Albert Camus, a Nobel Prize-winning author, remains a vital figure 50 years after his death. His daughter, Catherine, presents his life and work through extracts, photographs, and archival material, showcasing his passionate defense of freedom and human dignity. She aims to reveal the warm, generous man behind the art.
Albert Camus, der Nobelpreisträger für Literatur, kommt 1960 völlig unerwartet und auf tragische Weise ums Leben. Er ist gerade einmal 46 Jahre alt. Sein beachtliches, aber unvollendet gebliebenes Werk zeugt von außergewöhnlicher Schönheit und Kraft. Als Schriftsteller, Journalist, Philosoph, Theaterautor und Regisseur ist er ein glühender Verteidiger der Freiheit, der seine Kunst und mit ihr sich selbst ganz in den Dienst der menschlichen Würde stellt. In seinem unermüdlichen Kampf gegen jede Form von Unterdrückung hörte er nicht auf, die menschliche Hybris anzuprangern, und dieser Kampf wirkt hinein bis in unsere Zeit. An Hand ausgewählter Texte, Photographien und unveröffentlichter Dokumente führt uns Catherine Camus mit viel Gespür, aber auch Natürlichkeit durch das faszinierende Leben und Werk ihres Vaters, der sich in seiner Verteidigung des Einzelnen immer zugleich auch als Fürsprecher der Unterdrückten sah.
Tra i rottami dell’automobile sulla quale Camus ha trovato la morte fu rinvenuto un manoscritto con correzioni, varianti e cancellature: la stesura originaria de Il primo uomo, sulla quale la figlia Catherine, dopo un meticoloso lavoro filologico, ha ricostruito il testo qui pubblicato. Ne risulta una narrazione forte, commovente e autobiografica, una sorta di romanzo di formazione a ritroso che molto ci dice del suo autore e della genesi del suo pensiero. Attraverso le emozioni e le impressioni del protagonista che, nel desiderio di ritrovare il ricordo del padre scomparso durante la prima guerra mondiale, torna in Algeria per incontrare chi l’aveva conosciuto, Camus ripercorre parte della propria vita: l’infanzia algerina, le innumerevoli esperienze del periodo della povertà, le amicizie, le tradizioni, i sogni vissuti in “un anonimato dove non esiste né passato né avvenire”, dai quali emerge la figura di un uomo ideale, il “primo uomo”, appunto.