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Maurizio Cucchi

    Maurizio Cucchi è un poeta e critico letterario italiano la cui opera si distingue per una profonda esplorazione dell'esistenza umana e del suo posto nel mondo. I suoi versi oscillano spesso tra la riflessione personale e temi sociali più ampi, mantenendo una precisa cultura linguistica. Lo stile di Cucchi è caratterizzato dalla sua profondità intellettuale e dalla capacità di trovare bellezza sia nei momenti quotidiani sia negli aspetti più oscuri della vita. La sua opera rappresenta un contributo significativo alla poesia italiana contemporanea, fondendo tradizione e sensibilità moderna.

    L'indifferenza dell'assassino
    Poesia italiana
    Piccola biblioteca - 389: Nuovissima poesia italiana
    Almanacco dello specchio 2005
    Lo Specchio: Visioni dell'aldilà prima di Dante
    Le relazioni pericolose
    • Le relazioni pericolose

      Traduzione integrale e cura di Lucio Chiavarelli

      • 252pagine
      • 9 ore di lettura

      Clicca qui per l'edizione "Storie senza tempo". Nella memoria dei lettori Le relazioni pericolose, capolavoro assoluto e riconosciuto del romanzo epistolare, lascia tracce diverse: all'uno resta di questo grande libro un'impressione geometrica, ad altri un profumo di rose appassite, un sentore di morte e autodistruzione; c'è chi ne esalta l'ironia sostanziale e chi arriva a vederci dello Sturm und Drang o magari persino parentele con i fratelli minori di Sade. In questa complessa commedia d'inganni in cui si parla tanto d'amore, nessuno ama veramente: o meglio non si amano le persone, ma le maschere con cui esse si travestono. Le relazioni pericolose rimane per la critica unanime una delle pietre miliari di qualsiasi narrativa.

      Le relazioni pericolose
      4,1
    • Lo Specchio: Visioni dell'aldilà prima di Dante

      Testi di Bonvesin da la Riva, Giacomino da Verona, Uguccione da Lodi, Pietro da Barsegapè

      • 267pagine
      • 10 ore di lettura

      Questa raccolta di testi duecenteschi rappresenta una felice scoperta, come afferma Marco Santagata nella sua premessa. Si tratta di una doppia scoperta: una tradizione in volgare di visioni dell’aldilà e testi didattico-escatologici che precedono il poema di Dante, e una zona padana, fra Milano e Verona, la cui produzione letteraria è spesso trascurata, anche da studiosi esperti. I poemi di Bonvesin da la Riva e Giacomino da Verona, accompagnati da estratti di Uguccione da Lodi e Pietro da Barsegapè, offrono risultati letterari di grande valore. Questi testi si distinguono per l'energia morale e la tensione che li caratterizzano, elementi che continueranno a influenzare la cultura letteraria settentrionale nei secoli successivi. Inoltre, si inseriscono in un contesto di visioni e viaggi oltretomba specifici dell’epoca, che troveranno la loro espressione più alta nella Commedia di Dante. La forza espressiva e la concretezza dei versi di questi autori emergono in modo potente. L'opera è presentata con testo a fronte e traduzione in versi italiani da quattro poeti contemporanei, Maurizio Cucchi, Mary Barbara Tolusso, Giorgio Prestinoni e Fabrizio Bernini, che si impegnano a ricreare lo spirito e i valori di questi lontani maestri.

      Lo Specchio: Visioni dell'aldilà prima di Dante
    • L'indifferenza dell'assassino

      • 160pagine
      • 6 ore di lettura

      Maurizio Cucchi si imbatte nel protagonista di questo libro mentre un giorno passeggia in via Nerino, nel cuore antico di Milano. Davanti alle sue scarpe vede una specie di un budello talmente angusto da essere chiamato, in altri tempi, Stretta. Incuriosito dalla bellezza sinistra del vicolo, viene a sapere che lì aveva il suo "laboratorio" - uno stanzino da fiaba dell'orrore il famigerato Antonio Boggia, molto noto nell'Italia appena unita per i suoi efferati delitti. Uno strano destino, a cui inizialmente l'autore cerca di sfuggire, lo spinge sulle tracce dello un serial killer, il primo della storia italiana, che otteneva la fiducia delle sue vittime e poi le uccideva per incamerare i loro beni. Ma quel destino, man mano ci si addentra nelle pagine del romanzo, appare tutt'altro che strano. Ridando vita alla vicenda del Boggia, Maurizio Cucchi compie una nuova "traversata" dentro una mente criminale, oltre che nella Milano tante volte descritta nei suoi versi e nelle sue prose. E il suo viaggio narrativo diventa l'occasione per riflettere sulla "disumanità dell'umano" e insieme su un secolo, l'Ottocento, che del nostro mondo è il confine e l'origine.

      L'indifferenza dell'assassino