Mauro Martini Ordine dei libri (cronologico)
Mauro Martini è un autore profondamente immerso nella letteratura russa dell'era post-sovietica. La sua opera indaga le trasformazioni culturali e i mutamenti letterari che hanno plasmato la Russia dopo il crollo dell'URSS. Le analisi di Martini illuminano l'evoluzione in corso dei paesaggi letterari russi, esplorando in particolare la poesia contemporanea. I suoi scritti offrono ai lettori prospettive illuminanti su un ambiente letterario complesso e dinamico.




Anna Karenina
- 1107pagine
- 39 ore di lettura
“Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice lo è a modo proprio” “Qual è il vero peccato di Anna, quello che non si può perdonare e che la fa consegnare alla vendetta divina? È la sua prorompente vitalità, che cogliamo in lei fin dal primo momento, da quando è appena scesa dal treno di Pietroburgo, il suo bisogno d’amore, che è anche inevitabilmente repressa sensualità; è questo il suo vero, imperdonabile peccato. Una scoperta allusione alla sotterranea presenza nel suo inconscio della propria colpevolezza è il sogno, minaccioso come un incubo che ritorna spesso nel sonno o nelle veglie angosciose, del vecchio contadino che rovista in un sacco borbottando, con l’erre moscia, certe sconnesse parole in francese: Il faut le battre le fer, le broyer, le pétrir [...]. Il ferro che il vecchio contadino vuole battere, frantumare, lavorare, cioè distruggere, è la stessa vitalità, il desiderio sessuale, l’amore colpevole e scandaloso di Anna; e così essa lo sente e lo intende come la colpa che la condanna[...]. Ed è quel vecchio a farle improvvisamente comprendere cosa deve fare: distruggere quella vitalità, e cioè distruggere se stessa per espiare la sua colpa.” Dalla Postfazione di Gianlorenzo Pacini
Einaudi Tascabili - 1075: Capolavori
- 289pagine
- 11 ore di lettura
In un unico volume i quattro testi piú importanti e conosciuti di Cechov: Il gabbiano, Zio Vanja, Tre sorelle e Il giardino dei ciliegi. L'attenzione per il dettaglio psicologico, la capillare ricostruzione delle atmosfere, l'attesa di un qualcosa che pare ineluttabile, mentre i personaggi si dissolvono nei loro stati d'animo e il mondo intraprende un cambiamento definitivo, accomunano le quattro pièces.
Sullo sfondo di una Russia attraversata dalla rivolta del cosacco Emel'jan Pugacëv, Puskin, seguendo le vicende del contrastato amore tra Pètr Grinëv e Masa Mironova, conntinua, portandola a compimento, la propria tormentosa interrogazione sul potere russo iniziata con la tragedia Boris Godunov. Pur ricco di puntuali riferimenti alla storia russa, "La figlia del capitano" non può essere sbrigativamente etichettato come "romanzo storico", tanto più se paragonato alla "Storia di Pugacëv", più fortemente basata su una ricca messe di materiali documentari e di testimonianze. La tensione narrativa, la ricchezza stilistica, la decisa capacità di coinvolgere il lettore fanno de "La figlia del capitano" e della "Storia di Pugacëv" due opere godibili che riformulano i grandi temi dello spirito russo restituendone intatto il forte impatto letterario.