The book offers a unique perspective on Ernest Hemingway's role as a father through a collection of letters exchanged with his son Patrick over two decades. It provides intimate insights into their relationship, showcasing Hemingway's thoughts, emotions, and parenting style, revealing a more personal side of the renowned author.
Unikátna publikácia vás prevedie životom slávneho amerického spisovateľa Ernesta Hemingwaya prostredníctvom dokumentov, fotografií a artefaktov, ktoré po sebe zanechal a ktoré sa stali zbierkovými predmetmi vďaka jeho synovi a vnukovi. Pre mnohých je Hemingway skôr mýtus než človek z mäsa a kostí. Bol vojakom, športovcom, vášnivým milencom a vynikajúcim spisovateľom, no aký bol jeho ozajstný život? Ako vyzeral ako usmiate dieťa či mladý muž v uniforme? Čo písal v osobných listoch a čo si poznamenával na cestovných lístkoch? Kniha odpovedá na tieto a ďalšie otázky, pričom zostavil ju správca Hemingwayovej pozostalosti Michael Katakis. Obsahuje predhovor jeho syna Patricka a doslov vnuka Seána, pričom rozpráva o živote velikána svetovej literatúry prostredníctvom predmetov, momentov a myšlienok, ktoré ho formovali. Ponúka vyše štyristo pôsobivých artefaktov, vrátane fotografií a úprimných listov, a vytvára doteraz nevídaný portrét geniálneho spisovateľa.
I temi della guerra, dell'amore e della morte, che per diversi aspetti sono alla base di tutta l'opera di Hemingway, trovano in Addio alle armi uno spazio e un'articolazione particolari. E' la vicenda stessa a stimolare emozioni e sentimenti collegati agli incanti, ma anche alle estreme precarietà dell'esistenza, alla rivolta contro la violenza e il sangue ingiustamente versato. La diserzione del giovane ufficiale americano conducente di autoambulanza, durante la ritirata di Caporetto, da atto apparentemente "inconsulto" viene rivelandosi, col ricongiungimento tra il protagonista e la donna della quale è innamorato, una condanna di quanto di inumano appartiene alla guerra. Ma anche l'amore, in questa vicenda segnata da una tragica sconfitta della felicità, rimane un'aspirazione che l'uomo insegue disperatamente, prigioniero di forze misteriose contro le quali sembra inutile lottare.
Pubblicato nel 1926, Fiesta è il libro che ha consacrato il suo autore ventisettenne tra i più importanti scrittori americani di quella che Gertrude Stein definì la "generazione perduta". Basato su una materia ampiamente autobiografica, il romanzo narra le vicende di un gruppo cosmopolita di giovani espatriati, con le loro burrascose inquietudini esistenziali e sentimentali. Tra notti insonni trascorse a discutere e sbronzarsi nei caffè di Montparnasse o nelle arene di Pamplona, i protagonisti ricercano incessantemente emozioni e sensazioni sempre più forti, che li stordiscano e allontanino quel senso del nulla così incombente sulla generazione di Hemingway nel periodo tra le due guerre. In queste pagine lo scrittore raggiunge uno stile già maturo, calibratissimo tra cronaca e poesia, asciutto, essenziale, con dialoghi esemplari per incisività ed eleganza, grazie al quale riesce a mettere a nudo l'anima dei suoi personaggi e a infondere loro la vita. Un'edizione con copertina alternativa per questo ISBN può essere trovata qui .
A cento anni dalla nascita di Hemingway, emerge un "romanzo autobiografico" inedito, scritto tra il 1954 e il 1956, dopo un safari di cinque mesi in Kenia. Conservato per anni nell'archivio della Kennedy Library di Boston, è stato recuperato dal figlio Patrick, che ha curato l'edizione. I lettori ritroveranno le atmosfere dei capolavori di Hemingway, da Verdi colline d'Africa a Le nevi del Kilimangiaro. Con uno stile limpido ed essenziale, l'autore descrive lunghi tramonti africani, leoni ruggenti, e il vento che agita le tende. Racconta la sua passione per il paesaggio, l'emozione della caccia e i rituali del safari, trasmettendo la sua fascinazione per l'Africa e la sua cultura. La narrazione inizia con il leggendario cacciatore Pop, amico di Hemingway, costretto a lasciare il campo, lasciando "Papa" a gestirlo in un clima di tensione. La vita prosegue tra battute di caccia e le insistenze di Miss Mary, la moglie di Hemingway, desiderosa di uccidere un leone. Si fa strada anche la figura di una giovane wakamba, bella e audace, che aspira a diventare la seconda moglie di "Papa". Intorno a loro, un coro di uomini del safari, leali e disincantati, riflette sulle differenze culturali. Hemingway si muove con disinvoltura tra queste due realtà, raccontando le sue esperienze e riflettendo sull'arte della scrittura, offrendo un autoritratto di grande importanza per comprendere il suo genio.