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Heinrich Heine

    13 dicembre 1797 – 17 febbraio 1856

    Heinrich Heine si afferma come uno dei più significativi poeti tedeschi del XIX secolo, celebre inizialmente per la sua poesia lirica che ispirò i compositori. La sua opera successiva si distingue per un acuto ingegno satirico e una profonda ironia, spesso derivanti dalle sue idee politiche radicali che portarono alla censura. Heine fu anche un acuto giornalista, saggista e critico letterario. La sua eredità duratura risiede nella magistrale fusione di bellezza lirica, mordace commento sociale e audace espressione.

    Heinrich Heine
    Heine
    La Germania
    Notti Fiorentine
    Impressioni di viaggio
    SE - 193: Il Rabbi di Bacherach
    Il viaggio nello Harz
    • "Il viaggio di Heine, così pieno d’amore per l’esistenza e per la natura, si snoda fra la carta e la vita; fra la mappa che copre il mondo, con la sua arzigogolata, meticolosa e puntigliosa varietà garantita dalla precisione giuridica, e l’accidentata, variegata e irregolare superficie della vita stessa coperta da quella mappa. In questo senso Heine crea un modello di viaggio, o almeno rielabora il grandissimo modello sterniano; quel viaggio ironico e dotto, impossibile senza la precisione filologica e giuridica, che va teneramente incontro alla vita, consapevole della sua latitanza e della sua lontananza. Se poi la vita assume il volto della vecchia Germania, allora "il vecchio buon diritto" tedesco, con le sue grandezze e le sue miserie, diventa un linguaggio ancor più necessario per mettersi in cammino e discendere alle radici del proprio mondo e della propria persona. Il giure, con la sua terminologia tortuosa e amabilmente ironizzata dal poeta, è come un fiore di carta, accartocciato e rugoso, che rinvia con struggimento a quegli altri fiori vivi e fugaci sul prato, che Heine vorrebbe cantare, e non solo lui".

      Il viaggio nello Harz
    • SE - 193: Il Rabbi di Bacherach

      • 86pagine
      • 4 ore di lettura

      Con quest'opera Heine intende dar voce al "cupo canto di martirio" del popolo ebraico, destare la memoria di "millenni di dolore", toccare il cuore di ogni uomo: "Sarà ben lungo," scrive il 25 ottobre 1824 all'amico Moses Moser, "un grosso volume, e porto quest'opera in petto con amore indicibile. È frutto d'amore e non di vanagloria. Ma proprio in quanto frutto d'amore sarà un'opera immortale, una lampada eterna nel Tempio di Dio". Ma il lavoro sembra procedere a fatica e viene interrotto nel 1826. Quando a Parigi, nel 1840, riprende il Rabbi e lo pubblica come frammento, Heine è ormai uno scrittore europeo; la questione ebraica, nella nuova prospettiva, è per lui solo parte del più generale compito del tempo: l'emancipazione di tutta l'umanità.

      SE - 193: Il Rabbi di Bacherach
    • Heine

      • 304pagine
      • 11 ore di lettura

      Heine was a restless and homeless poet, a Jew among Germans, a German in Paris, a rebel among the bourgeoisie and always, as his famous doppelganger poems show, a man divided against himself. This selection, with the German originals accompanied by English prose translations, provides an introduction to Heine.

      Heine
    • Heine

      Selected Verse With an Introduction and Prose Translation by Peter Branscombe

      Heine