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Thomas Bernhard

    9 febbraio 1931 – 12 febbraio 1989

    Thomas Bernhard, autore austriaco, si colloca tra i più illustri scrittori di lingua tedesca della seconda metà del XX secolo. Sebbene a livello internazionale sia più acclamato per i suoi romanzi, fu anche un prolifico drammaturgo. I suoi personaggi, spesso immersi in opere monumentali che durano una vita, affrontano temi come il suicidio, la follia e l'ossessione, condividendo la peculiare relazione di amore-odio di Bernhard con l'Austria. La sua prosa è al contempo tumultuosa e sobria, filosoficamente risonante con una cadenza musicale e un abbondante umorismo nero, offrendo ai lettori un'esperienza letteraria intensa e provocatoria.

    Thomas Bernhard
    Gelo
    Perturbamento
    Il soccombente
    L' origine
    La cantina
    Autobiografia
    • Per abbandonare il ginnasio, con la sua mistura di nazismo e pietà cattolica, il giovane Bernhard abbandona il centro di Salisburgo e finisce nel quartiere più malfamato della città. E in quel quartiere si ferma nel negozio del signor Podlaha: una cantina adibita a spaccio di alimentari, sempre piena di clienti, di movimento, di cose da fare. Quel luogo ha qualcosa di oscuramente attraente: i clienti vi entrano anche senza ragione, trafficano con i bollini delle tessere annonarie, parlano della guerra e delle storie che li riguardano. L'apprendista Bernhard li ascolta con attenzione, attraverso loro entra in molte vite, il suo dono di osservatore si acuisce. È la prima sortita, anche se ancora non lo sa, in quello che sarà il suo territorio di scrittore.

      La cantina
    • Il soccombente

      • 186pagine
      • 7 ore di lettura

      A un corso di Horowitz, a Salisburgo, si incontrano tre giovani pianisti. Due sono brillanti, promettenti. Ma il terzo è Glenn Gould: qualcuno che non brilla, non promette, perché è. E presto diventerà una leggenda. Mentre Gould, un giorno, suona le Variazioni Goldberg di Bach, il suo amico Wertheimer si sente trafitto, annientato: sa che in quel modo non suonerà mai. E, se così sarà, la sua vita intera si rivelerà essere quella di un soccombente , come Glenn Gould stesso lo aveva chiamato. In questa scena sono racchiusi tutti gli elementi che segneranno il futuro dei tre amici. Gould morirà suonando le Variazioni Goldberg , raggricciato sulla tastiera, nel tentativo sempre rinnovato di essere non già un interprete al pianoforte, ma il pianoforte stesso, il suo Steinway. Wertheimer sarà travolto dalla meccanica feroce dell’emulazione, della debolezza profonda, dell’incapacità di essere unico e della coscienza di non esserlo. Il narratore, che è il terzo pianista, rinuncia anche lui al pianoforte, ma tesse una trascendentale partitura di prosa: questo libro, variazione romanzesca sul tema della grazia e dell’invidia, di Mozart e Salieri, ma ancor più sul tema terribile del non riuscire a essere . Bernhard sembra avere scritto questo romanzo come Gould suonava: «per così dire dal basso verso l’alto, non come tutti gli altri dall’alto verso il basso». Fin dai primi tocchi, cupi e leggeri, avvertiamo che il libro è la storia di una disputa inestinguibile, che procede nella vita e nella morte: quella tra la Forza e la Debolezza. E, se la Forza appare sul fondo, nella spietata esclusione, da parte di Gould, di tutto ciò che non sia perfetto, si può dire che rare volte l’epos della Debolezza si sia articolato con i tratti grandiosi, e anche la sinistra comicità, che incontriamo nelle vicende di Wertheimer. Quest’uomo che della debolezza ha la vocazione è al tempo stesso pieno di talenti, di qualità e di intelligenza. Il suo soccombere è un processo sotterraneo, sottile, che lo distrugge, ma tende a distruggere anche gli altri. Nella sua debolezza, Wertheimer ha il fascino pernicioso di chi attira gli altri nella propria rovina. Alla fine, giunti a una sorta di vertigine nell’arte della variazione, ci accorgiamo che Wertheimer, il soccombente, ha costruito pezzo per pezzo, nella vita e nella morte, una sorta di doppio beffardo, un’ombra sfigurata della perfezione di Gould, quale ultima vendetta della debolezza contro la grazia. Il soccombente è stato pubblicato in Germania nel 1983.

