«L'importanza che Benjamin attribuiva a L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica (e da ciò l'esigenza di una edizione come questa, che finalmente permettesse di comprendere nel loro insieme la sua genesi e tutte le sue "varianti") risulta evidente dalla nota lettera a Kraft del dicembre del 1935: egli afferma con enfasi di ritenere di avervi fissato la cifra dell'"ora del destino" che è scoccata per l'arte. Non può trattarsi, quindi, di una semplice fenomenologia delle piú recenti tendenze, né dell'apprezzamento del loro carattere rivoluzionario rispetto alla espressione artistica tradizionale, e neppure di una teoria delle nuove Muse: fotografia e cinema. L'ambizione è incomparabilmente maggiore: si tratta di comprendere la crisi del fatto artistico, dell'arte in quanto tale, di una filosofia della crisi dell'arte, destinata, per ciò stesso, ad assumere i toni di una vera e propria filosofia della storia».
J. A. James Amery Underwood Libri


Il 14 agosto 1912 Franz Kafka affida a un editore di Lipsia i diciotto testi intitolati "Betrachtung". Costituiranno il suo primo libro, che dedicherà a Max Brod. Stupore, irritazione, ammirazione furono le reazioni suscitate all'epoca da questa pubblicazione. Sono vere e proprie miniature poetiche che mettono in risalto l'aspetto precursore dell'opera di Kafka. Vi si trovano riuniti, in un'atmosfera di libertà sperimentale, tutti i modelli e i temi narrativi presenti nei maggiori libri dell'autore. In una lettera a Felice Bauer del 29 dicembre 1912 Frank Kafka scrive a proposito di "Meditazione": "C'è invero un deplorevole disordine, o meglio, ci sono lampi di luce in una confusione infinita e bisogna veramente guardare molto da vicino per vederci qualcosa"