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Breve trattato sulla decrescita serena e Come sopravvivere allo sviluppo

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  • 199pagine
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«Non possiamo più sopportare né i nostri vizi né i loro rimedi». Questa affermazione di Tito Livio risuona con forza nella crisi planetaria attuale, caratterizzata dall’insostenibilità di pratiche dannose e soluzioni illusorie. Serge Latouche emerge come un analista incisivo, pronto a smascherare l'impostura economica nei suoi molteplici aspetti. Egli individua il nostro vizio principale nell'eccesso: produzione, consumo, obsolescenza, scarto, disuguaglianza, disoccupazione, sfruttamento delle risorse naturali e inquinamento. Non si tratta semplicemente di correggere un modello di sviluppo malato, ma di riconoscere che la nozione stessa di crescita è tossica, sia nel capitalismo globalizzato che nel socialismo reale. Dopo il fallimento delle politiche di sviluppo, anche in versioni "sostenibili", Latouche propone un’unica alternativa: l’utopia concreta di una società basata sulla decrescita. Questa visione mira a ridurre l'impatto ecologico, fermare la predazione delle risorse e promuovere relazioni di partenariato con il Sud del mondo, rivitalizzando la convivialità. L'idea di una decrescita serena non è irrealizzabile, come dimostrano le opere di Latouche, che evidenziano come l'eccesso di benessere sia inestricabilmente legato all'eccesso di malessere.

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Breve trattato sulla decrescita serena e Come sopravvivere allo sviluppo, Serge Latouche

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Pubblicato
2015
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(In brossura),
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