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Nicola Rainò

    Gli Iperborei - 189: L'allegra apocalisse
    Homo ridens. La dimensione comica dell'esperienza umana
    Via della Trincea
    • La Terra non ci sopporta più. E basta un'enorme sbronza collettiva a New York per i festeggiamenti del nuovo Millennio e uno sciopero dei netturbini di Manhattan a scatenare una disastrosa catastrofe ecologica. Ah, mondo infame! Sarà arrivata l'Apocalisse? Parigi è finita sotto sei metri d'acqua e i pesci si aggirano per le strade e i caffè di Montparnasse, a San Pietroburgo esplode una centrale nucleare, nel mondo stravolto si scatena la Terza guerra mondiale, mancano le fonti di energia e l'economia globale è crollata. Ma in mezzo ai boschi del Kainuu, nella Finlandia centrale, Asser Toropainen, un vecchio comunista "grande bruciachiese", in punto di morte ha destinato tutti i suoi beni per costruire un tempio. E tutt'attorno quest'improbabile santuario è cresciuta una comunità silvestre di gente laboriosa e gaudente che vive di caccia pesca e giardinaggio, in autarchia e prosperità, indifferente alla catastrofe universale. Un gruppo di strampalati personaggi paasilinniani tanto geniali quanto testardi, che naviga in mezzo ai marosi di un pianeta che va in malora con l'incoscienza di un'Utopia senza tempo. Paasilinna immagina un passato e un futuro nemmeno così lontani, contemplando la vanità delle ideologie e del consumismo, e le farneticazioni della nostra civiltà inutilmente complicata. E se l'Apocalisse deve venire, che venga pure. Paasilinna non è certo il tipo da farsene un problema.

      Gli Iperborei - 189: L'allegra apocalisse2010
    • Via della Trincea

      • 366pagine
      • 13 ore di lettura

      «Nella mia guerra di morti ce ne sono stati parecchi, ma dato il suo carattere confidenziale non è possibile conoscerne la cifra esatta. Meglio parlare di caduti: caduti sul bordo della strada, sul pavimento delle birrerie, davanti alle macchinette mangiasoldi, nei consultori familiari…» Matti Virtanen, ex rockettaro ribelle degli anni Settanta, ha affrontato la sua guerra: la Guerra di Liberazione delle Donne. Da vent’anni si dedica con devozione alla cura della famiglia, assorbendo le frustrazioni da casalinga. Ma un giorno, nella routine quotidiana, una richiesta di troppo di Helena provoca una reazione inaspettata: un pugno che cambia tutto. Abbandonato e derelitto, Matti capisce che i “reduci del fronte domestico” possono trovare salvezza solo nella Casa. Diventare proprietario di una vera casa con giardino, una delle villette di via della Trincea destinate ai reduci della Grande guerra, è l’unico modo per riconquistare la famiglia e l’amore. Con personaggi paasilinniani e un’analisi dell’economia di mercato come lavori forzati, l’autore presenta una commedia ironica, commovente e amara della vita contemporanea. Un romanzo di culto in Finlandia che ha influenzato il mercato immobiliare, dimostrando il potere di un libro.

      Via della Trincea2009
      4,0
    • La dimensione comica evoca un mondo distinto da quello ordinario, operante secondo regole diverse. Il comico rappresenta una sospensione della quotidianità, aprendo squarci verso una realtà trascendente. L'autore, incoraggiato da suo padre, un appassionato raccontatore di barzellette, si sente spinto a scrivere questo libro. Si scusa con i librai, immaginando le loro angosce nel decidere dove collocarlo: umorismo, religione o sociologia? La parte sulla comicità ebraica potrebbe suggerire la sezione Ebraismo, mentre la difesa di Oscar Wilde potrebbe far pensare alla sezione Omosessualità. La tesi centrale è che il comico rappresenta una sospensione della quotidianità, suggerendo che se esiste un paradiso, deve essere un luogo dove si ride, dove approdano coloro che scampano all'inferno della mancanza di humour e al purgatorio della seriosità. Solo un "grande vecchio" poteva scrivere un'opera del genere, e l'autore si sente vicino alla soglia della senilità. Tuttavia, ci invita a immaginarlo come un luterano-zen, ispirato da giovanile curiosità, amante delle barzellette yiddish, del cabaret e del sorriso di Buddha.

      Homo ridens. La dimensione comica dell'esperienza umana1999