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Tiziano Scarpa

    16 maggio 1963
    Le cose fondamentali
    Cosa voglio da te
    Cos'è questo fracasso? Alfabeto e intemperanze
    Venezia e un pesce
    Collezione Atlantica: Batticuore fuorilegge
    Pene d'amore. Sette racconti erotici
    • Pene d'amore. Sette racconti erotici

      • 212pagine
      • 8 ore di lettura

      Da oltre un decennio pare quasi che la letteratura erotica debba essere "naturalmente" declinata al femminile. Quasi che l'emancipazione della donna implichi l'esposizione continua del suo corpo agli sguardi altrui. Cioè degli uomini. Quella che quindi al suo sorgere sembrava una letteratura di liberazione, oggi appare un genere fin troppo codificato. Se da una parte un terreno di narrazione si è trasformato in un ghetto, dall'altra appare sempre più come un enorme rimosso. Quello del corpo maschile. Gli scrittori disertano la narrazione erotica, forse non solo per pudicizia, ma per strategia. Mettere il cuore e il corpo a nudo significa esporsi agli sguardi pubblici, dimostrare le debolezze. Ma la gestione del sé pubblico è una strategia di potere, e il potere vuole essere saldamente maschile. Questa antologia cerca di rimettere in gioco una scrittura, quella maschile, che ha disertato l'eros, dando voce a chi non ha, colpevolmente, voluto parlare da troppo tempo: il sesso maschio.

      Pene d'amore. Sette racconti erotici
      3,7
    • Un mondo dominato dalle regole del profitto e dalla banalizzazione quotidiana della cultura e del pensiero, e uno scrittore che, dal chiuso del suo studio o nelle esibizioni pubbliche cui viene chiamato, tenta di affrontarlo, descriverlo, ridisegnarlo. Questo il tema portante del libro-diario nel quale Tiziano Scarpa guida per mano il lettore dentro il suo laboratorio, offrendogli i frutti del suo percorso creativo negli ultimi due anni: racconti e apologhi, invettive, satira, poesie.

      Collezione Atlantica: Batticuore fuorilegge
      3,0
    • Venezia è uno strano modo di stare al mondo, ancora prima di essere una città anomala ed enigmatica. Questa realtà urbanistica così bizzarra è in verità una strategia per inventare da capo l’esistenza. Per capirla si deve toccarla, annusarla, sentirla con tutti gli organi. Ciascun organo del corpo e dell’anima la vive secondo la sua attitudine, ne è abbagliato, contrariato, disorientato o assuefatto. Bisogna ascoltarli tutti. A vent’anni dalla prima edizione, questo classico si rinnova, perché nel frattempo nuovi tragitti dei sensi sono divenuti possibili. Dai livelli eccezionali dell’acqua alta che ha sommerso quasi tutta la superficie della città all’acqua deserta e trasparente della quarantena, qualcosa si è trasformato ed esistono itinerari fisici, spirituali ed emotivi ancora da scoprire. Tiziano Scarpa ci fa strada attraverso le trame, le peripezie e le avventure sensitive e sentimentali che solo a Venezia possono accadere. I capitoli di questa guida ritornano ad ascoltare i piedi, le gambe, il cuore, le mani, il volto, le orecchie, la bocca, il naso e gli occhi e per la prima volta inseguono le sensazioni della pelle.

      Venezia e un pesce
      4,1
    • Cos'è questo fracasso? Si chiede Tiziano Scarpa di fronte alle turbolenze della cultura (e dell'ignoranza) e al cambio di identità del nostro Paese. Questo libro propone una scelta di scritti editi e inediti ed è composto da due sezioni: la prima, "Alfabeto", è una serie di voci in forma di micro-dizionario: Bandiera italiana, Bugie, Burroughs, Carducci... fino allo Zero. La seconda parte, "Intemperanze", raccoglie interventi più ampi. Fra i vari temi: il tifo calcistico e la propaganda nazionalistica; la letteratura Cyberpunk e la cultura dell'inorganico; una dichiarazione di poetica; una teoria delle aureole; una riflessione sulla rappresentazione delle classi popolari in letteratura a partire dal capostipite Carlo Goldoni.

      Cos'è questo fracasso? Alfabeto e intemperanze
      3,3
    • Cosa voglio da te

      • 215pagine
      • 8 ore di lettura

      Una raccolta di dodici racconti, sui rapporti fra uomini e donne: dodici "perizie di parte sui rapporti fra maschi e femmine", in cui ogni personaggio esprime una visione molto faziosa delle sue relazioni di coppia.

