Arthur Schopenhauer Libri
Arthur Schopenhauer fu un filosofo tedesco noto per la sua profonda esplorazione del mondo come volontà e rappresentazione. Cercò di costruirsi una carriera accademica affinando ed espandendo la filosofia di Immanuel Kant riguardo all'esperienza umana. Il suo lavoro approfondisce la natura fondamentale dell'esistenza e la condizione umana, stabilendolo come una figura centrale del pensiero filosofico. La prospettiva distintiva di Schopenhauer sul pessimismo e sull'etica continua a influenzare il discorso contemporaneo.







Il mondo come volontà e rappresentazione resta ancor oggi la testimonianza appassionante e illuminante di una crisi intellettuale e morale che è ben lontana dall'essere risolta; e chi lo legge con occhio storico può ben riconoscervi uno dei documenti «essenziali» per comprendere l'origine e il significato di talune idee che sono ancora operanti nella filosofia contemporanea, pronte, comunque, a riemergere ogni volta che la storia sembra deludere o sconfiggere. Dall'introduzione di Cesare Vasoli.
Consigli sulla felicità
- 143pagine
- 6 ore di lettura
Filosofo tra i più originali e profondi della storia del pensiero occidentale, Arthur Schopenhauer era anche dotato di un talento letterario non comune, soprattutto per quanto riguarda la capacità di racchiudere nel giro di una breve frase, di un aforisma, di una sentenza un concetto, un'idea, un'intera concezione della vita e del mondo. Il meglio dei suoi scritti è raccolto in questo agile volume: un'antologia di acute riflessioni sulla natura della felicità e sulla possibilità per l'uomo di raggiungerla, che parlano al cuore di tutti noi. Una riflessione su come evitare di cadere nella trappola delle illusioni e cercare la propria realizzazione nella dimensione interiore: il segreto per una vita serena e felice. Il potere dell'inconscio, la tirannia del desiderio, la dignità e la volontà dell'uomo capace di sottrarsi al destino di sofferenza universale. La suggestione dei maestri orientali e il rigore del pensiero occidentale nelle riflessioni del celebre filosofo che influenzò Kafka, Mann, Nietzsche e Freud.
Il giudizio degli altri. Dov'è la nostra felicità? Nella testa degli altri
- 89pagine
- 4 ore di lettura
"A causa della debolezza della natura umana si attribuisce, in genere, soverchia importanza a ciò che siamo nell'opinione altrui": profondo osservatore delle contraddizioni dell'animo umano, Arthur Schopenhauer analizza in queste pagine i tanti modi in cui i giudizi della società condizionano i nostri comportamenti. Con l'acutezza che lo contraddistingue, Schopenhauer sottolinea l'assurdità di molti dei pareri che spesso ci portano a modificare la nostra condotta e mostra come imparare a vivere guardando prima di tutto al nostro benessere, per condurre un'esistenza appagante e ritrovare così la serenità interiore.
Nello sterminato fascio di carte che compongono gli scritti postumi di Schopenhauer si cela un abbozzo di eudemonologia – ossia l’arte di essere felici. Schopenhauer concepì infatti il disegno di radunare in un manualetto, articolandoli in cinquanta massime, una serie di pensieri che era venuto formulando nel corso del tempo e che insegnano come vivere il più felicemente possibile in un mondo in cui «la felicità e i piaceri sono soltanto chimere che un’illusione ci mostra in lontananza, mentre la sofferenza e il dolore sono reali e si annunciano immediatamente da sé, senza bisogno dell’illusione e dell’attesa». Con la lucidità e il rigore a lui consueti, Schopenhauer giunge alla conclusione che la felicità di cui si discorre non è che un eufemismo, giacché «“vivere felici” può significare solo vivere il meno infelici possibile, o, in breve, vivere passabilmente». Il grande maestro del pessimismo riesce così a offrirci una cauta e diffidente guida a una felicità che per questa volta non sarà illusoria e corrisponderà alla «vera esistenza dell’uomo», per Schopenhauer equivalente a «ciò che di fatto accade al suo interno», al suo «piacere interiore».
L' arte di ottenere ragione
- 124pagine
- 5 ore di lettura
Questo trattatello venne elaborato «come un pulito preparato anatomico» per dare una sistemazione formale agli «artifici disonesti ricorrenti nelle dispute». Schopenhauer fornisce trentotto stratagemmi, leciti e illeciti, a cui ricorrere per «ottenere» ragione: per difenderla quando la si ha, e per farsela dare quando sta dalla parte dell’avversario. Con freddezza classificatoria Schopenhauer ci indica «le vie traverse e i trucchi di cui si serve l’ordinaria natura umana per celare i suoi difetti». Ma, nello stesso tempo, si tratta di un testo che si situa in un crocevia del pensiero moderno: negli stessi anni in cui Hegel indicava nella dialettica la via per giungere al culmine dello Spirito, il suo irriducibile antagonista Schopenhauer la raccomandava come fioretto da impugnare in quella «scherma spirituale» che è il discutere, senza badare alla verità. Le ragioni sottintese in questo duro contrasto sono illustrate nel saggio di Franco Volpi che accompagna il testo.
