Franco Cardini è uno storico italiano specializzato nel Medioevo. Il suo lavoro approfondisce la comprensione di quest'epoca, offrendo ai lettori una prospettiva avvincente sulle sue complessità. Il rigore accademico di Cardini e la sua capacità di far rivivere il passato rendono i suoi scritti inestimabili per coloro che sono interessati alla storia medievale.
Questo libro traccia un grande affresco sul pellegrinaggio dalla penisola italica verso i Luoghi Santi, nel periodo compreso fra il Medioevo e la conquista ottomana di Gerusalemme del 1516. Forma devozionale assai diffusa nel mondo cristiano medievale, figlio delle tradizioni ebraiche e greco-romane, il pellegrinaggio, metafora del destino dell'uomo che "cammina" verso la morte per la salvezza, segna un fenomeno storico rilevante, non solo per gli aspetti religiosi presenti in esso, ma anche per quelli culturali, sociali, economici e artistici.
Franco Cardini traccia dell'imperatore franco una biografia radicata nei fatti. Eccellente guerriero e abile politico, Carlo proietta la sua ombra fino ai nostri giorni. Già ai contemporanei, che gli tributarono l'appellativo di Magnus, egli apparve come il degno capo della società occidentale, romano-germanica e cristiana. La sua figura e il suo tempo, stanno in un certo senso proprio sulla soglia di quel Medioevo dal quale l'Europa e la coscienza europea hanno finito a poco a poco con l'emergere.
"Una delle ultime streghe storiche che ci siano state rivelate, Gostanza diSan Miniato, è un buon esempio di quanto sia complesso il personaggio dellastrega e ciò che la circonda. [...] Storia esemplare che conferma moltiaspetti importanti del paesaggio della stregoneria nel '500 ma che esce fuoridall'ordinario. Gostanza ha avuto la fortuna postuma di essere salvatadall'oblio grazie all'organizzazione degli archivi di un comune, San Miniato,e grazie a un libro sorprendente." (Jacques Le Goff)
Per chi ama Praga e la porta nel cuore, per chi sogna di andarci, per chi non l’ha mai nemmeno immaginata.Pronunci la parola Praga e ti vengono in mente l’oro e il nero, i riflessi dei cristalli e dei granati, la musica, la raffinatezza dei caffè e la pittura onirica dell’Arcimboldo. La capitale magica della vecchia Europa è un viaggio straordinario attraverso il tempo e lo spazio: è la città delle tenebrose meraviglie dell’imperatore-alchimista Rodolfo II, dei carillon, del cimitero ebraico, del Golem, dei fantasmi e delle mostruose mutazioni kafkiane. È la città del buio fiammeggiante dell’occupazione nazista, dell’oscurità plumbea degli anni comunisti, del Sessantotto e dell’incredibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera. Praga, luogo che Mozart ha più amato al mondo. Una passeggiata lunga un libro, dove l’ultima meta è il Ponte Carlo dal quale guardare la Moldava e capire d’un tratto che cos’è l’Europa.
Aprile 1478: Lorenzo il Magnifico è al culmine della sua fortuna. Signore di Firenze, grande mecenate, stratega della pax italica . Contro di lui tramano uomini mossi da gelosia, invidia e ambizione. L’esito è un bagno di sangue. La storia dei Medici, famiglia-icona del Rinascimento italiano, è anche la storia di una successione quasi ininterrotta di congiure e complotti volti a eliminare i suoi esponenti più prestigiosi. Esiste però un momento cruciale, la ‘congiura per eccellenza’: quella che, nell’aprile 1478, doveva mettere fine al dominio della famiglia su Firenze e sopprimerne la guida, Lorenzo il Magnifico. Lorenzo è all’apogeo della sua fortuna. Incontrastato signore di Firenze, anche se la città ama definirsi una repubblica, ben accolto in tutte le corti italiane, ha in attivo un matrimonio prolifico e prestigioso con Clarice Orsini, erede di una delle più antiche e illustri famiglie di Roma. Alcuni errori, però, minacciano la sua stabilità: l’ostilità del nuovo papa Sisto IV, che toglie ai Medici il lucroso incarico di banchieri pontifici. L’odio di Volterra, tiranneggiata per impadronirsi delle sue risorse naturali. La vendetta della famiglia Pazzi, cresciuta in potenza e ormai temibile concorrente. L’invidia verso un uomo che sembra costantemente baciato dalla fortuna cementa il legame dei nemici e li determina all’azione. L’epilogo fu tragico.