      Il soccombente
    • Gelo

      • 371pagine
      • 13 ore di lettura

      Un chirurgo affida a un suo studente un'insolita missione: dovrà studiare segretamente il comportamento di suo fratello, un anziano pittore che si è isolato dal mondo ritirandosi a Weng, un paesino d'alta montagna, buio e malinconico. Durante lunghe passeggiate attraverso un paesaggio pietrificato dal gelo,bellissimo e terribile, lo studente si smarrisce ben presto nel labirinto ossessivo dei monologhi del pittore in cui verità lancinanti sembrano brillare al di là della fitta trama di allucinazioni, manie, congetture filosofiche, deliri persecutori e memorie autobiografiche. Il romanzo è il progressivo coinvolgimento dello studente e del lettore nella visionaria psicosi del pittore e nella vita quotidiana del villaggio, i cui abitanti sono esmplari du una umanità priva di ogni possibile luce di redenzione. Il romanzo che nel 1963 ha rivelato Bernhard come uno dei grandi scrittori del Novecento. I lunghi monologhi di Strauch, il pittore pazzo isolatosi dal mondo in un paesino di montagna, sono l'invenzione di un nuovo stile, di una nuova labirintica sintassi delle ossessioni che avrebbe poi caratterizzato tutte le altre opere di Bernhard, nonché folte schiere di epigoni. Tra memorie autobiografiche, deliri persecutori, congetture filosofiche, invettive e allucinazioni, Strauch riesce a trasformare il suo totale orrore del mondo in una vitalissima, istrionica performance all'insegna dell'ironia e della complicità con il suo imbarazzato-affascinato interlocutore, che ben rappresenta la naturale reazione dei lettori di questo libro.

      Gelo
    • Collected poems

      • 460pagine
      • 17 ore di lettura

      Beloved Austrian writer Thomas Bernhard (1931-89) began his career in the early 1950s as a poet. Over the next decade, Bernhard wrote thousands of poems and published four volumes of intensely wrought and increasingly personal verse, with such titles as On Earth and in Hell, In Hora Mortis, and Under the Iron of the Moon. Bernhard's early poetry, bearing the influence of Georg Trakl, begins with a deep connection to his Austrian homeland. As his poems saw publication and recognition, Bernhard seemed always on the verge of joining the ranks of Ingeborg Bachmann, Paul Celan, and other young post-war poets writing in German. During this time, however, his poems became increasingly obsessive, filled with an undulant self-pity, counterpointed by a defamatory, bardic voice utterly estranged from his country, all of which resulted in a magisterial work of anti-poetry--one that represents Bernhard's own harrowing experience, with the leitmotif of success-failure, that makes his fiction such a pleasure. For all of these reasons, Bernhard's Collected Poems, translated into English for the first time by James Reidel, is a key to understanding the irascible black comedy found in virtually all of Bernhard's writings--even down to his last will and testament. There is much to be found in these pages for Bernhard fans of every stripe.

      Collected poems
    • Correction

      • 256pagine
      • 9 ore di lettura

      Roithamer, a character based on Wittgenstein, has committed suicide having been driven to madness by his own frightening powers of pure thought. We witness the gradual breakdown of a genius ceaselessly compelled to correct and refine his perceptions until the only logical conclusion is the negation of his own soul. schovat popis

      Correction
    • Extinction

      • 352pagine
      • 13 ore di lettura

      'Extinction features, without doubt, the funniest passage in the whole of literature. The dreadful becomes hilarious, joyful - and it makes one thirst for more of the similar.' - Geoff Dyer Franz-Josef Murau is the intellectual black sheep of a powerful Austrian land-owning family. He now lives in Rome in self-imposed exile, surrounded by a coterie of artistic and intellectual friends. On returning from his sister's wedding on the family estate of Wolfsegg, having resolved never to go home again, Murau receives a telegram informing him of the death of his parents and brother in a car crash. Not only must he now go back, he must do so as the master of Wolfsegg: and he must decide its fate. The summit of Thomas Bernhard's artistic genius - mesmerising, addictive, explosively tragicomic - Extinction is a landmark of post-war literature.

      Extinction
    • Concrete

      • 176pagine
      • 7 ore di lettura

      'Probably nothing exists that would prepare one for Bernhard's machined vehemence, though once you've read one, you perhaps start to crave the bitter taste and the savage not-quite-humour ... Genius.' - Michael Hofmann Instead of the book he is meant to write, Rudolph, a Viennese musicologist, produces this dark and grotesquely funny account of small woes writ large, of profound horrors detailed and rehearsed to the point of distraction. We learn of Rudolph's sister, whose help he invites then reviles; his 'really marvellous' house which he hates; the suspicious illness he carefully nurses; his ten-year-long attempt to write the perfect opening sentence; and his escape to the island of Majorca, which turns out to be the site of someone else's very real horror story, and ultimately brings him no release from himself. Concrete is Thomas Bernhard at his very finest: a bleakly hilarious insight into procrastination and failure that scratches the murky depths of our souls.

      Concrete