Questa serie si addentra nelle profondità della psiche umana attraverso monologhi introspettivi e suggestive immagini paesaggistiche. Segue i percorsi di artisti e individui che lottano con demoni interiori, solitudine e la ricerca di un significato. Le opere sono caratterizzate da uno stile ripetitivo, quasi pittorico, in cui le frasi agiscono come pennellate, costruendo gradualmente un'atmosfera di profonda malinconia e desiderio.
Hélène Winckelmann est là, debout dans sa chambre à lui, et elle dénoue ses cheveux. Et lui, Lars Hertervig, élève à l'école des Beaux-Arts de Düsseldorf, regarde Hélène Winckelmann. Et puis, lentement, Hélène se tourne vers lui. Et Hélène le regarde, et il voit ses yeux bleu clair. Et une lumière, claire comme le ciel le plus bleu, se fait soudain en lui. Et il sait alors que, sans Hélène, il ne sera qu'obscurité.
Originally published in Norwegian, this work delves into themes of melancholy and introspection. It explores the complexities of human emotions and the nuances of personal experience, offering a profound reflection on the nature of sadness and its impact on life. The narrative invites readers to engage with the intricacies of the human psyche, making it a compelling read for those interested in psychological depth and emotional exploration.
Il protagonista del dittico Melancholia è Lars Hertervig, uno dei più grandi nomi della pittura norvegese e nordica ottocentesca. Dopo aver svolto gli studi a Dusseldorf comincia a soffrire di disturbi nervosi e viene internato in un ospedale psichiatrico. Distrutto, vive di elemosina fino alla morte. Jon Fosse, nel tentativo di cogliere la luce che illumina le tele dell'artista, con stile conciso e acre - una sorta di minimalismo furioso - fa rivivere il crudele martirio di Hertervig in due monologhi interiori densi di una scrittura avvolgente, ricca di corrispondenze, ritmata, e sviluppa fino all'angoscia l'ossessione amorosa, intrecciandola all'irrefrenabile volontà creativa del pittore. "Melancholia" ha avuto ottimo riscontro in numerosi paesi e in particolare in Francia, dove è stato pubblicato dieci anni fa in due volumi e dove è diventato opera di culto. Al centro della tessitura che usa la figura stilistica della variazione, con una concezione spesso musicale del periodare, sta la vita di Lars Hertervig, presentato nell'ultima giornata della sua esistenza, prima del suicidio avvenuto in una città tedesca inospitale e tetra alla metà dell'Ottocento forse per cause d'amore, o forse per una più generale e totale incapacità di vivere.