Luglio 1944. Martin Bora, il colto, aristocratico e malinconico ufficiale della Wehrmacht, viene convocato a Berlino per indagare sull’assassinio di un sedicente mago; sullo sfondo l’operazione Valkiria, il fallito complotto contro Hitler.
Martin Bora, investigatore per i servizi segreti della Wehrmacht, si trova a Mosca, a poche settimane dall'attacco di Hitler alla Russia. Incaricato di una strana missione da Beria, deve recarsi a Creta per procurare sessanta bottiglie di vino cretese. Tuttavia, all'arrivo nell'isola, segnata da un recente bagno di sangue, si trova di fronte a un compito ben diverso: indagare sul massacro di una famiglia di civili, apparentemente uccisi da paracadutisti tedeschi. I servizi vogliono chiarire la situazione non solo per scagionare i soldati accusati di crimini di guerra, ma anche per evitare un incidente diplomatico e prevenire l'intervento della Croce Rossa. La vittima principale è un residente svizzero, esperto di antichità e membro dell’Ahnenerbe, la società di Himmler dedicata alla ricerca sulla razza ariana. Bora si addentra in un'indagine complessa, esplorando piste di spionaggio, vendetta tra caporioni del regime e misteri legati al nazismo magico. La sua battaglia interiore tra il dovere e la repulsione verso il nazismo rispecchia il conflitto di molti ufficiali tedeschi. In questo contesto storico e politico, si sviluppa un dramma esistenziale che ritrae un eroe nobile e delicato, circondato dalla morte e dalla tragedia.