La guerra della fine del mondo
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Mario Vargas Llosa è una voce fondamentale nella letteratura sudamericana contemporanea, rinomato per le sue perspicaci esplorazioni delle strutture di potere e della resistenza individuale. I suoi romanzi approfondiscono le complessità dei paesaggi politici e sociali, offrendo spesso vivide rappresentazioni di corruzione e lotta contro regimi oppressivi. Con uno stile narrativo distintivo, crea magistralmente personaggi e i loro conflitti interiori, riflettendo un profondo impegno nell'esaminare la condizione umana. Oltre alla narrativa, Vargas Llosa è un rispettato saggista che crede che gli scrittori abbiano una responsabilità civica nell'impegnarsi nei dibattiti sociali, arricchendo la letteratura attraverso la sua connessione con la vita stessa.







The Real Life of Alejandro Mayta is an astute psychological portrait of a modern revolutionary and a searching account of an old friend's struggle to understand him. First published in English in 1986, the novel probes the long and checkered history of radical politics in Latin America.
È un universo leggero e affollato, fondato meno sul dramma che sull'ironia, che ruota intorno a due straordinari personaggi: da una parte Pedro Camacho, prolifico autore di radiodrammi per Radio Central a Lima, e dall'altra Mario, giovane studente perdigiorno che coltiva una sua ambizione letteraria e che si innamora della zia divorziata, Julia appunto, con la quale finirà per convolare a nozze con grande scandalo dei familiari. E mentre Pedro scivolerà a poco a poco in una dolce e inconcludente follia, confondendo sempre più gravemente le trame dei suoi sceneggiati e condannandosi infine al silenzio, Mario diventerà invece uno scrittore di successo, che quando incontrerà di nuovo il suo antico "modello", potrà vedere nell'oblio di lui una sorta di prefigurazione del suo futuro, o forse del destino di tutti gli uomini.
Il filo conduttore di questo libro soffuso di nostalgia e a tratti di passione, è un bambino straziato da una doppia origine che lo ha simultaneamente radicato in due mondi ostili. Figlio di bianchi, allevato dagli indios, ritornato al mondo dei bianchi, Ernesto, il narratore dei "Fiumi profondi", è un disadattato, un solitario: ma anche un testimone che gode di una situazione di privilegio per evocare la tragica opposizione di due mondi che si ignorano a vicenda, si respingono e che neppure nella sua persona riescono a coesistere senza dolore. (Mario Vargas Llosa)
Vi si narra la vicenda o meglio la carriera, di Pedro Camacho, fecondissimo produttore boliviano d'intrecci (lo chiamano anche Balzac creolo) che, chiuso in una mefitica stanzetta, sforna trame melodrammatiche e truculente per un programma di feuilleton di Radio Lima. Tutti attendono con impazienza le puntate della sua fantasia, ma improvvisamente le differenti trame di appendice prendono a confondersi tra loro. Camacho è impazzito e sarà degradato a galoppino d'una rivista di sicuro fallimento. D'altro lato, ecco invece la storia di Mario, giovane aspirante scrittore attratto da questa curiosa macchina dell'immaginario che ci racconta una sua complicata storia: s'innamora di una zia vedova e più matura che finirà per sposare.
Estela Morris, la conturbante ninfa del titolo di questa storia nostalgica e spassosa, solare e rocambolesca, ha appena sedici anni quando il protagonista - alter ego dell'autore - la incontra sulla Calle 23 dell'Avana, e si lascia trascinare in una relazione che dura solo un'estate ma gli resterà nel ricordo per sempre. Il romanzo è lo scanzonato ritratto di questa ragazzina capricciosa e irresistibile e una divertita rivisitazione delle più classiche storie d'amore letterarie; ma anche un omaggio alla Cuba del passato, "isola incantata" che non ha mai smesso di ispirare la vena più profonda di Cabrera Infante. Fra slanci lirici, calembour e gag comiche, il romanzo postumo di un grande narratore da riscoprire.
Lima, anni Novanta: nel paese infuriano gli attentati terroristici di Sendero Luminoso e del Mrta (Movimiento Revolucionario Túpac Amaru) mentre il regime del presidente Fujimori diventa sempre più autoritario. Ma tutto questo sembra non impensierire troppo Marisa e Chabela, amiche da una vita e amanti dalla notte in cui il coprifuoco le costrinse a dormire insieme. Anche i loro mariti, Enrique e Luciano, sono amici di infanzia: il primo è un benestante ingegnere minerario che un giorno riceve la visita di un inquietante personaggio. È Rolando Garro, direttore della rivista scandalistica «Destapes», che lo ricatta minacciando di pubblicare le foto che lo ritraggono durante un'orgia a base di escort e cocaina. Luciano, che è anche avvocato, consiglia a Enrique di rivolgersi al «Doctor» (Vladimiro Montesinos, responsabile dell'intelligence del presidente Fujimori), presunto manovratore alle campagne denigratorie condotte da «Destapes», che oltre a infangare la reputazione dei personaggi, più o meno famosi, del mondo dello spettacolo, decreta la rovina degli avversari politici di Fujimori. Ma coinvolgere «l'intelligenza grigia» del regime vuol dire avvicinarsi al cuore di tenebra che sta avvolgendo nell'oscurità tutto un paese: una scelta che avrà inaspettate e drammatiche conseguenze.
Urania Cabral, a New York lawyer, returns to the Dominican Republic after a lifelong self-imposed exile. Once she is back in her homeland, the elusive feeling of terror that has overshadowed her whole life suddenly takes shape. Urania's own story alternates with the powerful climax of dictator Rafael Trujillo's reign.In 1961, Trujillo's decadent inner circle (which includes Urania's soon-to-be disgraced father) enjoys the luxuries of privilege while the rest of the nation lives in fear and deprivation. As Trujillo clings to power, a plot to push the Dominican Republic into the future is being formed. But after the murder of its hated dictator, the Goat, is carried out, the Dominican Republic is plunged into the nightmare of a bloody and uncertain aftermath. Now, thirty years later, Urania reveals how her own family was fatally wounded by the forces of history. In The Feast of the Goat Vargas Llosa eloquently explores the effects of power and violence on the lives of both the oppressors and those they victimized.
Renowned for his storytelling prowess, Mario Vargas Llosa captivates readers with intricate narratives that explore complex themes and rich characters. His works often delve into the intricacies of human experience, societal issues, and the interplay of politics and personal lives, showcasing his deep understanding of culture and history. Llosa's literary contributions have earned him a prominent place in contemporary literature, reflecting both his skill and the profound impact of his storytelling.