      Cosa voglio da te
      3,2
    • Le cose fondamentali

      • 168pagine
      • 6 ore di lettura

      Un uomo diventa padre e inizia a scrivere un quaderno per il figlio Mario, desiderando condividere con lui le verità fondamentali della vita: amore, denaro e potere, basandosi sulla sua esperienza personale. Questo scritto sarà consegnato a Mario quando compirà quattordici anni, un'età in cui i giovani spesso iniziano a distaccarsi dai padri, rendendosi conto delle omissioni riguardo al funzionamento del mondo. Tuttavia, nei primi mesi di vita, Mario si ammala gravemente e l'unica cura possibile è un trapianto, con il padre come principale donatore. Durante le analisi, emerge un'inattesa scoperta. La narrazione esplora la paternità attraverso un trauma complesso, in cui una malattia si intreccia con la rivelazione di una verità fondamentale, senza compromettere i legami affettivi. Il racconto è caratterizzato da avventure sorprendenti e una profonda riflessione sulle parole. Il protagonista si lancia nella ricerca del padre naturale di Mario, spinto dall'urgenza medica, e si trova a fronteggiare la solitudine mentre scrive per il futuro adolescente, sperando che lo sguardo di Mario possa dare nuova luce alle sue parole.

      Le cose fondamentali
      3,2
    • Stabat Mater

      • 144pagine
      • 6 ore di lettura

      È notte, l'orfanotrofio è immerso nel sonno. Tutte le ragazze dormono, tranne una. Si chiama Cecilia, ha sedici anni. Di giorno suona il violino in chiesa, dietro la fitta grata che impedisce ai fedeli di vedere il volto delle giovani musiciste. Di notte si sente perduta nel buio fondale della solitudine più assoluta. Ogni notte Cecilia si alza di nascosto e raggiunge il suo posto segreto: scrive alla persona più intima e più lontana, la madre che l'ha abbandonata. La musica per lei è un'abitudine come tante, un opaco ripetersi di note. Dall'alto del poggiolo sospeso in cui si trova relegata a suonare, pensa "Io non sono affatto sicura che la musica si innalzi, che si elevi. Io credo che la musica cada. Noi la versiamo sulle teste di chi viene ad ascoltarci". Così passa la vita all'Ospedale della Pietà di Venezia, dove le giovani orfane scoprono le sconfinate possibilità dell'arte eppure vivono rinchiuse, strette entro i limiti del decoro e della rigida suddivisione dei ruoli. Ma un giorno le cose cominciano a cambiare, prima impercettibilmente, poi con forza sempre più incontenibile, quando arriva un nuovo compositore e insegnante di violino. È un giovane sacerdote, ha il naso grosso e i capelli colore del rame. Si chiama Antonio Vivaldi. Grazie al rapporto conflittuale con la sua musica, Cecilia troverà una sua strada nella vita, compiendo un gesto inaspettato di autonomia e insubordinazione.

      Stabat Mater
      3,2
    • Supercoralli: Stabat Mater

      Italienische Ausgabe: Ausgezeichnet mit dem Premio Strega 2009

      • 144pagine
      • 6 ore di lettura

      È notte, l'orfanotrofio è immerso nel sonno. Tutte le ragazze dormono, tranne una. Si chiama Cecilia, ha sedici anni. Di giorno suona il violino in chiesa, dietro la fitta grata che impedisce ai fedeli di vedere il volto delle giovani musiciste. Di notte si sente perduta nel buio fondale della solitudine più assoluta. Ogni notte Cecilia si alza di nascosto e raggiunge il suo posto segreto: scrive alla persona più intima e più lontana, la madre che l'ha abbandonata. La musica per lei è un'abitudine come tante, un opaco ripetersi di note. Dall'alto del poggiolo sospeso in cui si trova relegata a suonare, pensa "Io non sono affatto sicura che la musica si innalzi, che si elevi. Io credo che la musica cada. Noi la versiamo sulle teste di chi viene ad ascoltarci". Così passa la vita all'Ospedale della Pietà di Venezia, dove le giovani orfane scoprono le sconfinate possibilità dell'arte eppure vivono rinchiuse, strette entro i limiti del decoro e della rigida suddivisione dei ruoli. Ma un giorno le cose cominciano a cambiare, prima impercettibilmente, poi con forza sempre più incontenibile, quando arriva un nuovo compositore e insegnante di violino. È un giovane sacerdote, ha il naso grosso e i capelli colore del rame. Si chiama Antonio Vivaldi. Grazie al rapporto conflittuale con la sua musica, Cecilia troverà una sua strada nella vita, compiendo un gesto inaspettato di autonomia e insubordinazione.

      Supercoralli: Stabat Mater
      3,3