La drammatica confessione dell'uomo e dello scrittore uniti di fronte alla figura del padre, troppo a lungo temuta e fuggita e nel tentativo disperato e doloroso di risalire alle origini di un rapporto difficile e conflittuale con l'autorità paterna.
Questo libro propone 55 "chiavi" per imparare a disegnare sviluppando, o magari scoprendo, le proprie doti naturali. 55 regole che non devono essere mandate a memoria, ma apprese attraverso l'esercizio pratico e che permetteranno di entrare nell'affascinante mondo dell'espressione artistica. Questo particolare metodo, che l'autore ha elaborato nel corso di molti anni di insegnamento, porta l'attenzione del lettore, per passi successivi, sui diversi aspetti della tecnica del disegno individuati come fondamentali: "chiavi", appunto, che vanno dal "tracciamento" (per individuare e riprodurre luci e ombre), alle tecniche per il chiaroscuro o per la prospettiva. Attraverso 48 brevi "lezioni" che insegnano a padroneggiare le diverse tecniche, 8 test per valutare i propri progressi e individuare i punti deboli, e oltre 300 illustrazioni esplicative, 'Le Chiavi del Disegno' rinnova profondamente i metodi per apprendere e sviluppare quest'arte straordinaria.
La possibilità di comunicare con gli spiriti dei defunti, le loro apparizioni, vere o presunte, hanno sempre colpito e affascinato l’immaginazione degli uomini: qualora le loro manifestazioni fossero vere e credibili, solleverebbero un lembo del velo del mistero che circonda sia il nostro destino terreno che la nostra condizione dopo la morte. In questo breve e suggestivo saggio Arthur Schopenhauer sviscera a fondo l’argomento ed espone le sue teorie in proposito con la profondità e insieme la chiarezza espositiva e l’eleganza dello stile per le quali è famoso. La fusione di razionalità moderna e di profondo rispetto per il mistero rendono questo saggio un gioiello prezioso e unico nella storia del pensiero occidentale. «Magnetismo animale, cure per simpatia, magia, seconda vista, sognare il vero, visioni di spiriti e visioni d’ogni genere sono fenomeni affini, rami di uno stesso albero, e indicano in modo sicuro e imprescindibile un nesso fra gli esseri fondato su un ordine delle cose totalmente differente da quello costituito dalla natura, la quale si basa sulle leggi dello spazio, del tempo e della causalità.»
1901'de Basel'de bir küçük broşür olarak basılan kitap Hermann Hesse'nin yayınlanmış üçüncü yapıtı. 20 yaşındayken kaleme aldığı bu kitap hakkında Hermann Hesse şöyle demiş : "Lauscher'i ne zaman karıştırsam, karalamak ya da düzeltmek istediğini pasajlarla karşılaştım, özellikle 'Günce'nin başında Tolstoy'la ilgili yazmış olduğum, gençlik cüretiyle dolup taşan küstah ve ukala sözleri elimden gelse yok ederdim... Ancak gençlik halimi sonradan rötüşlayıp güzelleştirme hakkına sahip olduğumu sanmıyorum..." Hermann Hesse, 1933
Una pausa di due settimane nella vita di un intellettuale che aspira alla saggezza lo spinge – attraverso piccoli fatti in apparenza irrilevanti – a dubitare con buone ragioni di sé: e quell’intellettuale è Hesse stesso, che ironizza stupendamente sulla propria persona. Questo conflitto silenzioso, involontariamente comico ma non perciò meno duro, si svolge entro la cornice antiquata di una stazione termale: su tale pretesto, Hesse ha costruito una delle sue più perfette parabole, La cura (1925), che segue di poco a Siddharta (1922) e in certo modo ne è «l’altra parte». Come lì si assisteva a un itinerario verso l’illuminazione, qui si ‘smonta’ un illuminato occidentale troppo sicuro di sé, che viene messo in crisi da piccoli incidenti quotidiani – e da ciò è condotto a rivedere certe sue convinzioni troppo tranquille. Ma il punto di arrivo è lo stesso: in quella «psicologia dell’occhio cosmico» che è il grande dono di Hesse e davanti alla quale «non c’è più nulla di piccolo, di sciocco, di brutto, di malvagio, ma tutto è santo e venerabile».