Franco Cardini traccia dell'imperatore franco una biografia radicata nei fatti. Eccellente guerriero e abile politico, Carlo proietta la sua ombra fino ai nostri giorni. Già ai contemporanei, che gli tributarono l'appellativo di Magnus, egli apparve come il degno capo della società occidentale, romano-germanica e cristiana. La sua figura e il suo tempo, stanno in un certo senso proprio sulla soglia di quel Medioevo dal quale l'Europa e la coscienza europea hanno finito a poco a poco con l'emergere.
Federico I, imperatore, re di Germania, Italia, Borgogna. Per alcuni, un monarca universale, conosciuto e amato anche nel più profondo dell'Asia, scomparso da martire alla crociate, un monarca leggendario, morto, come Artù, soltanto in apparenza, addormentato in una montagna in attesa di ridestarsi. Per altri, lo scomunicato che lacera la Chiesa con uno scisma, il tiranno che rade al suolo le città italiane. Dante lo definisce "Buono". Carducci vede in lui il nemico spietato di ogni libertà da affrontare "a lancia e spada", i romantici tedeschi ne hanno fatto un mito, un nuovo Sigfrido. Chi era il realtà Federico I, detto il Barbarossa, quali erano i tempi in cui visse e agì, quali i costumi, le tradizioni della sua corte? In questa biografia di Franco Cardini, la figura dell'imperatore, spogliata di ogni leggenda, rivive inquadrata nella realtà del suo tempo, rivive nella sua umanità, nella sua quotidianità, nella sua verità, lontana, difficile da affermare e definire come è di molte verità.
Che significato può avere la parola "avventura"? Il quotidiano Avvenire lo ha chiesto a venticinque tra i più importanti scrittori italiani di ognuno ha risposto scrivendo una storia in cui racconta la sua "idea" di avventura, sia nell'ottica classica del fortunato genere letterario, sia in quella di una dimensione più ampia, quella dell'avventura umana. Ne è nata, in collaborazione con l'Editrice AVE, questa "naturale" antologia in cui si confrontano scritture e stili diversi, e soprattutto tante idee per definire cos'è oggi l' scoperta di mondi e paesaggi lontani o fantascientifici; questione di memoria e ritorno all'età dell'oro dell'infanzia; scandaglio di percorsi metafisici o di sguardi interiori; lettura in chiave metaforica della realtà, con particolare attenzione alla figura del migrante, oltre alla rilettura di testi della classicità. Ne emerge un paesaggio vario con tanti luoghi visti o sognati, tante voci e tanti personaggi, ognuno alle prese con la propria avventura. Le storie sono Affinati, Arslan, Bianchi, Bosio, Buticchi, Cardini, Cavina, Conte, D'Alessandro, D'Avenia, Ferrero, Lupo, Mannuzzu, Milani, Missiroli, Montaldi, Morazzoni, Mussapi, Nigro, Parazzoli, Pardini, Pressburger, Veladiano, Zaccuri, Zocchi.
Il vasto e perdurante interesse suscitato da Francesco d'Assisi- vissuto fra il XII e il XIII secolo- scaturisce dalla sua continua tensione verso una prassi che realizzi il modello di vita proposto dal Vangelo. Sulla figura di Francesco si sono stratificate le interpretazioni più disparate e contrastanti; ciò si deve alla scarsità e all'eterogeneità delle fonti storiche ma anche al fatto che spesso sono state lette in modo ingenuo o capzioso. In questo libro, frutto di un riesame critico delle fonti, Franco Cardini ci restituisce un'immagine viva e affascinante del Povero d'Assisi, senza semplificarne gli aspetti problematici, ma lasciando spazio ad una narrazione piana e avvincente.