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Elena Ferrante

    5 aprile 1943

    Questa romanziera italiana, che scrive sotto pseudonimo, esplora le complessità delle relazioni umane e delle strutture sociali all'interno delle sue narrazioni. La sua prosa è celebrata per la sua cruda onestà e la sua penetrante profondità psicologica, che attira i lettori nei mondi intimi dei suoi personaggi. Ferrante esplora magistralmente temi come l'identità, l'amicizia e il profondo impatto dell'ambiente sulla formazione del carattere. Le sue distintive esplorazioni letterarie di queste preoccupazioni universali hanno consolidato la sua posizione come una voce letteraria contemporanea di rilievo.

    I giorni dell'abbandono
    Frantumaglia
    L'amica geniale 1
    Storia del nuovo cognome
    Storia di chi fugge e di chi resta (L'Amica Geniale - Volume Terzo)
    Storia della bambina perduta (L'Amica Geniale, Volume Quarto e Ultimo)
    • Capitolo conclusivo della fortunatissima tetralogia L’amica geniale. Con Napoli i conti non sono mai chiusi ed Elena, scrittrice ormai affermata, torna a vivere nella città da cui era fuggita. Qui ritrova Lila, diventata imprenditrice informatica, e la loro amicizia torna quella di un tempo, linfa vitale e pungolo feroce. Una scrittura vicina alla vita, avvincente, che commuove e toglie il fiato.

      Storia della bambina perduta (L'Amica Geniale, Volume Quarto e Ultimo)
    • Carico di speranze e tensioni, arriva il vento degli anni Settanta che ogni cosa scompagina. Elena, laureata alla Normale di Pisa, pubblica un fortunato romanzo che segna il suo ingresso nell’ambiente colto e intellettuale. Lila, lasciato il marito, si ammazza di lavoro in una fabbrica di salumi alla periferia di Napoli. Anche se lontane, le due amiche nelle loro battaglie quotidiane continuano a specchiarsi l'una nell'altra, unite da un legame forte e ambivalente. Terza parte della tetralogia "L’amica geniale" di Elena Ferrante.

      Storia di chi fugge e di chi resta (L'Amica Geniale - Volume Terzo)
    • ±Capii che ero arrivata fin là piena di superbia e mi resi conto che - in buona fede certo, con affetto - avevo fatto tutto quel viaggio soprattutto per mostrarle ciò che lei aveva perso e ciò che io avevo vinto. Lei naturalmente se ne era accorta fin dal momento in cui le ero comparsa davanti e ora stava reagendo spiegandomi di fatto che non avevo vinto niente, che al mondo non c'era alcunché da vincere, che la sua vita era piena di avventure diverse e scriteriate proprio quanto la mia, e che il tempo semplicemente scivolava via senza alcun senso, ed era bello solo vedersi ogni tanto per sentire il suono folle del cervello dell'una echeggiare dentro il suono folle del cervello dell'altra?. Ecco Storia del nuovo cognome, secondo romanzo del ciclo dell'Amica geniale. Cominciate a leggere e la scrittura vi catturerà. Ritroverete subito Lila ed Elena, il loro rapporto di amore e odio, l'intreccio inestricabile di dipendenza e volontà di autoaffermazione. -- From publisher's website.

      Storia del nuovo cognome
    • L'amica geniale 1

      • 327pagine
      • 12 ore di lettura

      Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L'autrice scava nella natura complessa dell'amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l'Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l'andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l'autrice ci ha abituati. Si tratta di quel genere di libro che non finisce. O, per dire meglio, l'autrice porta compiutamente a termine in questo primo romanzo la narrazione dell'infanzia e dell'adolescenza di Lila e di Elena, ma ci lascia sulla soglia di nuovi grandi mutamenti che stanno per sconvolgere le loro vite e il loro intensissimo rapporto.

