In Boy, Roald Dahl recounts his days as a child growing up in England. From his years as a prankster at boarding school to his envious position as a chocolate tester for Cadbury's, Roald Dahl's boyhood was as full of excitement and the unexpected as are his world-famous, best-selling books. Packed with anecdotes -- some funny, some painful, all interesting -- this is a book that's sure to please.
La mia vita raccontata da Roald Dahl Serie
Questa serie autobiografica offre uno sguardo vivido sugli anni formativi di un amato narratore. Racconta scappatelle d'infanzia, drammi scolastici e prime avventure con un'onestà incrollabile e un umorismo caratteristico. I lettori scopriranno un ricco arazzo di storie vere, esilaranti, commoventi e talvolta inquietanti. Queste narrazioni illuminano le esperienze che hanno plasmato una voce letteraria unica.



Ordine di lettura consigliato
The fascinating story of Roald Dahl's life continues in Going Solo, a marvelous evocation of the author's wartime exploits. As a pilot in World War II, Roald Dahl had some wonderfully exciting -- and frighteningly near-death -- experiences including encounters with the enemy, battles with deadly snakes, and incredible dogfights. Told with the same irresistible appeal that has made Dahl one of the world's best-loved writers, Going Solo brings you directly into the action and into the mind of this brilliant man.
Libri correlati
Boy
- 196pagine
- 7 ore di lettura
Dahl fu un bambino buono, attaccatissimo alla sua mamma, cui scrisse una lettera alla settimana. Fu un bambino ingenuo e credulone, sia quando gli raccontarono che la liquirizia era fatta di sangue di topo pressato che quando gli dissero che ci si poteva ammalare di appendicite inghiottendo un pelo di spazzolino da denti. L'unico dispetto lo fece alle spalle di un'orrenda venditrice di dolci, una specie di Sporcella: le mise un topo morto in un barattolo di caramelle e per questo venne picchiato la prima volta. I ricordi d'infanzia di Dahl sono costellati da continue frustate e da terribili prepotenze sui bambini da parte degli adulti. No, Dahl non ha avuto bisogno d'inventare i giganti crudeli, né la Spezzindue, né la nonna maligna della Magica Medicina, che è mite se confrontata alla sadica venditrice di dolci. Dahl ci avverte di non credere ai cattivi delle fiabe, e ci fornisce i mezzi per smascherare i cattivi della vita.