Nell'Antologia di Spoon River E. L. Masters richiama alla vita, con grande limpidità espressiva, i personaggi di una città di fantasmi che sembrano giacere ormai quieti dietro le lapidi di un erboso cimitero del Midwest. Ognuno racconta la sua storia e dà voce agli intrighi, alle ipocrisie e ai tormenti di un'esistenza repressa nelle abitudini e nel conformismo. Ne risulta un indimenticabile atto d'accusa contro lo stile di vita dell'America provinciale e puritana che ha il timbro crudo di una voce tagliente, che si consegna al tempo
Letizia Ciotti Miller Libri


Solo nella grande vecchia casa di campagna, l'ebreo Moses Elkanah Herzog (alter ego dell'autore) scrive febbrilmente lettere su lettere agli amici, alla famiglia, persino a morti illustri: a tutti pone quesiti sull'esistenza. Personaggio quanto mai contradditorio, portavoce delle inquietudini intellettuali dell'americano dopo Kennedy, egli non ha la risposta al mistero della vita; spoglio di ogni romantica illusione, Herzog è un umiliato che va fiero della propria umiliazione, e nel disastro delle sua vita si sente tuttavia fiducioso.