivere pagine e pagine di dialoghi inappropriati, fuorvianti e a tratti contraddittori». Capita per le mani dell’ispettore capo Morse, costretto in ospedale, un libretto, Assassinio sul canale di Oxford . È una memoria, la minuziosa microstoria di un delitto avvenuto nel 1859, ricerca di una vita dell’anziano colonnello del letto vicino appena spirato che lo ha lasciato al poliziotto come ricordo. Morse legge e, dalla prosa ordinata del colonnello, apprende con ricchezza di particolari dello stupro e annegamento di Joanna Franks, un’avvenente signora in viaggio da sola lungo il canale, passeggera di una chiatta da trasporto di alcolici. L’incubo di una donna per giorni in mano a degli ubriaconi che ai tempi aveva impressionato l’opinione pubblica. Incolpati del delitto furono i tre barcaioli, due dei quali giustiziati e uno deportato dopo due accurati processi. Ma ci sono discrepanze, strani vuoti e sproporzioni che allertano i sensi annoiati dell’ispettore, che non può evitare di applicare la sua mente enigmistica a costruire trame alternative. Aiutato in questo dalle ricerche sul campo del fido agente Lewis e della affascinante bibliotecaria Christine. La soluzione finale è sorprendente e ineccepibile. Un giallo in cui niente suona gratuito, artificioso o arbitrario. La vicenda è narrata in presa diretta. Il lettore conosce il libro del colonnello insieme all’ispettore; si insospettisce di ciò che lo insospettisce; segue dall’interno le sue controdeduzioni; riconosce, nei reperti e nelle tracce che la squadra dell’ispettore riesce ancora a reperire, le stesse conferme e smentite che giungono agli occhi di Morse. Colin Dexter si conferma quale massima espressione del giallo deduttivo classico di scuola inglese. Corretto però da quella carica ironica che rende l’ispettore capo Morse una compagnia memorabilmente divertente.

      La fanciulla è morta