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Helena Janeczek

    Helena Janeczek è una scrittrice la cui opera approfondisce le narrazioni dimenticate e le voci marginalizzate della storia. La sua scrittura porta spesso una profonda risonanza autobiografica, esplorando temi di identità, memoria e il peso del passato. Crea una prosa che è allo stesso tempo evocativa e perspicace, dando vita a toccanti esperienze umane in significativi contesti storici. L'approccio letterario distintivo di Janeczek spinge i lettori a confrontarsi con le complessità della storia e l'impatto duraturo delle vite individuali.

    Lektionen des Verborgenen
    Essen
    Die Schwalben von Montecassino
    La ragazza con la Leica
    Le signore in nero
    • Sydney 1950. Sui manichini spiccano le gonne a balze e i corpetti arricchiti degli accessori più preziosi. Ma Goode's non sono solo i più grandi magazzini della città, dove trovare l'abito all'ultima moda. Per quattro donne che lavorano sono anche l'unica occasione di indipendenza. Mentre con le loro eleganti divise di colore nero consigliano le clienti su tessuti e modelli, nel loro intimo coltivano sogni di libertà, di un ruolo diverso da quello di figlia, moglie e madre. Lesley sogna di continuare a studiare, anche se il padre non ne vuole sentir parlare. Poi c'è Patty che solo sul lavoro sente di valere qualcosa, mentre a casa il marito la tratta come fosse trasparente. Anche per Fay andare al grande magazzino ogni mattina significa sentirsi meno sola. A sorvergliarle come una madre c'è Magda: le sprona a inseguire i loro desideri e a trovare il proprio stile nel vestire, a coltivare l'idea che una donna possa raggiungere qualsiasi obiettivo. Per tutte è in arrivo un tempo di grandi cambiamenti e opportunità inaspettate. Tra un party, un nuovo vestito e nuove consapevolezze, Lesley, Patty, Fay e Magda vivranno il momento magico in cui si decide chi si vuole essere davvero. Madeleine St. John è una delle più grandi autrici del Novecento. È stata la prima autrice australiana candidata al Man Booker Prize.

      Le signore in nero
      3,3
    • La ragazza con la Leica

      • 335pagine
      • 12 ore di lettura

      ROMANZO VINCITORE DEL PREMIO STREGA 2018. Gerda Taro, la prima fotografa caduta in battaglia, ha dedicato la sua vita a documentare gli orrori della guerra. La sua storia è intrecciata con quella di Robert Capa, l’amore della sua vita, e la vivace Parigi degli anni Trenta. Il 1° agosto 1937, una sfilata di bandiere rosse attraversa la città per il suo funerale, nel giorno in cui avrebbe compiuto ventisette anni. Capa, distrutto, ricorda i momenti felici trascorsi insieme, da quando le ha insegnato a usare la Leica fino alla loro partenza per la Guerra di Spagna. Al corteo partecipano anche figure del suo passato, come l’amica Ruth Cerf, con cui ha affrontato le difficoltà dopo la fuga dalla Germania, e Willy Chardack, che ha sempre avuto un ruolo secondario nella vita di Gerda. Nonostante le delusioni, la sua gioia di vivere e la sete di libertà rimangono vive nei cuori di chi l’ha conosciuta. Una telefonata tra Willy e Georg, ex amico di Gerda, riaccende i ricordi e dà vita a un romanzo caleidoscopico che esplora epoche e luoghi lontani. La narrazione rivive le esperienze di una gioventù che, affrontando la crisi economica e l’ascesa del nazismo, conserva la speranza e il sogno di un futuro possibile, finché Gerda è stata viva.

      La ragazza con la Leica
      2,7
    • Essen

      • 281pagine
      • 10 ore di lettura

      Ein poetischer und nachdenklich stimmender Roman über das Frauenthema Essen und wie es das Leben beeinflusst.Diäten machen einsam und unglücklich, und um sich die Zeit der Entbehrungen angenehmer zu gestalten, sucht die junge Ich-Erzählerin ein Studio auf, in dem die Kosmetikerin Daniela ihr ein Wohlfühlprogramm mit Massage verpasst und Durchhalteparolen formuliert. Dabei kennt auch Daniela die negativen Seiten des Essens. Die beiden Frauen, die unterschiedlicher nicht sein könnten, aus unterschiedlichen Ländern stammen und dennoch ein ähnliches Schicksal teilen, kommen sich näher und nehmen den Leser mit in die Welt des Essens – als Flucht und als Krankheit, als Lust und als Zwang, als Rebellion und als Anpassung.

      Essen
    • Lektionen des Verborgenen

      • 189pagine
      • 7 ore di lettura

      „Moi, depuis un bon moment déjà, il y a une chose que j’aimerais savoir. J’aimerais savoir s’il est possible de transmettre des connaissances et des expériences non avec le lait maternel, mais bien avant, à travers le placenta ou je ne sais comment, parce que le lait de ma mère, je ne l’ai pas bu, mais j’ai, en revanche, une faim atavique, une faim de mort de faim qu’elle, ma mère, n’a plus. Ainsi s’interroge, dès le début du livre, la narratrice dont la mère, juive polonaise, a survécu à la Shoah qui a englouti toute sa famille. Car la vie quotidienne est imprégnée de cette expérience que les mots sont impuissants à communiquer. D’où le “dressage” continuel et parfois insupportable que la mère impose à sa fille, pour la prémunir contre les dangers, réels ou imaginaires, sans cesse aux aguets. D’où ce sentiment d’être étrangère au monde allemand et à sa culture, même si l’Allemagne a été, par la suite et pour un temps, leur terre d’adoption. Un voyage accompli ensemble, à Auschwitz-Birkenau, et raconté avec une pudeur infinie, permettra, malgré la douleur qu’il suscite, de rapprocher mère et fille, dans la tendresse et la compassion. Par étapes, graduellement, Helena Janeczek nous conduit au bord d’un abîme, dans ses propres ténèbres et dans celles de son histoire familiale : pour dépasser la stupéfaction devant le mal, il faut peut-être oser le regarder en face.

      Lektionen des Verborgenen