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Joseph Roth

    2 settembre 1894 – 27 maggio 1939

    Joseph Roth fu un giornalista e romanziere austriaco la cui opera è caratterizzata da una prospettiva malinconica sulla disgregazione di un mondo e sulla perdita di identità. La sua scrittura attinge spesso dalle proprie esperienze e osservazioni, creando un forte senso di autenticità e profondità. Roth cattura magistralmente le complessità delle relazioni umane e le trasformazioni sociali della sua epoca con acuta intuizione. I suoi testi sono segnati da eleganza, ironia e una profonda comprensione della fragilità del destino umano.

    Joseph Roth
    La cripta dei cappuccini
    Le città bianche
    Confessione di un assassino
    Ebrei erranti
    gli Adelphi - 38: Giobbe
    Grandi tascabili economici Newton narrativa - 579: La Marcia di Radetzky
    • Durante la campagna d'Italia, il luogotenente della fanteria austriaca Joseph Trotta salva per puro caso la vita di Francesco Giuseppe: da qui il titolo nobiliare per "l'eroe di Solferino", ricordato in tutti i libri di testo dell'Impero, che trasmetterà ai suoi eredi il compito di salvaguardare la sua eroica memoria con un'assoluta devozione alla monarchia. La vita della famiglia Trotta si svolge parallela a quella del longevo imperatore. Il figlio dell'eroe, Franz, viceprefetto in una provincia della Moravia, si rivela un funzionario leale e integerrimo, mentre il nipote, Carl Joseph, subisce dolorosamente il confronto con il nonno, non brilla nella carriera militare e soffre della propria mediocrità.

      Grandi tascabili economici Newton narrativa - 579: La Marcia di Radetzky
      3,9
    • gli Adelphi - 38: Giobbe

      Romanzo di un uomo semplice

      • 195pagine
      • 7 ore di lettura

      Il protagonista è Mendel Singer ed è un «uomo semplice» che insegna la Bibbia ai bambini di una cittadina della Volinia russa. La sua vita scorre quietamente fino alla nascita del quarto figlio, Menuchim, che è minorato. Da allora in poi molti mali cominciano a sfrecciare nella sua vita. Tanto che Mendel dovrà abbandonare la sua terra per andare a New York mentre la moglie e i figli saranno uno dopo l'altro toccati dalla guerra, dalla morte, dalla pazzia.

      gli Adelphi - 38: Giobbe
      4,0
    • La cripta dei cappuccini

      • 196pagine
      • 7 ore di lettura

      Milano, Adelphi 2009, cm.12,5x19,5, pp.195, brossura copertina figurata a colori. Coll.Gli Adelphi,6.

      La cripta dei cappuccini
      3,9
    • La Cripta dei Cappuccini è forse il più struggente e lucido addio che mai scrittore abbia dato al proprio mondo. Nel 1938, anno in cui il romanzo fu scritto, l'"Austria felix", della cui cultura Joseph Roth si sentiva legittimo erede, spariva definitivamente sotto il tallone di Hitler, completando la parabola di sfacelo iniziata dopo la prima guerra mondiale con la dissoluzione dell'impero austro-ungarico. Ed è sul periodo fatale che va dallo scoppio della guerra fino alla sconfitta e all'umiliante dopoguerra che Roth, esule antinazista a Parigi, concentra la sua forza creativa e la sua accorata consapevolezza storica.Il giovane Francesco Ferdinando Trotta, ricco e frivolo rampollo del ramo cadetto di una famiglia di recente nobiltà, attraversa l'esperienza bellica come la lenta, graduale, ma sempre bruciante rivelazione della verità dell'uomo e della storia, delle responsabilità dei singoli e delle inettitudini collettive, cui si lega il destino di catastrofe di una civiltà che pareva eterna. Nella Cripta dei Cappuccini, che accoglie a Vienna le tombe degli imperatori asburgici.

      La Biblioteca di Repubblica - 23: La Cripta dei Cappuccini
      3,7
    • Fuga senza fine

      una storia vera

      • 151pagine
      • 6 ore di lettura

      Dalla steppa siberiana all’asfalto di Parigi e Berlino, fra amori facili e amori impossibili: il romanzo del disincanto e dello smarrimento nell’aria di Weimar. «Io so soltanto che non è stata, come si dice, la ‘inquietudine’ a spingermi, ma al contrario – una assoluta quiete. Non ho nulla da perdere. Non sono né coraggioso né curioso di avventure. Un vento mi spinge, e non temo di andare a fondo» (Joseph Roth).

      Fuga senza fine
      3,7
    • This book, one of the most haunting things that Roth ever composed, was published in 1939, the year the author died. Like Andreas, the hero of the story, Roth drank himself to death in Paris, but this is not an autobiographical confession. It is a secular miracle-tale, in which the vagrant Andreas, after living under bridges, has a series of lucky breaks that lift him briefly onto a different plane of existence. The novella is extraordinarily compressed, dry-eyed and witty, despite its melancholic subject-matter.

      Grandi tascabili economici Newton narrativa: La leggenda del santo bevitore / Fuga senza fine
      3,6