L' arte di farsi rispettare esposta in 14 massime ovvero trattato sull'onore
- 89pagine
- 4 ore di lettura
La rispettabilità, o l’onore, è uno di quei sentimenti pubblici fondamentali che si ritrovano in ogni tempo e in ogni società, e con il quale presto o tardi anche ciascuno di noi – uomo o donna, amante o marito, privato cittadino o pubblico ufficiale che sia – è costretto dai casi della vita a confrontarsi. Tutti insomma, a meno di non rassegnarci alla fatalistica dottrina degli stoici, che relega la «buona reputazione» tra le cose indifferenti per la felicità umana, dobbiamo trovare il modo di farci rispettare. In questo trattatello celato fra le sue carte postume – e ora riportato alla luce, dopo L’arte di ottenere ragione e L’arte di essere felici – Schopenhauer spiega con la consueta e impareggiabile verve che cosa è l’onore nelle sue diverse specie – onore privato, professionale, commerciale, pubblico, nazionale, sessuale, ecc. – e ci fornisce, in quattordici efficaci massime, i suggerimenti opportuni per conservarlo il più a lungo possibile malgrado le traversie di cui è costellata la nostra esistenza. E non rinuncia ad alcune impertinenti osservazioni sulle differenze che, a suo dire, sussistono in questa materia fra l’uomo e la donna.
Saggio sulla visione degli spiriti
- 100pagine
- 4 ore di lettura
La possibilità di comunicare con gli spiriti dei defunti, le loro apparizioni, vere o presunte, hanno sempre colpito e affascinato l’immaginazione degli uomini: qualora le loro manifestazioni fossero vere e credibili, solleverebbero un lembo del velo del mistero che circonda sia il nostro destino terreno che la nostra condizione dopo la morte. In questo breve e suggestivo saggio Arthur Schopenhauer sviscera a fondo l’argomento ed espone le sue teorie in proposito con la profondità e insieme la chiarezza espositiva e l’eleganza dello stile per le quali è famoso. La fusione di razionalità moderna e di profondo rispetto per il mistero rendono questo saggio un gioiello prezioso e unico nella storia del pensiero occidentale. «Magnetismo animale, cure per simpatia, magia, seconda vista, sognare il vero, visioni di spiriti e visioni d’ogni genere sono fenomeni affini, rami di uno stesso albero, e indicano in modo sicuro e imprescindibile un nesso fra gli esseri fondato su un ordine delle cose totalmente differente da quello costituito dalla natura, la quale si basa sulle leggi dello spazio, del tempo e della causalità.»
L’insulto è un genere al quale tutti noi – anche le nature più impassibili – finiamo prima o poi per ricorrere, trascinati da inevitabili circostanze della vita. Ma, al pari della scherma o di qualsiasi altra tecnica di attacco e difesa, l’insulto, per risultare efficace e raggiungere il suo scopo, deve diventare oggetto di studio. Benché di solito lo si associ alla rozzezza e alla collericità, saper lanciare all’indirizzo altrui l’ingiuria, l’invettiva o l’improperio adatti, scientificamente studiati, implica infatti una vera e propria arte. Rovistando fra le carte edite e inedite di Schopenhauer, abbiamo trovato quel che fa al caso. Non una trattazione astratta dell’insulto in tutte le sue forme e varianti, ma una silloge di ingiurie concretamente proferite e scagliate con categorica impertinenza contro tutto e contro tutti: la società, il popolo, le istituzioni, le donne, l’amore, il sesso, il matrimonio, i colleghi, il genere umano, la storia, la vita – insomma: contro il mondo intero. Esse si imprimono nella nostra mente con la forza del paradigma da emulare non appena la vita ce ne offrirà l’occasione. Un’arte di insultare, dunque, che ci viene insegnata come nelle antiche scuole si insegnava l’etica: non con la teoria ma con l’esempio e la pratica.
Piccola biblioteca Adelphi - 457: L'arte di trattare le donne
- 102pagine
- 4 ore di lettura
Fin dai tempi antichi, come insegna il caso di Socrate e Santippe, il rapporto tra il filosofo e le donne è stato conflittuale. E, se ripercorriamo la lunga storia di questo conflitto, ne ricaviamo l’impressione che la filosofia sia una faccenda prettamente maschile. La necessità di estirpare siffatto pregiudizio si impone con le grandi figure femminili dell’Illuminismo e del Romanticismo, quando prende avvio quella che sarà l’emancipazione della donna. Scottato dall’esperienza patita in casa con la madre, gran dama salottiera, Schopenhauer avverte con lungimirante intuito l’incombente pericolo, e oppone resistenza. Leva quindi la sua voce irriverente per mettere in guardia il sesso maschile dalle suadenti insidie, dai fatali pericoli e dagli snervanti contrasti che inevitabilmente riserva il rapporto con le donne. Le sue riflessioni su questo tema si configurano come un’«Arte di trattare adeguatamente il gentil sesso»: un’arte che, se negli intenti di Schopenhauer mirava soprattutto a tenerne a bada le intemperanze, offre a noi, uomini e donne di oggi, una lettura ricca di inconfutabili intuizioni e di tenaci, e spesso esilaranti, capricci maschili.



