Ubar, l'Atlantide del deserto
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Ubar, altrimenti detta l'«Atlantide del deserto», fu la più favolosa tra le città dell'Arabia antica, ricordata con il nome di Iram dal Corano per la grandiosità e la superbia dei suoi abitanti. Per questo le toccò la stessa fine di Sodoma e Gomorra. Nel corso dei secoli molti tentarono di riportarla in luce fino a quando, negli anni Ottanta, Nicholas Clapp, in una serie di manoscritti, scoprì che dal 1460 tutti i suoi predecessori erano stati fuorviati dall'errore di un amanuense che, nel copiare la mappa tolemaica, aveva confuso l'87° di latitudine con il 78°. Si aprì così una nuova ricerca che, con l'aiuto della tecnologia moderna, portò una squadra di archeologi, geologi e scienziati spaziali alla scoperta, dopo una lunga serie di vicissitudini, di una straordinaria città fortificata in cui furono rinvenuti manufatti risalenti a 4000 anni fa. La notizia fece il giro del mondo, la città era davvero Ubar e in questo libro l'autore ci parla dell'entusiasmante avventura di una scoperta incredibile, delle sue speranze, delle sue delusioni e del successo finale.




