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Nagib Machfus

    11 dicembre 1911 – 30 agosto 2006

    Naguib Mahfouz è stato uno scrittore egiziano le cui opere spesso approfondiscono profonde questioni sociali e politiche. La sua vasta produzione letteraria, che comprende romanzi, racconti e sceneggiature, penetra nel cuore della società egiziana e della psiche umana. Attraverso il suo stile distintivo, cattura le complessità della vita e la ricerca dell'identità in un mondo in evoluzione. La sua eredità letteraria risuona oltre i confini dell'Egitto, ispirando i lettori a contemplare temi universali.

    Nagib Machfus
    Vicolo del mortaio
    Il giorno in cui fu ucciso il leader
    La trilogia del Cairo - 1: Tra i due palazzi
    I romanzi dell'Antico Egitto
    Il mendico
    Notti delle mille e una notte
    • Notti delle mille e una notte

      • 210pagine
      • 8 ore di lettura

      Dopo mille e una veglia di racconti, fiabe, storie, Shahrazàd si è salvata la vita: il sultano Shahriyàr non ha ordinato che le sia tagliata la testa, come aveva fatto con tutte le sue amanti. Al contrario, ha deciso di prenderla in moglie. Il regno esulta: forse la straordinaria abilità di narratrice di Shahrazàd ha intenerito l'animo del tiranno. Forse d'ora in poi i sudditi verranno governati secondo giustizia, senza doversi affidare ai perversi capricci del sovrano. L'unica a non essere così ottimista è proprio l'artefice di questo apparente mutamento: Shahrazàd non è affatto convinta che le sue lezioni notturne di pietà e saggezza abbiano convertito Shahriyàr . Il romanzo di Mahfuz inizia esattamente dove terminano "Le mille e una notte", ed è anche una trascinante meditazione in forma narrativa sul testo letterario fondante della cultura araba: quanto è cambiato veramente il sultano Shahriyàr dopo aver ascoltato notte dopo notte, per quasi tre anni, la più formidabile delle narratrici? Quanto influiscono i racconti sul potere? Sarà l'amministrazione del regno, in realtà, a svelare al sultano la vera natura dell'abuso e della legge. Una lunga serie di incontri, colloqui, avventure lo metterà di fronte alle crudezze e alle seduzioni dell'esistenza, facendogli conoscere dal vero gli stessi personaggi che aveva potuto solamente immaginare dalle parole di Shahrazàd.

      Notti delle mille e una notte
      4,2
    • Il mendico

      • 202pagine
      • 8 ore di lettura

      هذه الرواية بقدر ما هي ممتعة، بقدر ما هي قاتلة. إن بطلها عمر يدور في فلك الرواية في محاولة الإجابة عن أسئلة: ما معنى وجوده في الحياة طالما أنّه سيموت؟، ثم ما معنى هذه الحياة أصلاً؟، ولماذا لا يشعر بالسعادة رغم نجاحه وزواجه ممن يحب؟، ولماذا يهرب دائماً إلى المجهول؟. لكن الأسئلة تجيء دون إجابات. التحرّك سردي محكم، والحوارات بها عمق كبير، تجعلك تعُيدها أكثر من مرة، خاصةً تلك التي يتحدّث بها عن الصراع بين الفن والعلم، وبين الحكم الملكي وقيام الثورة والاشتراكية، وأحوال البلد وقتذاك. الشحاذ، ليس بالضرورة يشحذ مالاً، لكنه قد يشحذ السعادة، بكل ما أوتى، فهل يصل لغايته؟ (less)

      Il mendico
      3,7
    • I romanzi dell'Antico Egitto

      • 432pagine
      • 16 ore di lettura

      Questo volume raccoglie tre grandi romanzi di Nagib Mahfuz sull’antico Egitto, tre piccole gemme nelle quali l’arte narrativa del premio Nobel riesce a fondere sapientemente storia e finzione, verità e creazione letteraria. Ne La battaglia di Tebe rivive, in un affresco epico intenso e coinvolgente, la suggestiva rievocazione delle gesta del faraone Amosis che nel XVI secolo a.C. guidò il suo popolo contro l’invasione degli Hyksos. La voce di un giovane curioso e intraprendente, Miri-Mon, racconta in Akhenaton. Il faraone eretico le tappe della fulminante ascesa del “faraone maledetto”, fisicamente fragile ma destinato a diventare uno dei simboli della gloria dell’antico Egitto. La maledizione di Cheope narra il tentativo del faraone di scongiurare una profezia che annuncia la fine della sua dinastia. Le insidie, i tradimenti e la stessa ostinazione di Cheope saranno le armi di un inesorabile destino a cui neanche l’uomo-dio più potente può sottrarsi.

