La prigioniera del silenzio
- 427pagine
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Dalle prime pagine, la perfetta ricostruzione storica del periodo trasporta il lettore nella Venezia del mille trecento, con mobilia, abiti e oggetti di uso comune che riemergono attraverso vocaboli dimenticati. Il tessuto urbanistico si dispiega con la toponomastica dell'epoca, suscitando meraviglia e curiosità sulle fonti dell'autrice, parzialmente svelate nella postfazione. Tuttavia, la dettagliata rievocazione storica, sebbene affascinante, non basta a costruire un romanzo; è necessario un intreccio. La vicenda si sviluppa tra il 1327 e il 1348, raccontando la storia di due madri costrette a rinunciare ai propri figli a causa di gravidanze indesiderate. Le loro peripezie si svolgono in una società dominata dagli uomini, simile in molti aspetti a quella attuale, con cupidigia e desiderio di potere che persistono nel tempo. Gli eventi drammatici del 1348, tra cui un terremoto, un maremoto e un'epidemia di peste, sconvolgono la vita delle protagoniste. Giulia e Nicoleta affrontano le macerie reali e quelle delle loro esistenze, scoprendo che il sentimento materno supera le convenzioni e le regole imposte. Una prosa brillante e una trama avvincente rendono questa lettura davvero notevole.











