Questo racconto è stato pubblicato anonimo nel 1949, ma probabilmente è una produzione della nota esponente del Gruppo di Bloomsbury, Dorothy Strachey Bussy (1865-1960), sorella di Lytton Strachey. Traduzione di Carlo Fruttero. Il libro narra con estrema finezza di stile e di psicologia la giovanile infatuazione della protagonista per una sua insegnante.
Dorothy Bussy Ordine dei libri (cronologico)
Dorothy Bussy è celebrata principalmente per le sue squisite traduzioni in inglese di letteratura francese, che hanno portato opere seminali a un pubblico più vasto. Oltre alle sue acclamate traduzioni, ha composto prosa originale che si è addentrata in intricate dinamiche interpersonali ed esplorazioni dell'identità femminile. La sua scrittura si distingue per sottili intuizioni psicologiche e raffinata maestria linguistica. I contributi letterari di Bussy offrono una prospettiva sfumata sulla connessione umana e sulla scoperta di sé.




Ce volume couvre les quinze dernières années de la Correspondance. C'est le moment où la collaboration littéraire de Gide et de Dorothy Bussy devient le plus intense. Le ton de Gide change. Son exil en Afrique, la disparition de sa femme, peut-être, lui permettent de mieux dire son affection. "Je crois, écrit-il à son amie, que vous vous êtes mal rendu compte, modeste comme vous êtes et comme je vous aime, de ce que vous avez été pour moi - toujours, et de plus en plus." Par un mouvement inverse, Dorothy Bussy paraît se replier sur une résignation nouvelle. "Souhaiter des lettres d'amour de vous, dira-t-elle un jour, oh oui, je l'ai fait follement, et je le fais encore par accès, mais pas profondément, si je puis dire, pas dans cette vie. Est-ce tout ? Est-ce tout ce que j'aurai à dire sur mon lit de mort ? Allons, ce n'est pas si mal - que je ne regrette pas mon amour, ni votre refus de cet amour." Pourtant, certaines lettres montrent qu'elle est toujours susceptible d'être blessée : le vieillissement, qu'elle décrit de façon pathétique, laisse son coeur intact.
La biblioteca di Repubblica - 64: L'immoralista
- 158pagine
- 6 ore di lettura
Pubblicato nel 1902, l'opera offre una spietata analisi della condizione intellettuale e del profondo disagio che la caratterizza, spesso usato come alibi per nascondere pulsioni inconfessabili. Il protagonista, Michel, vive il conflitto tra la rigida educazione puritana ricevuta dai genitori e le gioie dei sensi scoperte durante un viaggio di nozze in Africa con una donna devota, ma non amata. La sua lotta per liberarsi dal conformismo e cercare un'autenticità individuale si trasforma in una violenta affermazione del proprio egoismo, culminando nella morte della giovane moglie. Di fronte a questa tragedia, Michel giunge a comprendere la verità delle sue azioni e delle sue colpe, ma può solo contemplare il male inflitto a se stesso e agli altri. A due anni dalla morte di Nietzsche, l'autore, con il suo stile chiaro e cartesiano, rifiuta ogni pretesa di fondazione irrazionalistica o sensualistica dell'agire umano. Non lo fa con il rigore astratto del moralista, ma con la consapevolezza di chi ha ceduto a tali lusinghe e, con grande sforzo, cerca di liberarsene, offrendo una testimonianza autentica dell'anima che diventa fonte di straordinaria letteratura.