      I romanzi dell'Antico Egitto
      3,7
    • Originariamente pubblicata in arabo tra il 1956 e il 1957, la Trilogia narra la storia dell'Egitto attraverso gli occhi di una famiglia, dai primi anni del '900 al golpe militare che nel 1952 rovesciò il governo di Re Faruk e portò al potere Gamal Abd el Nasser.In questo primo romanzo, Mahfuz intreccia magistralmente la società cairota della fine del secolo con personaggi che sono allo stesso tempo obbedienti e meravigliosamente sensuali, le loro vite austere e affascinanti. Qui i rigorosi principi delle donne "rispettabili" e dei loro uomini sono osservati scrupolosamente, in contraddizione alla cultura notturna delle danzatrici del ventre e delle bevande alcoliche, tra la presenza delle forze inglesi e australiane al Cairo.

      La trilogia del Cairo - 1: Tra i due palazzi
      4,1
    • Il giorno in cui fu ucciso il leader

      • 136pagine
      • 5 ore di lettura

      Stavolta Mahfuz traccia il profilo di una famiglia della classe media cairota durante i primi anni Ottanta, sotto la presidenza di Sadat. In Egitto quella fu un'era di transizione, un periodo di crisi profonda in cui gente normale di ogni tipo e provenienza veniva spinta verso il cosiddetto abisso dell'Infitah. In questa folle corsa tutto era sovrastato da un senso di "fine", una sensazione di panico, mentre persone innocenti assistevano impotenti alla rapida disintegrazione del loro mondo. Un intero stile di vita con le sue tradizioni antiche e i suoi valori tramandati di generazione in generazione si stava sgretolando, aprendo la strada a un nuovo materialismo spietato nel regno dei corrotti, dove solo i più forti potevano sopravvivere.

      Il giorno in cui fu ucciso il leader
      3,6
    • Vicolo del mortaio, pubblicato nel 1947, è la descrizione, lievemente ironica e distaccata, della vita quotidiana che si svolge in un vicolo del Cairo, durante la seconda guerra mondiale. Mahfuz ci offre il vivido ritratto di un'umanità dolente, spesso molto misera, rappresentata con semplicità e insieme con esotica raffinatezza, dosando i dialoghi e i momenti di riflessione in modo da lasciare sempre un varco tra un episodio e l'altro. In ultimo, è la vita, nella sua nudità essenziale e drammatica, a imporsi a tutti come una sorta di riequilibratore deus ex machina.

      Vicolo del mortaio
      3,9
    • Akhenaton

      Il faraone eretico

      Miri-Mon lasciò Sais per recarsi con suo padre a Panapolis a visitare sua sorella. Durante il viaggio, passando vicino a una città proibita, Miri-Mon chiese a suo padre di raccontargli cosa era accaduto in quel luogo. Si trattava, infatti, della città dell'eretico, meglio conosciuto con il nome di Akhenaton, un luogo sacrilego e maledetto dove ormai viveva soltanto Nefertiti, la vedova del faraone. Il giovane Miri-Mon si ricordò allora che da bambino gli erano state raccontate delle storie riguardo a un faraone, che aveva rotto con la tradizione e aveva sfidato le divinità e il proprio destino. La curiosità di Miri-Mon lo porterà ad Akhenaton, la città maledetta, dove rimarrà imprigionato dalla bellezza di Nefertiti.

      Akhenaton
      3,7
    • La maledizione di Cheope

      Un grande romanzo sull'antico Egitto

      • 207pagine
      • 8 ore di lettura

      At the center of Khufu’s Wisdom, Nobel laureate Naguib Mahfouz’s majestic first novel, is the legendary Fourth Dynasty monarch Khufu (Cheops), for whom the Great Pyramid of Giza was built. When a seer prophesies the end of Khufu’s dynasty and the ascension to the throne of Djedefra, son of the High Priest of Ra, the pharaoh must battle to preserve his legacy against the will of the Fates. But in the face of the inexorable attraction between Djedefra and Princess Meresankh, Khufu’s beautiful daughter, Khufu must consider not only his personal ambition and the opposing decree of the heavens, but also how the wisdom he prides himself on as a ruler will guide him in determining the fate of his daughter’s heart.

      La maledizione di Cheope
      3,1
    • Dopo quattro anni di carcere, Mahran ritrova la libertà, ma è consumato dal desiderio di vendetta contro coloro che hanno causato il suo arresto, sottraendogli beni, moglie e figlia. Le parole del suo vecchio maestro spirituale non hanno più significato, e gli amici di un tempo lo deludono. Incontra enormi difficoltà nel reinserirsi nella società come ex carcerato, convincendosi che l'unico scopo della sua vita sia la vendetta, a cui si dedica con meticolosità. Tuttavia, le sue azioni non vanno come previsto: invece di colpire i traditori, uccide due innocenti e, infine, si arrende alla polizia dopo un’inefficace resistenza. Pubblicato nel 1961, questo romanzo breve è considerato il più “europeo” dell’autore egiziano, affrontando il tema dell'identità negata e precaria, colpita da una realtà insensibile. Gli ampi squarci metafisici del testo evidenziano l’angosciata solitudine dell’individuo e la sua impossibilità di comprendere il senso del proprio “esserci”. La società e la Storia appaiono come macchine indifferenti al destino degli uomini, creando una condizione di oscurità, espressa attraverso una scrittura tragica, asciutta e trasparente.

      La Biblioteca di Repubblica - 87: Il ladro e i cani
      3,4