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Le commedie di Dario Fo V

Mistero buffo. Ci ragiono e canto

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  • 235pagine
  • 9 ore di lettura

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"Mistero buffo" è certamente il più noto, in Italia e all'estero, tra gli spettacoli di Dario Fo, ed è anche il più significativo della sua ricerca originale sulle radici autentiche del teatro popolare. Il copione riprodotto in questo volume è il canovaccio, già peraltro elaborato in forma drammaturgica, di un allestimento per definizione "aperto", ampiamente modificato e rinnovato sera per sera in quel grande gioco di improvvisazione che Fo sa creare nel contatto immediato con il pubblico e nella risposta diretta e fulminea alle sollecitazioni della quotidianità politica. "Ci ragiono e canto" illumina un altro filone della ricerca di Fo, che riscopre nella tradizione regionale, o rielabora o crea in proprio, i canti di lavoro e di protesta di una classe perennemente sfruttata, dando vita a una forte e rigorosa rappresentazione corale, dalla quale emerge con prepotenza la volontà di lotta contro la continuità di potere da sempre uguale a se stesso.

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Le commedie di Dario Fo V, Franca Rame, Dario Fo

Lingua
Pubblicato
1977
Rilegatura
(In brossura)
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Titolo
Le commedie di Dario Fo V
Sottotitolo
Mistero buffo. Ci ragiono e canto
Lingua
Italiano
Editore
Einaudi
Pubblicato
1977
Formato
In brossura
Pagine
235
ISBN10
8806475487
ISBN13
9788806475482
Serie
Tag
Descrizione
"Mistero buffo" è certamente il più noto, in Italia e all'estero, tra gli spettacoli di Dario Fo, ed è anche il più significativo della sua ricerca originale sulle radici autentiche del teatro popolare. Il copione riprodotto in questo volume è il canovaccio, già peraltro elaborato in forma drammaturgica, di un allestimento per definizione "aperto", ampiamente modificato e rinnovato sera per sera in quel grande gioco di improvvisazione che Fo sa creare nel contatto immediato con il pubblico e nella risposta diretta e fulminea alle sollecitazioni della quotidianità politica. "Ci ragiono e canto" illumina un altro filone della ricerca di Fo, che riscopre nella tradizione regionale, o rielabora o crea in proprio, i canti di lavoro e di protesta di una classe perennemente sfruttata, dando vita a una forte e rigorosa rappresentazione corale, dalla quale emerge con prepotenza la volontà di lotta contro la continuità di potere da sempre uguale a se stesso.