      L'amica geniale 1
    • I giorni dell'abbandono

      • 213pagine
      • 8 ore di lettura

      Una donna ancora giovane, serena e appagata viene abbandonata all'improvviso dal marito e precipita in un gorgo scuro e antico. Rimasta con i due figli e il cane, profondamente segnata dal dolore e dall'umiliazione, Olga, dalla tranquilla Torino dove si è trasferita da qualche anno, è risucchiata tra i fantasmi della sua infanzia napoletana, che si impossessano del presente e la chiudono in una alienata e intermittente percezione di sé. Comincia così una caduta rovinosa.

      I giorni dell'abbandono
    • L'invenzione occasionale è composta da cinquantuno frammenti eterogenei di esperienze e di poetica, di intuizioni e di autobiografia. I titoli dei brevi testi modellano una mappa in movimento, definita di volta in volta dall'occhio del lettore. Attraversando soglie e frontiere diverse, rovesciando le stesse pertinenze di alto e basso, ogni tessera apre varchi tra contesti lontani, devia dal solco per meglio segnarne la traccia. Ed ecco che il racconto dell'insonnia porta all'urgenza di scrivere, i puntini sospensivi alla viltà, l'attrazione per un attore all'autonomia dell'opera d'arte, il trauma dei traslochi all'emancipazione delle donne, le piante alla smarginatura. La scrittura si definisce così come uno strumento paradossale, che afferma perentoriamente proprio quando sembra negare e divagare. Per incidere le apparenze dello stereotipo, per recuperare il vero occultato sotto la patina del verosimile, entra in scena un punto di vista nomade, al tempo stesso vicino e lontano dalla nostra vita quotidiana. Scavare, andare in profondità sotto questa superficie significa, in particolare, ripensare l'immaginario femminile come uno splendido graffito ancora parzialmente sepolto. Oltre il denso strato dell'immaginario neo-patriarcale, della retorica dell'emancipazione o dei buoni sentimenti: da lì si sprigiona L'invenzione occasionale.

      L'invenzione occasionale
    • La figlia oscura

      • 145pagine
      • 6 ore di lettura

      Dopo lo straordinario successo mondiale dei "Giorni dell’abbandono", Elena Ferrante scava, con un racconto avvincente, nei sentimenti contraddittori che ci legano oggi ai nostri figli. Leda è un’insegnante, divorziata da tempo, tutta dedita alle figlie e al lavoro. Ma le due ragazze partono per raggiungere il padre in Canada. Ci si aspetterebbe un dolore, un periodo di malinconia. Invece la donna, con imbarazzo, si sente come liberata e la vita le diventa più leggera. Decide di prendersi una vacanza al mare in un paesino del sud. Ma, dopo i primi giorni quieti e concentrati, l’incontro con alcuni personaggi di una famiglia poco rassicurante scatena una serie di eventi allarmanti. Con questo romanzo feroce e commovente Elena Ferrante racconta una nuova vicenda di donna, quotidiana e che tuttavia toglie il respiro.

      La figlia oscura
    • Anni '70, Giovanna ha 13 anni. Pensa di vivere in una famiglia ideale, ma si scontra brutalmente proprio con le bugie dei suoi adulti di riferimento. Ne viene destabilizzata, inizia ad andare male a scuola, a frequentare amicizie discutibili ma soprattutto a paragonare se stessa alla zia Vittoria, bandita dalla famiglia

      La vita bugiarda degli adulti
    • Sullo sfondo di una Napoli dalle atmosfere grevi e soffocanti il viaggio di Delia all'interno di se stessa e del suo passato, nel tentativo di capire i motivi che hanno portato la madre a una morte misteriosa. I ricordi si aprono in un confronto con la figura della madre mai capita fino in fondo, amata e odiata a un tempo. Passato e presente si intrecciano e si confondono mentre Delia si sorprende a scoprire nuovi aspetti della sua personalità e di quella di sua madre. E finalmente i vuoti si riempiono, lasciando un senso di pacificazione. Un libro che scava nel rapporto madre-figlia senza nessuna indulgenza, con un linguaggio lucido e scarno che proprio per questo è ancora più incisivo e intenso. Un thriller "domestico" amaro e pieno di umanità.

      L'amore molesto